Macedonia 1
13 Giugno Giu 2018 2310 13 giugno 2018

La disputa sul nome della Macedonia

Il piccolo Stato a Nord della Grecia si considera "Repubblica di Macedonia". Atene l'ha sempre chiamato "Ex repubblica jugoslava di Macedonia". E ora che si è raggiunta l'intesa su "Repubblica di Macedonia del Nord", il capo dello Stato non è d'accordo con il governo di Skopje.

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I cittadini, e non il presidente Gjorgje Ivanov, decidono sul futuro della Macedonia. Così il governo di Skopje ha reagito con un comunicato alla presa di posizione del presidente della Repubblica, che ha respinto totalmente l'accordo con la Grecia sul nome del Paese ex jugoslavo, ritenendolo «anticostituzionale» e «dannoso per i macedoni». La disputa risolta a livello internazionale si ripropone così a livello istituzionale interno alla Macedonia, con quello che si prospetta come un braccio di ferro tra governo e presidente.

L'ACCORDO SKOPJE-ATENE. Il 12 giugno i premier dei due Paesi, il macedone Zoran Zaev e il greco Alexis Tsipras, si sono accordati su "Repubblica di Macedonia del Nord" quale nuovo nome del Paese ex jugoslavo. Ivanov ha detto che in nessun caso firmerà un tale accordo. Per il governo, guidato dal socialdemocratico Zaev, il presidente conservatore non è in grado di percepire quali enormi prospettive si aprono con l'intesa sul nome, a cominciare dall'accelerazione del cammino verso l'integrazione in Ue e Nato, che rappresenta la prima priorità del Paese e dei suoi cittadini.

Repubblica di Macedonia

È il nome con cui, da dopo il disfacimento della Jugoslavia, si autodefinisce lo Stato macedone dal 1991. Atene sostiene che il termine Macedonia - nome anche della provincia settentrionale greca con capoluogo Salonicco - sia patrimonio esclusivo della tradizione storica e culturale ellenica e, temendo pretese territoriali sulla propria regione, chiede da sempre a Skopje di cambiare nome.

Ex repubblica jugoslava di Macedonia

A causa dell'opposizione della Grecia, lo Stato da poco più di 2 milioni di abitanti è entrato a far parte dell'Onu nel 1993 con il nome di Ex repubblica jugoslava di Macedonia (Fyrom). Con questo nome è riconosciuta anche da Unione europea, Consiglio d'Europa e Nato. Skopje ha sempre rifiutato altri nomi che non fossero quello di Macedonia e per questo si è vista negare anche l'accesso a Ue e Alleanza atlantica a causa del veto greco.

Repubblica di Macedonia del Nord

Dall'inizio del 2018 la piccola ex repubblica jugoslava ha dato l'ok a trattative con il vicino meridionale per risolvere la questione e poter concludere il percorso di integrazione nell'Europa e nell'Alleanza Atlantica. Per uscire dall'impasse, il primo ministro macedone Zaev ha accettato di aggiungere un'implicazione geografica al nome del Paese per distinguerlo senza ambiguità dalla regione greca (e togliere così ad Atene motivi per opporsi alla sua entrata). Si è così arrivati al compromesso di “Repubblica di Macedonia del Nord”, che però non è stato accettato dal presidente della repubblica macedone. Zaev aveva detto che in autunno ci sarà comunque un referendum popolare sui termini dell'intesa con la Grecia.

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