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29 Giugno Giu 2018 0935 29 giugno 2018

Cosa prevede l'accordo sui migranti al vertice Ue

Centri di accoglienza negli Stati membri, ma solo su base volontaria. Azioni coordinate per il salvataggio in mare. E 500 milioni destinati al Trust fund per l'Africa. I contenuti dell'intesa siglata.

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Un accordo giunto al termine di 13 ore di negoziati, quello uscito dal vertice di Bruxelles che ha sancito la linea comune dei 28 Paesi Ue sulla gestione dei migranti. Un accordo che a parole soddisfa tutti, ma che lascia ancora diversi fronti aperti. Ecco i principali contenuti del documento.

Reinsediamenti e ricollocamenti su base volontaria

Nel testo siglato dai 28 compare per ben quatto volte la parola «volontario». Il carattere volontario su diversi aspetti della questione migranti, fortemente voluto dai Paesi del patto di Visegrad, è proprio il compromesso che ha trovato tutti d’accordo. Si parla di «reinsediamenti volontari» e di «base volontaria» per l'apertura di centri negli Stati membri da destinare alla selezione dei rifugiati rispetto ai migranti economici. Poco dopo, a «base volontaria» vengono definiti anche ricollocamenti e reinsediamenti e il documento cita anche i «rimpatri umanitari volontari».

Gestione collettiva dei centri istituiti dagli Stati membri

Nel documento finale è passata anche la proposta dei centri di accoglienza per consentire lo sbarco e, in caso, il transito dei migranti anche in Paesi terzi, sotto il coordinamento della cooperazione con Unhcr e Oim. In Europa si potranno creare centri di accoglienza nell'ambito degli Stati membri, ma solo su base volontaria. Le conclusioni del vertice prevedono che «sul territorio dell'Ue chi viene salvato secondo il diritto internazionale debba essere preso in carico sulla base di uno sforzo condiviso, attraverso il trasferimento in centri controllati istituiti in alcuni Stati membri, solo su base volontaria». I Paesi che vogliono attrezzarsi per farli potranno basarsi su una gestione collettiva europea. Nei centri chiusi dovrebbero essere effettuate in modo rapido e «con il pieno sostegno dell'Ue» le procedure per «distinguere tra migranti irregolari, che saranno rimpatriati, e chi necessita di protezione internazionale, per cui si applicherà il principio di solidarietà». La ridistribuzione dei richiedenti asilo tra alcuni Stati membri sarà quindi possibile solo per quei Paesi in prima linea che istituiranno i centri chiusi.

Azioni coordinate per il salvataggio in mare

Sui salvataggi in mare è emerso un nuovo approccio: d'ora in poi si prevedono azioni basate sulla condivisione e quindi coordinate tra gli Stati membri. Nel testo è affermato il principio che chi arriva in Italia arriva in Europa e che tutte le navi che arrivano nel Mediterraneo devono rispettare le legge, quindi anche le Ong, e non devono interferire con la Guardia costiera libica.

Una nuova tranche destinata al Fondo per l'Africa

I leader hanno anche concordato di trasferire 500 milioni di euro dal Fondo europeo di sviluppo per rifinanziare il trust fund per l'Africa e di sbloccare la seconda tranche da 3 miliardi per la Turchia. Inoltre viene anche chiesto che vengano intensificati i rapporti e gli accordi con i Paesi di origine e transito dei migranti.

Germania accontentata sui movimenti secondari

Sui movimenti secondari (i migranti che si trasferiscono dai Paesi di primo ingresso in altri Stati membri in violazione delle regole di Dublino) il Consiglio ricorda il «rischio» di mandare in crisi Schengen e chiede agli Stati membri di prendere tutte le misure interne necessarie a limitare questi movimenti. Come voluto dalla Germania, è stato inserito il riferimento a questo tipo di movimenti: i Paesi Ue devono cooperare tra loro e prendere tutte le misure necessarie per contrastarli e limitarli.

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