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Guerra dei dazi
Dazi: Cina a Usa, 'ci difenderemo'
1 Maggio Mag 2018 1719 01 maggio 2018

Dazi, gli Usa rinviano di 30 giorni l'ultimatum alla Ue

La Casa Bianca ha deciso di spostare di un mese l'introduzione di imposte sull'importazione di alluminio e acciaio. Critica Bruxelles: «Non negozieremo sotto minaccia»

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Donald Trump ha deciso di concedere all'Europa altri 30 giorni per trattare. Il presidente americano ha esteso fino al 1 giugno il termine ultimo per l'imposizione dei dazi sull'alluminio e l'acciaio, rimandando di fatto la decisione sulla loro entrata in vigore e potenzialmente posticipando una guerra commerciale. Il segretario al commercio Usa Wilbur Ross, intervistato dalla Cnbs, ha detto che l'estensione dell'esenzione dei dazi alla Ue su alluminio e acciaio è frutto delle discussioni proficue per ridurre le tensioni commerciali.

DECISIONE RIMANDATA ANCHE PER CANADA E MESSICO. L'annuncio della Casa Bianca è arrivata a poche ore dalla scadenza del primo maggio, data inizialmente indicata per l'entrata in vigore di dazi del 25% sull'import di acciaio e del 10% su quello di alluminio. L'estensione delle trattative riguarda non solo l'Ue ma anche il Canada e il Messico, con i quali gli Stati Uniti sono impegnati a rivedere l'accordo di libero scambio del Nafta.

ACCORDO RAGGIUNTO CON LA COREA. «L'amministrazione ha raggiunto un accordo definitivo con la Corea del Sud per l'import di acciaio. E ha raggiunto», si legge in una nota della Casa Bianca, «accordi di principio con Argentina, Australia e Brasile, i cui dettagli saranno finalizzati a breve. L'amministrazione estende le trattative con Canada, Messico e Unione Europea per altri 30 giorni. In tutte queste trattative, l'amministrazione è concentrata su quote che frenano l'import e tutelano la sicurezza nazionale. Questi accordi mettono in evidenza la strategia di successo dell'amministrazione Trump nel raggiungere risultati con gli alleati tutelando la nostra sicurezza».

NEL 2017 DEFICIT DA 151 MILIARDI. Per l'Ue si tratta di una 'concessione' temporale importante per tentare di arrivare all'obiettivo di un'esenzione permanente dai dazi. Il deficit commerciale degli Stati Uniti con l'Ue è balzato dai 17 miliardi di dollari del 1997 ai 151,4 miliardi del 2017. Un rosso causato dalle importazioni manifatturiere dalla Germania: solo lo scorso anno gli Usa hanno acquistato 117,7 miliardi di prodotti Made in Germany, il 27% delle totali importazioni dall'Ue.

SETTIMANE DI PRESSIONE DEI LEADER EUROPEI. Nelle ultime settimane l'Ue ha lavorato per centrare il suo obiettivo con le missioni americane del presidente francese Emmanuel Macron e della cancelliera tedesca Angela Merkel. Le trattative sono andate avanti fino all'ultimo minuto, con colloqui telefonici fra i rappresentati Ue e funzionari dell'amministrazione americana. Parigi, Berlino e Londra hanno fatto fronte comune con un ultimatum a Washington.

CRITICA LA POSIZIONE DI CALENDA. Una mossa vista con scetticismo dal ministro dello sviluppo economico, Carlo Calenda. «Non spetta a me, ma io non avrei sottoscritto» l'ultimatum a Trump deciso da Macron, Merkel e May «e non perché sono a favore dei dazi, ma perché bisogna tenere i toni molto bassi e stare molto attenti a non costruire una situazione che rischia di sfuggirci di mano» ha detto Calenda nelle ultime ore, lasciando comunque intravedere come aperti i margini della trattativa erano ancora aperti. «Potrebbe anche arrivare un'altra proroga» aveva detto. E così è stato: l'Ue ha altri 30 giorni.

