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12 Maggio Mag 2018 1527 12 maggio 2018

Il voto in Iraq. Tra attacchi Isis e influenza dell'Iran

22 milioni di iracheni sono chiamati a rinnovare  i 329 membri del Parlamento. A giocarsela sono soprattutto tre coalizioni sciite amiche del governo di Teheran. Ma Daesh apre il fuoco contro le forze dell'ordine a nord del Paese. Almeno sei i militari uccisi.

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L'Iraq si cimenta con le sue quarte elezioni legislative dalla caduta del regime di Saddam Hussein, 15 anni fa. Il voto è centrale per vedere quanta influenza avrà l’Iran nella politica dell’Iraq dei prossimi anni. Le urne chiudono alle 18 locali (le 17 italiane) e le consultazioni si tengono in un clima di paura, con misure di sicurezza straordinarie tra cui la chiusura per 24 ore dei confini e degli aeroporti del Paese.

INTIMIDAZIONI AGLI ELETTORI. Sono le prime elezioni dopo la sconfitta dell'Isis, che comunque mantiene cellule attive nel Paese e, ancora il mese scorso, ha minacciato azioni armate contro chiunque avesse partecipato alle elezioni, chiedendo di tenersi lontani dalle urne. Le principali liste elettorali si dividono in coalizioni sciite (gli sciiti in Iraq sono la maggioranza), sunnite e curde.

ATTACCO ISIS. E infatti già in mattinata i media locali danno notizia di un attacco dei militanti dello Stato islamico a sud-ovest di Kirkuk, nel nord del Paese. Le forze dell'Isis avrebbero aperto il fuoco contro le forze dell'ordine, composte da polizia e milizie, durante le operazioni di voto. Finora il bilancio è di almeno sei militari uccisi.

MAGGIORANZA SCIITA. Kirkuk è stata dal 2014 al 2017 sotto il controllo delle milizie curde Peshmerga, che sono state costrette a ritirarsi nell'ottobre scorso davanti a un'offensiva congiunta dell'esercito federale e delle milizie della Mobilitazione popolare, a maggioranza sciita. Parte di queste forze è legata all'Iran che potrebbe essere il vero vincitore di queste elezioni dove a giocarsela sono soprattutto tre coalizioni sciite amiche del governo di Teheran.

DAESH DIVIDE GLI IRACHENI. In tutto l'Iraq circa 22 milioni di iracheni sono chiamati a votare per rinnovare i 329 membri del Consiglio dei Rappresentanti (il parlamento unicamerale), che saranno poi chiamati a formare il nuovo Esecutivo e a eleggere il prossimo Presidente. Benché negli ultimi quattro anni la lotta a Daesh abbia rappresentato un fattore almeno nominalmente unificante, con tutta la classe politica impegnata a sostenere lo sforzo militare, in realtà il contrasto all’organizzazione di al-Baghdadi ha contribuito in modo significativo ad alimentare la frammentazione del panorama politico iracheno, fenomeno che appare assolutamente trasversale a tutte le componenti etnico-religiose del Paese.

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