Angela Merkel
24 Maggio Mag 2018 1053 24 maggio 2018

Altro che M5s e Lega: Merkel ha ben altre grane

Esponenti del partito della cancelliera attaccano l'esecutivo giallo-verde. Ma la stessa Angela è sempre più incalzata dai sovranisti: AfD, all'opposizione, e Csu, al governo. Mentre Trump minaccia l'economia.

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L'opinione pubblica tedesca rabbrividisce alla prospettiva di un governo italiano M5S-Lega, «tra l'orrore e il tragicomico», ha titolato al nome di Giuseppe Conti premier la lettissima Süddeutsche Zeitung. Politicamente le maggiori perplessità arrivano dai cristiano-democratici e sociali (Cdu-Csu) di Angela Merkel, paladini dell'austerity per il rispetto dei parametri Ue. Da Strasburgo, il falco della Csu Manfred Weber, capogruppo dei popolari nel parlamento europeo, ha messo in guardia l'Italia «pesantemente indebitata», da «azioni irrazionali o populiste» foriere di una «nuova crisi dell'euro».

SOVRANISTI IN CASA PROPRIA. È tuttavia curioso che da esponenti del partito della cancelliera (a onor del vero la medesima nella recente visita ad Assisi ha preferito «ancora non esprimersi» sul governo in fieri a Roma) arrivino attacchi, velati da minacce, ai sovranisti, anti-migranti e critici sull'euro italiani, quando la stessa Merkel è sempre più incalzata da sovranisti. Stranieri ma soprattutto tedeschi e anche tra i suoi: dall'opposizione della destra estrema e dei liberali che fa cartello contro i migranti all'ala del suo stesso partito della Csu bavarese di Weber, sempre più vicina al protezionismo di Austria e Ungheria.

GRANE ECONOMICHE IN VISTA. Il blocco dell'Est Europa di Visegrad, capitanato da Viktor Orban, se la intende bene da tempo con leader bavaresi che includono anche l'attuale potente ministro dell'Interno tedesco, Horst Seehofer. Orban promuove le politiche nazionaliste trumpiane che hanno nel mirino proprio l'export della Germania. Si recriminano poi all'Italia i problemi economici che ha ma, non bastasse, Merkel deve anche disinnescare la bomba finanziaria di Deutsche Bank. Una posizione non facile, per la cancelliera e per gli alleati socialdemocratici di governo, accerchiati da una cordata di falchi.

Angela Merkel saluta i leader di AfD.

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1. La denuncia alla Corte costituzionale dall'estrema destra di AfD

Questa primavera contro la cancelliera è stata sporta dagli euroscettici di AfD una denuncia alla Corte costituzionale tedesca per una sua presunta violazione della Carta, in occasione dell'apertura delle frontiere a circa 1 milione di profughi nell'estate del 2015. Per AfD «un'azione legale che cambierà il mondo» e la dichiarazione – con i dovuti distinguo tra la natura del movimento tedesco di estrema destra e quello pentastellato – "fa rima" con quella del M5s del «governo che cambierà la storia».

2. AfD e Liberali per una Commissione d'inchiesta sulle richieste d'asilo

Merkel ha scelto di ignorare la mossa di AfD: sicura e a ragion veduta dell'operato, non risponderà neanche legalmente. Ma all'opposizione l'estrema destra si è appena alleata con i liberali della Fpd: insieme chiedono l'apertura di una commissione parlamentare d'inchiesta sull'operato dell'Ufficio nazionale per la migrazione e i rifugiati (Bamf), non nuovo a contestazioni sulle pratiche accettate e che, in particolare nella sede di Brema, tra il 2013 e il 2016 avrebbe concesso circa 1.200 status di diritto all'asilo, senza che ve ne fossero pieni requisiti.

I conservatori tedeschi della Cdu, ago di bilancia della Grande coalizione, hanno imposto a Merkel l'apertura di centri di detenzione per migranti

3. Il ministro dell'Interno Seehofer, sovranista come austriaci e ungheresi

Sinistra radicale e Verdi sono contrari alla commissione (il gruppo parlamentare dei socialdemocratici tace). Ma sulla graticola, spronato ad azioni e vigilanza più dure verso il Bamf, c'è il neo ministro Seehofer, di per sé tutt'altro che aperto alle iniziali politiche di accoglienza della cancelliera: come piazzare un Matteo Salvini al Viminale, insomma. E infatti in Germania apriranno a breve centri di detenzione («centri di ancoraggio» gestiti dalla polizia) per migranti: da registrare, identificare come richiedenti asilo o in caso contrario espellere immediatamente.

UNA LINEA CHE RICORDA QUELLA LEGHISTA. La struttura pilota aperta si trova, guarda caso, in Baviera e Merkel, politicamente sempre più debole, ha ribadito sia che Seehofer ha il polso sull'operato del Bamf sia che i nuovi centri di detenzione sono in linea con l'accordo per la Grande coalizione tra Cdu-Csu e socialdemocratici della Spd, della quale l'ex governatore della Baviera e capo della Csu è l'ago della bilancia. A livello locale, la Spd contesta simili strutture in alcuni Land federali amministrati dai progressisti. Ma la linea del ministero centrale dell'Interno è quella della Lega.

Angela Merkel con Horst Seehofer.

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4. I dazi protezionistici di Trump contro migliaia di aziende tedesche

Ma Merkel è stretta nell'angolo anche da ingombranti sovranisti stranieri. Intanto il premier ungherese Orban, a capo degli euroscettici dell'Est, sulle politiche sui migranti è un tutt'uno con il governo di destra, di fatto estrema, austriaco, ed entrambi premono sul bavarese Seehofer, che a sua volta preme sulla cancelliera. Poi, da Oltreoceano, sulla Germania si staglia la lunga ombra di Donald Trump: il sovranista dei sovranisti dalla Casa Bianca ha tutta l'intenzione di mettere, dal primo giugno 2018, dazi all'Europa. Nel mirino di «America first», in primo luogo, ci sono migliaia di aziende tedesche padrone dell'export.

5. Nei bilanci di Deutsche Bank altre possibili irregolarità

Le turbolenze finanziarie sono un'altra grossa preoccupazione del quarto governo Merkel. Il bubbone Deutsche Bank, che dal 2015 ha creato al gruppo mezzo miliardo di euro di crollo di utili per le pesanti multe dei processi e procedimenti negli Usa, non smette di riservare brutte sorprese: un maxi riassetto è in arrivo, con grossi ridimensionamenti di diversi compartimenti, e secondo indiscrezioni altre gravi irregolarità sono emerse nei bilanci degli ultimi anni. L'economia tedesca resta solida ma il primo istituto bancario tedesco traballa non poco. E non per colpa di un governo italiano giallo-verde.

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