Donne guida arabia saudita
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17 Maggio Mag 2018 1914 17 maggio 2018

Arabia Saudita, la guerra mediatica contro le donne al volante

Dal 26 giugno 2018 milioni di cittadine potranno finalmente guidare l'auto. Ma gli uomini, diffidenti, hanno lanciato una campagna sui social contro di loro. Diventata un boomerang. La storia.

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Milioni di saudite si apprestano a ritirare l'agognata patente. Il diritto di guida finalmente concesso alle donne dal 26 giugno 2018, con un decreto reale del 2017, è alle porte. Lauti incassi sono festeggiati dalle scuole guida (oltre 30 mila domande negli ultimi mesi) e dalle rivendite di automobili prese d'assalto.

ANCHE NUOVI IMPIEGHI PUBBLICI. Un bacino di potenziali 9 milioni di cittadine al volante è pronto, volendo, anche a buttarsi nell'impresa di tassiste o a candidarsi come autiste di mezzi pubblici: le leggi, riformate dall'erede al trono e di fatto capo del governo Mohammad bin Salman, permettono alle donne di aprire attività e accedere a nuovi impieghi pubblici. Freni - almeno per la guida – non ce ne sono più. Se non fosse per la solita campagna maschilista sparata in Rete con l'hashtag #لن_تقودي_لن_تقودي, “#You_will_never_drive.

HASHTAG RISPEDITO AL MITTENTE. A un mese dal via gli uomini - e non solo sauditi - hanno preso a irridere le neopatentate, con un tam tam che ha iniziato a imperversare sui social network arabi. A effetto boomerang, perché il fango riversato contro le donne al volante dal cosiddetto sesso forte gli si è subito ritorto contro. You wont drive, you wont drive - nell'Arabia Saudita che non censura i social network - è in realtà diventato virale da quanto le saudite hanno preso a rispedire al mittente lo stesso hashtag, rigettando gag e accuse per il tentativo di offenderle, e non viceversa.

È una consolazione e una speranza che, in una settimana, l'hashtag sia stato ripreso oltre 65 mila mila volte, proprio per le risposte piccate delle saudite alla solita trita ironia sulle donne al volante. Ne è pieno il mondo e l'unico Paese rimasto a vietare loro la patente non può fare certo eccezione.

BATTUTACCE E LUOGHI COMUNI. Il calibro delle battute si può immaginare. Da «possa Allah salvare le nostre anime da queste creature che si apprestano a guidare», che nel mese di ramadan (nel regno con Mecca e Medina poi) tanto battuta non è, a il «meccanico dirà cosa preferiscono le donne in un'auto», ad altri luoghi comuni.

LE DONNE: «CODARDI RETROGRADI». Tra le saudite c'è chi la prende sul ridere («I will drive, I will drive»), esibendo il manuale della scuola guida o la foto del macchinone dei sogni, chi accusa i «codardi» e «miserabili perdenti» e «retrogradi» di intimidazioni, chi osa audaci «le donne lo fanno meglio».

ATTIVISTI IRONICI SU YOUTUBE. Solidarietà alle saudite è arrivata da tante altre donne del mondo: l'onda lunga della guerra mediatica tra sessi di Riad è presto debordata dal mondo arabo, raggiungendo poi l'Occidente. Ma anche tra i sauditi, e da un pezzo, esistono gentlemen. Dal 2013 il giovane attivista Hisham Fageeh, alla notizia dell'ennesimo arresto di saudite sorprese al volante, ha postato su YouTube la sua cover ironica e pungente No woman, no drive, a difesa delle donne.

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