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3 Luglio Lug 2018 0907 03 luglio 2018

Migranti, Austria pronta a proteggere i confini Sud

Dopo la decisione della Germania di controllare il flusso di migranti, Vienna ha detto di essere pronta a proteggere la frontiera meridionale.

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Dopo l'accordo di Cdu e Csu e la pianificazione di zone di transito ai confini della Germania, il governo austriaco si dichiara pronto a mettere in atto «misure di protezione dei suoi confini meridionali» e attende un rapido chiarimento da Berlino: è quanto emerge dalla presa di posizione comunicata oggi dal cancelliere austriaco Sebastian Kurz, il vice-cancelliere Heinz-Christian Strache e il ministro degli interni Herbert Kickl.

TUTTO DIPENDE DALLA DECISIONE TEDESCA. «L'unione della Cdu e della Csu preannuncia che la Germania vuole applicare misure nazionali per contrastare il flusso migratorio» si legge nella dichiarazione resa nota stamane dall'Apa. «Se questa dovesse essere la posizione del governo», riporta la dichiarazione del governo austriaco, «dovremmo provvedere a mettere in piedi delle misure per tutelare l'Austria e la sua popolazione e il governo è pronto ad attuare misure per proteggere i nostri confini meridionali».

SEEOFER: «MIGRANTI LIBERI DI TORNARE IN AUSTRIA». Intanto da Berlino sono arrivate precisazioni. I centri di transito per migranti non saranno dei centri di detenzione. Ha garantito il ministro dell'Interno tedesco Horst Seehofer parlando, al gruppo parlamentare dell'Unione, dell'accordo trovato con Angela Merkel nella serata del 2 luglio. Secondo una fonte che ha partecipato all'incontro, Seehofer ha detto: «Non rinchiudiamo la gente dentro. Le persone potranno tornare liberamente in Austria se lo vorranno. Ma non potranno entrare in Germania».

KURZ: «RISCHIO EFFETTO A CATENA». Intervenendo da Strasburgo il cancelliere austriaco Sebastian Kurz è sembrato fatalista: «Su cosa potrebbe accadere nelle prossime settimane non posso anticiparlo, dipende da cosa accade in Germania: se Berlino introduce misure nazionali, ciò avrebbe un effetto a catena e potrebbe voler dire che anche l'Austria dovrebbe reagire». «A lungo termine, la nostra ambizione è avere un'Europa senza frontiere interne, e ciò sarà possibile nel medio e lungo periodo, mentre a breve termine dipende da quello che farà la Germania».

«SPERIAMO CI SIA PRESTO CHIAREZZA». «Se accadrà quello che è stato detto, allora è la Germania che prende delle misure nazionali» sulla gestione dei flussi migratori «e altri Paesi come l'Austria dovranno reagire di conseguenza», ha detto Kurz durante il discorso di chiusura alla plenaria del Parlamento europeo, aggiungendo di non conoscere ancora la linea del governo tedesco, ma di sperare «che ci sia presto chiarezza».

«SUI MIGRANTI NON POSSO FARE PROMESSE». «Mi impegno a fare tutto il possibile per garantire che nel medio e lungo termine ci sia di nuovo un'Europa senza frontiere interne», ha detto il cancelliere, sottolineando di voler seguire la linea comune decisa dai leader Ue al vertice europeo. Tuttavia, ha osservato, «non posso fare promesse» sulle tempistiche necessarie per ritornare a un completo funzionamento di Schengen, e «non posso neanche anticipare se ci vorranno prima misure nazionali come annunciato dalla Germania, per poi arrivare a un risultato».

«SOLIDE RELAZIONI COL GOVERNO ITALIANO». «Con l'Italia abbiamo solide relazioni», ha detto ancora il cancelliere, «e noi rispettiamo la decisione delle quote in tutti i paesi membri ed in qualità di cancelliere ho sempre cercato di avere dei buoni contatti con tutti i paesi vicini, ma anche con tutti altri partner dell'Ue», ha continuato il leader austriaco. «Ma», ha concluso, «naturalmente in qualità di presidente di turno del semestre europeo è necessario cooperare con tutti i governi ed i capi di stato e di governo dell'Ue».

MOAVERO: «SE AUSTRIA CHIUDE SI ASSUME RESPONSABILITA'». La risposta alle ultime posizioni austriache è arrivata dal ministro degli Esteri italiano, Enzo Moavero Milanesi che si trovava in visita in Lettonia con il presidente della Repubblica Mattarella: «Il Consiglio europeo ha affermato che l'immigrazione è una questione europea e serve uno sforzo condiviso. Se questo è lo spirito, dovremmo entrare in una fase di cooperazione. Ma la decisione austriaca di chiudere il Brennero sarebbe contro questo spirito e allora chi la mettesse in atto se ne dovrebbe assumere le responsabilità»

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