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Migranti ed Europa
Malta chiude porti a operazioni navi ong
2 Luglio Lug 2018 1116 02 luglio 2018

Migranti, la nave Seawatch sottoposta a fermo a Malta

Sequestrata dalle autorità de La Valletta l'imbarcazione della Ong. Il comandante: «Mentre ci viene impedito di lasciare il porto, la gente sta annegando. Salvare vite umane in mare non è negoziabile».

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La Seawatch in un tweet ha annunciato il sequestro della loro nave dalle autorità maltesi: «Alla richiesta di lasciare il porto apprendiamo che la nave è sottoposta a fermo. L'autorità portuale non fornisce motivazioni tecnico-legali. La riceviamo come una deliberata restrizione della nostra libertà volta a impedire l'attività di soccorso».

DOPO L'ODISSEA LIFELINE. Il fermo è diretta conseguenza della decisione di Malta di chiudere i suoi porti alle navi delle Ong il 28 giugno 2018. Presa di posizione arrivata a nemmeno 24 ore dopo la conclusione dell’odissea della Lifeline nel porto di La Valletta.

Il capitano Pia Kemp, in un altro tweet, ha dichiarato: «Mentre ci viene impedito di lasciare il porto, la gente sta annegando. Qualsiasi ulteriore morte in mare è sul conto di coloro che impediscono il salvataggio di prendere posto. Salvare vite umane in mare non è negoziabile». Kemp allude alla notizia dell'ennesimo naufragio al largo della Libia: 63 dispersi e 41 salvati. Dall'inizio del 2018 per attraversare il Mediterraneo sono morte oltre mille persone.

Lunedì 2 luglio intanto è attesa l'udienza al tribunale de La Valletta per discutere del sequestro della nave Lifeline, dell'arresto del capitano e dell'ispezione della bandiera. Durante l'udienza il collegio difensivo farà valere le convenzioni internazionali di tutela del diritto umanitario, nonché l'attuazione delle norme in materia di bandiera battente sulle imbarcazioni. La difesa dell'Ong è stata affidata a due avvocati italiani.

NO DI FRANCIA, ITALIA E MALTA. Il 27 giugno la nave Lifeline, che porta lo stesso nome dell'Ong, è attraccata a Malta dopo essere rimasta bloccata per 8 giorni in mare aperto, con 234 migranti a bordo salvati al largo delle coste libiche, in attesa dell'autorizzazione per potere sbarcare in un porto sicuro del Mediterraneo, autorizzazione negata dall'Italia, dalla Franca e, in un primo momento, da Malta stessa. Una volta giunta in porto, come già preannunciato dal governo maltese, la nave è stata sequestrata. Il capitano della Lifeline è stato prima interrogato e poi arrestato.

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