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29 Giugno Giu 2018 1546 29 giugno 2018

Consiglio europeo, cosa ha detto Conte nella conferenza finale

Il premier smentisce Macron: Italia indisponibile a ospitare nuovi centri per migranti gestiti e finanziati dall'Ue. Nessun accordo sui movimenti secondari con la Germania.

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L'Italia dice no a nuovi centri di accoglienza volontari per migranti, gestiti e finanziati dall'Unione europea, in cui distinguere chi ha diritto all'asilo e chi no. Tantomeno a centri da istituire solo nei Paesi di primo arrivo. Il premier Giuseppe Conte, nella conferenza stampa finale del Consiglio europeo, ha dunque smentito il presidente francese Emmanuel Macron, che aveva sostenuto il contrario: «Era stanco», ha detto Conte, «lo smentisco». Macron aveva dichiarato che i nuovi centri sarebbero sorti, per l'appunto, nei Paesi di primo arrivo e segnatamente non in Francia. Ma nel testo che contiene le conclusioni del vertice, ha precisato Conte, «non si fa riferimento a un Paese di primo o di secondo transito» (leggi anche: Vertice Ue sui migranti, che cosa guadagna l'Italia).

In diretta da Bruxelles la conferenza stampa conclusiva a seguito del Consiglio europeo

Geplaatst door Giuseppe Conte op Vrijdag 29 juni 2018

Il presidente del Consiglio ha spiegato inoltre che nessun accordo bilaterale è stato sottoscritto dal governo italiano con la Germania per quanto riguarda i movimenti secondari: «Alla cancelliera Merkel non ho promesso alcunché», ha puntualizzato Conte. Notizia confermata dalla stessa Merkel: «L'Italia non ha preso alcun impegno per mettere in piedi i nuovi centri di accoglienza per migranti» e «non vede assolutamente nessuna possibilità» di farlo in futuro. Dal punto di vista di Roma, ha detto ancora la cancelliera, «i movimenti primari sono un problema cruciale e per il momento è una posizione che rispetto».

LA CONTROMOSSA DI BERLINO. La Germania, tuttavia, ha già deciso come rispondere alla chiusura italiana. Berlino continuerà ad accogliere una quota dei richiedenti asilo sbarcati in Italia, «come ha fatto in passato», solo se ci sarà un accordo con Roma sui movimenti secondari. Grecia e Spagna, al contrario, hanno dato la loro disponibilità a riprendersi i migranti già registrati che arrivano ai posti di frontiera controllati dalle autorità tedesche. In cambio, la Germania si è impegnata ad accogliere i migranti che arrivano in Grecia e Spagna e hanno diritto al ricongiungimento familiare sul suolo tedesco.

MACRON INSISTE SUI PAESI DI PRIMO ARRIVO. Nel corso della sua conferenza stampa, Macron ha ribadito la propria posizione: «La Francia non è un Paese di primo arrivo e non aprirà centri di accoglienza. Il concetto di Paese di primo arrivo non si può cancellare». Per Parigi, in altre parole, a differenza di quanto sostenuto dall'Italia, i nuovi centri dovranno essere istituiti nei Paesi in cui i migranti arrivano per primi. «Le regole del diritto internazionale e del soccorso in mare sono chiare: è il Paese sicuro più vicino che deve essere scelto come porto di approdo. Le nostre regole di responsabilità sono altrettanto chiare: si tratta del Paese di primo approdo nell'Ue. In nessun caso questi principi sono stati messi in discussione dall’accordo», ha scandito Macron. Insomma: il Regolamento di Dublino non si tocca. E ogni eventuale riforma è rimandata a data da destinarsi.

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