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Guerra dei dazi
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5 Luglio Lug 2018 1730 05 luglio 2018

Cosa c'è da sapere sulla guerra dei dazi Usa-Cina

Le tariffe volute da Trump entrano in vigore il 6 luglio. E colpiscono beni per un valore di 34 mld di dollari. È solo l'inizio del conflitto per l'egemonia commerciale. 

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La Cina non colpirà per prima, ma certo non porgerà l'altra guancia. È questo l'atteggiamento ufficiale della seconda economia mondiale di fronte a ciò che nessun analista poteva prevedere in forma così drammatica. La guerra commerciale tra Usa e Cina ha una data e una cifra di inizio, ma nessuno riesce a immaginare come andrà a finire.

Il 6 luglio entrano in vigore le prime tariffe decise dall'amministrazione Trump. Colpiranno beni cinesi per un valore di 34 miliardi di dollari. Pechino ha annunciato di rispondere con misure opposte e di uguale peso, ma aspetterà che gli Stati Uniti lancino la prima pietra. Intanto però fa girare le rotative della propaganda.

Il quotidiano China Daily scrive che gli Usa stanno deliberatamente cercando di impedire lo sviluppo della Repubblica popolare per evitare di essere sfidati nel loro ruolo di leader globale. «Gli Stati Uniti hanno mantenuto l'egemonia nel campo militare e finanziario per diversi decenni, ma ora vogliono perseguire l'egemonia economica», si legge. E ancora: Gli States «hanno frequentemente usato guerre economiche e il predominio del dollaro sulle altre monete nei mercati internazionali per derubare gli altri Paesi. Ora vogliono fermare lo sviluppo della Cina».

Il Global Times, edito direttamente dal Partito, sostiene addirittura che le misure economiche di Trump getteranno il mondo nel caos. «È difficile prevedere dove queste mosse porteranno il mondo, ma sicuramente Washington pagherà a caro prezzo l'aver voluto ridurre il mondo a succube economico». Ad agosto è attesa la decisione cinese di recidere gli ordini per 1,1 milioni di tonnellate di soia americana. Si tratta di 14 miliardi di dollari all'anno che andranno a colpire direttamente la base elettorale del presidente americano.

«Bullismo commerciale»

Per il ministero del Commercio cinese l'imposizione di questi dazi da parte degli Stati Uniti è una mossa da «bullismo commerciale» che ha dato il via alla più grande guerra commerciale nella storia economica Ha inoltre assicurato che la Cina «deve contrattaccare» senza fornire dettagli immediati sulla possibile rappresaglia.

Secondo Ma Jun, economista della People's Bank of China, l'istituto centrale che ha guidato un team di ricercatori chiamato a far luce sull'impatto della guerra delle tariffe, avranno impatti limitati sull' economia cinese ipotizzabile nello 0,2% in termini di Pil. «La guerra commerciale che coinvolge 50 miliardi di dollari è stata discussa per oltre due mesi col suo impatto su economia, industria e imprese ed è stata già esaminata, con alcuni aspetti interpretati in modo eccessivo»

L'offensiva Usa in due tranche

Il 15 giugno 2018, il presidente Donald Trump ha annunciato dazi del 25% su 50 miliardi di importazioni cinesi. L'attacco è stato pensato in due round, in un primo momento si colpiscono 34 miliardi e in un secondo i restanti 16. Da subito la Cina ha annunciato di voler rispondere «sulla stessa scala e con uguale intensità». Washington colpisce su acciaio, alluminio e innovazione tecnologica. Pechino su soia, sorgo, maiale.

Come verranno applicate le tariffe

Le tariffe verranno applicate direttamente alla dogana. Nel momento stesso in cui i dazi entreranno in vigore, i prodotti nella lista verranno maggiorati.

Come stanno reagendo i mercati

La Borsa cinese dall'inizio dell'anno ha perso 20 punti percentuali e lo yuan è in caduta libera rispetto al dollaro sollevando in molti analisti il dubbio che questa sia già una prima risposta alle decisioni prese dall'amministrazione Trump.

Si temono ripercussioni in tutta l'Asia

Secondo gli analisti di Bloomberg, non sarà comunque la Cina a soffrire maggiormente i dazi, ma i suoi Paesi fornitori. Se l'export cinese calerà di circa il 10%, in proporzione la guerra commerciale penalizzerà di più il Pil di Taiwan, Malesia e Corea del Sud.

Le reazioni internazionali

Così La commissaria Ue al commercio Cecilia Malmstroem su Twitter l'entrata in vigore dei dazi Usa alla Cina, la risposta cinese e la minaccia di ulteriori tariffe doganali da parte degli Usa. «Si tratta di uno sviluppo preoccupante che danneggia chiaramente l'economia mondiale». E ancora: «Le guerre commerciali sono cattive e non sono facili da vincere»

Per Coldiretti per l'Italia è un vantaggio

«Tra le prime vittime della guerra commerciale tra Usa e Cina ci sono i falsi formaggi italiani prodotti negli Stati Uniti, dal parmesan al provolone fino alla mozzarella, colpiti dalla ritorsione di Pechino alle misure protezionistiche di Trump appena entrate in vigore». Lo afferma la Coldiretti che aggiunge che «l'Italia potrebbe avvantaggiarsi della situazione dopo che le esportazioni di formaggi Made in Italy nel paese asiatico sono cresciute del 27% in quantità nel 2017, raggiungendo il massimo storico».

Secondo il Wall Street Journal i magazzini di stoccaggio dei principali produttori statunitensi di formaggio di tipo italiano si stanno gonfiando di scorte invendute a causa del crollo delle spedizioni verso la Cina in seguito ai nuovi dazi decisi a partire dal 6 luglio. Una situazione aggravata dal fatto che - precisa la Coldiretti - anche il Messico ha applicato tariffe aggiuntive per le importazioni statunitensi per gli stessi formaggi come risposta ai dazi Usa. «Si aprono dunque interessanti opportunità per le esportazioni di cibo Made in Italy nel paese asiatico».

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