Critica la reazione dell'Ue: «Non negozieremo sotto minaccia»

L'Ue intanto ha reagito alla notizia in modo critico. La Commissione europea ha diramato un comunicato in cui «prende nota» della scelta del presidente Usa Donald Trump scrivendo che «la decisione degli Stati Uniti» di «prorogare per un breve periodo» l'esenzione dell'Ue dalle tariffe all'importazione di acciaio e alluminio, «prolunga l'incertezza del mercato, che sta già influenzando le decisioni delle imprese». «L'Ue», ha scritto Bruxelles, «deve essere esentata completamente e permanentemente da tali misure, che non possono essere giustificate sulla base della sicurezza nazionale».

UE: «IMPEGNATI A TUTTI I LIVELLI». «La sovraccapacità nei settori dell'acciaio e dell'alluminio non ha origine nell'Ue. Al contrario, negli ultimi mesi l'Ue si è impegnata a tutti i livelli possibili con gli Stati Uniti e altri partner per trovare una soluzione a questo problema», si legge ancora nella nota. «Cecilia Malmstroem, commissaria europea per il commercio, è stata in contatto col segretario Usa al Commercio Wilbur Ross e col rappresentante del commercio statunitense Robert Lighthizer nelle scorse settimane, e le discussioni andranno avanti».

TAJANI: «ESENZIONE DIVENTI PERMANENTE». «L'Ue ha indicato la sua disponibilità a discutere le questioni di accesso al mercato di interesse, ma ha anche chiarito che, come partner e amico di lunga data degli Usa, non negozierà sotto minaccia», riporta ancora il comunicato. «Qualsiasi futuro programma di lavoro transatlantico deve essere equilibrato e reciprocamente vantaggioso». Sulla stessa lunghezza d'onda anche il Parlamento europeo Antonio Tajani: «L'esenzione solo fino al primo giugno non è abbastanza. L'incertezza è dannosa per l'industria su entrambe le sponde dell'Atlantico. Ci aspettiamo che l'Ue sia esentata dai dazi una volta per tutte», ha scritto su twitter.

PERPLESSO ANCHE SERGIO MATTARELLA. Perplesso sulle disposizioni protezionistiche anche Sergio Mattarella. Nel suo discorso in occasione del primo maggio il presidente ha ribadito che «Preoccupano le conseguenze di possibili chiusure protezionistiche, di guerre commerciali, il riaffiorare di una presunta autosufficienza economica, di un anacronistico nazionalismo economico che ha procurato in passato tante gravi conseguenze. Non è certo interesse nazionale - per nessuno in realtà, tanto meno per l'Italia - che si alzino nuove barriere tra gli Stati: piuttosto, diventa sempre più evidente che per assicurare andamento positivo a un'economia, inevitabilmente globale, bisogna renderla più inclusiva, attraverso riforme che diano speranze a tutti, a partire da chi è più debole».

GERMANIA: «RELAZIONI TRANSATLANTICHE MOLTO IMPORTANTI». Anche la Germania si aspetta per l'Ue un' «esenzione permanente» dalle tariffe all'importazione di acciaio e alluminio da parte degli Stati Uniti. Lo ha dichiarato una portavoce della cancelliera Angela Merkel in un comunicato diffuso dopo l'annuncio della Casa Bianca. Berlino, come parte dell'Ue, ora «discuterà su come continuare», ha dichiarato ancora la portavoce di Merkel. «Le relazioni economiche transatlantiche», si legge nel comunicato, «sono di grande importanza per entrambe le parti, né l'Ue né gli Stati Uniti possono essere interessati a un'escalation delle loro tensioni commerciali. Piuttosto, entrambe le parti trarrebbero profitto da un ulteriore approfondimento delle loro relazioni commerciali».

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