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16 Maggio Mag 2018 1210 16 maggio 2018

Fondi Ue, Commissione: soldi in cambio di riforme

Bruxelles vuole trasformare dal 2021 il nuovo Fondo sociale europeo (Fse) in uno strumento per stimolare e sostenere le riforme strutturali richieste ai singoli Paesi.

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La Commissione Ue vuole trasformare dal 2021 il nuovo Fondo sociale europeo (Fse) in uno strumento per stimolare e sostenere le riforme strutturali richieste ai singoli Paesi e affidare principalmente ai governi e non più a regioni ed enti locali la gestione delle risorse comunitarie destinate alle politiche sociali e occupazionali. È quanto emerge dalla bozza di regolamento del nuovo fondo che sarà presentata dall'esecutivo a fine maggio.

UN FONDO DA 90 MILIARDI DI EURO. Secondo la proposta presentata il 2 maggio scorso dalla Commissione per il bilancio dell'Unione 2021-2027, nel nuovo Fse, che avrà a disposizione circa 90 miliardi di euro, confluiranno cinque diversi fondi dedicati a sociale, occupazione, giovani e salute. Rispetto a una precedente bozza del regolamento circolata informalmente a Bruxelles, l'esecutivo ha comunque allentato il legame con le annuali raccomandazioni specifiche per Paese.

PAESI COSTRETTI A SPENDERE PER I NEET. Se prima si prevedeva che il 65% delle risorse del Fse fosse dedicato alle riforme strutturali suggerite da Bruxelles, ora la formula indica un generico "somma adeguata". Ma rispetto all'attuale normativa, quella nuova cancella ogni riferimento agli enti locali e regionali per la gestione delle risorse e all'obiettivo, sancito dai trattati, di aumentare la coesione sociale, economica e territoriale. Compare invece fra gli scopi del fondo anche quello dell'integrazione di stranieri provenienti da Paesi terzi. Dalla bozza emerge poi che Paesi con percentuali particolarmente alte di Neet (giovani che non studiano nè cercano lavoro), come l'Italia, saranno costretti a spendere il 10% delle risorse in politiche a loro dedicate.

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