Sfollati Sud Siria
29 Giugno Giu 2018 1922 29 giugno 2018

Siria, a Daraa 700 mila civili prigionieri dell'offensiva di Assad

Il regime ha lanciato l'attacco contro la roccaforte ribelle nel Sud del Paese. Con la Giordania che ha chiuso la frontiera, l'Onu teme la «catastrofe» per la popolazione rimasta in trappola.

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Nuova emergenza profughi dalla Siria: oltre 700 mila civili del Sud del Paese sono tra l'incudine della chiusura della frontiera da parte della Giordania e il martello dell'offensiva governativo-russa, che mira a conquistare i territori da sei anni in mano a milizie delle opposizioni. L'Onu ha parlato del rischio di una «catastrofe» per le 725 mila persone - sette volte di più dei migranti giunti in Italia dal 2014 al 2017 - che abitano le regioni di Daraa e Qunaytra, rispettivamente a ridosso dei confini con la Giordania e con le Alture del Golan controllate da Israele.

Distribuzione della popolazione nel Sud della Siria (Onu).

E da Amman, il ministro degli Esteri giordano Ayman Safadi ha detto che si incontrerà con il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, sottolineando la necessità di «assicurare la protezione dei civili nel territorio siriano». Sia la Giordania che Israele si rifiutano di accogliere profughi e insistono nel creare i presupposti per un soccorso nei territori siriani. Il regno hascemita ha dal 2011 a oggi accolto più di 600 mila siriani, mentre lo Stato ebraico - formalmente in guerra con la Siria dalla sua nascita - si è limitato in questi anni a fornire saltuaria assistenza medica a feriti gravi. La scorsa notte l'esercito israeliano ha trasferito in quattro punti dall'altra parte delle Alture aiuti umanitari per i profughi giunti a seguito dell'offensiva militare di Damasco.

Il fronte dei combattimenti (Peto Lucem).

L'esercito israeliano si è detto pronto a offrire altro aiuto umanitario, ma «non consentirà ai siriani in fuga dalle ostilità di entrare nel territorio israeliano». Nei giorni scorsi le Nazioni Unite avevano parlato di 50 mila civili in fuga dalle violenze, mentre oggi fonti civili delle opposizioni siriane a Daraa hanno riferito di «150 mila» sfollati. Ma le informazioni non sono verificabili in maniera indipendente. L'Alto Commissario dell'Onu per i diritti umani, Zeid Raad Hussein, ha oggi invitato le parti coinvolte nel conflitto a evitare «il bagno di sangue e la sofferenza già viste (in Siria) all'inizio di quest'anno», in riferimento alle operazioni militari governative nella Ghuta, a Est di Damasco.

Zeid, che è di origine giordane ed è membro della casa reale hascemita, ha affermato che c'è il rischio che la popolazione di Daraa e Qunaytra - 725 mila persone secondo i dati dell'Onu - rimangano intrappolate nelle battaglie. Sul terreno, fonti mediche locali e della protezione civile affermano che l'offensiva lealista ha finora ucciso un centinaio di persone, tra cui una ventina di minori, negli ultimi dieci giorni. E i media di Damasco, che ricordano che l'avanzata è «contro i terroristi», affermano che diverse località nella regione di Daraa si sono arrese o sono pronte ad arrendersi.

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