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15 Aprile Apr 2018 2202 15 aprile 2018

Raid in Siria, Trump pronto a nuove sanzioni contro la Russia

Dopo i missili il presidente Usa sarebbe pronto a varare una serie di nuove misure ai danni di Mosca per aver appoggiato il programma chimico di Assad. E in un'intervista Macron racconta: «Ho convinto il presidente a rimanere nel Paese».

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Dopo i missili sulla Siria Donald Trump non si ferma, ed è pronto a varare nuove sanzioni contro la Russia, ritenuta «complice» del regime di Assad anche nell'uso delle armi chimiche. Una mossa destinata ad inasprire ancor di più i rapporti tra Washington e Mosca, mai caduti così in basso da decenni. Si è rafforzata invece l'asse Mosca-Teheran, con una telefonata tra Vladimir Putin e il presidente iraniano Hassan Rohani in cui si è parlato di rischio caos per i raid Usa definiti «illegali».

MACRON: «HO CONVINTO TRUMP A RESTARE IN SIRIA». Un'apertura a Russia e Iran è arrivata però da Emmanuel Macron, che ha lanciato un appello al dialogo «per costruire una soluzione duratura per la Siria». In un'intervista tv il presidente francese ha sveltao anche come abbia convinto Donald Trump «a rimanere a lungo» nel paese mediorientale: «Dieci giorni fa il presidente americano ha detto che gli Stati Uniti intendevano disimpegnarsi dalla Siria. Noi», ha raccontato il capo dell'Eliseo, «l'abbiamo convinto che era necessario rimanere. L'abbiamo anche convinto che bisognava limitare gli attacchi con armi chimiche, mentre c'era un'escalation tramite una serie di tweet che non vi saranno sfuggiti...».

Il presidente francese Macron durante l'intervista sul RMC-BFM.

Il numero uno del Pentagono, il generale James Mattis, lo aveva detto chiaramente giorni fa davanti al Congresso: le opzioni per rispondere all'attacco chimico di Duma messe sul tavolo dello Studio Ovale sono tante e non solo militari, ma anche di tipo diplomatico ed economico. Ed ecco puntuali le nuove misure anticipate dall'ambasciatrice Usa all'Onu Nikki Haley in un'intervista alla Abc e che dovrebbero essere annunciate ufficialmente nelle prossime ore dal segretario al Tesoro Steve Mnuchin.

SANZIONI CONTRO SOCIETA' RUSSE. Sanzioni, ha spiegato Haley, che andranno a colpire direttamente le società russe che hanno aiutato il governo siriano a realizzare e a dispiegare armi chimiche, fornendo anche attrezzature, tecnologie ed equipaggiamenti. Nel mirino dovrebbero esserci anche una serie di entità che a vario titolo hanno o hanno avuto a che fare con il programma di armi chimiche di Damasco. La reazione di Mosca non si è fatta attendere: «Gli Usa vogliono punire la Russia per il semplice fatto di essere un attore globale», e per questo stanno varando altre sanzioni che »non hanno alcun collegamento con la realtà», ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova in un'intervista sul primo canale della tv russa. Il tutto mentre il Parlamento di Mosca si appresta a varare a sua volta delle contro-sanzioni verso gli Stati Uniti, limitando le importazioni dagli Usa di alcol, tabacco, generi alimentari e vari prodotti agricoli.

Intanto, mentre Assad ricevendo una delegazione di politici russi ha irriso l'Occidente sottolineando che i raid non avranno altro effetto che «unire la Siria», è andato avanti il braccio di ferro all'Onu, dove è pronta una nuova bozza di risoluzione preparata da Stati Uniti, Francia e Regno Unito. Il testo, che sarà presentato nelle prossime ore in Consiglio di sicurezza, prevede innanzitutto l'avvio di un'indagine indipendente sull'attacco di Duma, con gli ispettori dell'Opac che avranno 30 giorni di tempo per fare rapporto e segnalare se Damasco ha davvero detto la verità sul suo arsenale chimico.

Sul fronte umanitario poi si chiederà la possibilità di evacuare le popolazioni colpite dalla guerra civile per motivi sanitari e passaggi sicuri per i convogli di aiuti che dovranno essere autorizzati a raggiungere tutte le aree. La bozza chiederà anche che venga finalmente attuata la risoluzione sul cessate il fuoco adottata a febbraio, e al governo di Assad di impegnarsi in colloqui di pace sotto l'egida delle Nazioni Unite «costruttivamente, in buona fede e senza precondizioni».

PRIMA DEL VOTO SI TENERA' LA MEDIAZIONE CON MOSCA. Ma non è chiaro quando potrebbe arrivare al voto: secondo quanto riferito da fonti diplomatiche del Palazzo di Vetro, gli alleati sono pronti a dare tempo alle trattative per tentare di ottenere il via libera della Russia. Dall'inizio del conflitto in Siria, infatti, Mosca ha usato il diritto di veto 12 volte, sei delle quali su risoluzioni inerenti le armi chimiche, paralizzando di fatto l'azione del Consiglio.

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