Messico, Obrador guida col 47,2%
2 Luglio Lug 2018 0820 02 luglio 2018

Messico, chi è il nuovo presidente López Obrador

Il leader del movimento di centrosinistra Morena ha conquistato più della metà dei voti.

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Giornata storica in Messico con la vittoria alle elezioni presidenziali di Andrés Manuel López Obrador, leader del movimento di centrosinistra Morena. L'affermazione è stata riconosciuta da tutti gli altri candidati. Obrador è il primo capo politico di sinistra a diventare presidente nel Paese centroamericano.

TRUMP APRE AL DIALOGO. L'importanza dell'evento è stata sottolineata immediatamente da un tweet di Donald Trump. Il presidente Usa, dopo essersi congratulato con il vincitore, ha assicurato: «Sono molto ansioso di poter lavorare con lui. C'è molto da fare per il bene degli Stati Uniti e del Messico!».

Poco dopo la chiusura dei seggi gli exit poll delle principali tivù messicane hanno fornito un'anticipazione della 'valanga' di voti ottenuta da Obrador, al suo terzo tentativo di assicurarsi la massima carica dello Stato, assegnandogli 20 punti di vantaggio.

OLTRE IL 50% DEI VOTI. Questa tendenza è poi stata confermata dai primi dati di un conteggio rapido realizzato sulla base di seggi campione dall'Istituto nazionale elettorale. Obrador avrebbe vinto superando la soglia del 53% dei voti. Dietro di lui Ricardo Anaya (Pan-Prd) sopra al 22% e José Antonio Meade (Pri) fra il 15,7 e il 16,3%. L'affluenza alle urne si è attestata intorno al 63% degli aventi diritto.

FESTA A CITTÀ DEL MESSICO. Decine di migliaia di persone si sono riunite nella storica piazza dello Zócalo a Città del Messico e Obrador ha pronunciato un primo discorso in cui ha invitato i messicani alla riconciliazione. Poi ha assicurato che la coalizione da lui guidata, Juntos Haremos Historia, «non punta a costruire una dittatura, per cui i cambiamenti promessi avverranno in base all'ordine istituzionale esistente». Ha garantito «libertà di espressione, imprenditoriale e religiosa» e ha ribadito il primato dei diritti consacrati dalla Costituzione. Morena ha conquistato anche la capitale del Paese, con la sua candidata a sindaco Claudia Sheinbaum.

Obrador, nemico dei «privilegi» e della corruzione

Obrador ha vinto le elezioni presidenziali con un programma fondato sulla lotta alla corruzione e sulla redistribuzione delle risorse, dichiarandosi nemico dei «privilegi» e dei «raccomandati». Ha promesso un accesso a Internet gratuito in tutte le scuole del Paese e intende dare ai giovani possibilità alternative al mercato della droga.

I PRIMI PASSI NEGLI ANNI 80. Dopo aver mosso i primi passi nel Pri, il partito di centrodestra del suo predecessore Enrique Peña Nieto, già nel 1988 Obrador si è allontanato da quell'area politica per unirsi a un gruppo indipendente di separatisti di sinistra guidato dal figlio di Lázaro Cárdenas, ex militare ed ex presidente del Messico, che aveva fondato il Partito della rivoluzione democratica di cui Obrador stesso è diventato leader.

SINDACO DELLA CAPITALE NEL 2000. Sessantaquattro anni, nato nel piccolo villaggio Tepetitán e padre di tre figli, Obrador si è laureato in Scienze politiche a Città del Messico. Proprio lì ha iniziato a fare politica seriamente diventando sindaco nel 2000. Nel 2006 e nel 2012 si è candidato alle presidenziali, perdendo per poche centinaia di voti di scarto. E sempre nel 2006 ha fondato Morena, acronimo di Movimento di rigenerazione nazionale, che aveva come primo obiettivo quello di riunire tutti coloro che aspiravano a un «cambiamento» in Messico.

LAVORO E PENSIONI. Come? Il programma prevede lo sviluppo dell'economia nelle zone rurali, il raddoppio delle pensioni, un incentivo al turismo con la costruzione di una nuova linea ferroviaria che colleghi le coste dello Yucatan alle zone dell'interno in cui si trovano le rovine della civiltà Maya. Obrador vuole inoltre togliere l'immunità ai politici accusati di corruzione. Lavoro e pensioni più alte da una parte, meno tasse e nessun rincaro dei carburanti dall'altra: una ricetta che solo la prova dei fatti potrà dire se sarà vincente oppure no.

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