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Brexit: May, 'non deluderò la gente'
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6 Luglio Lug 2018 2216 06 luglio 2018

Londra ha un piano per un accordo di libero scambio con l'Ue

Fumata bianca dopo un incontro durato quasi 12 ore. Il governo di Theresa May ha finalmente concordato un programma per il post Brexit. Si punta a un'uscita morbida.

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Dopo un incontro durato quasi 12 ore, il governo della Gran Bretagna guidato da Theresa May ha finalmente concordato un piano per un futuro accordo di libero scambio con l'Unione europea. E la notizia è che, almeno a Londra, ha vinto la linea morbida (leggi anche: Altro che Brexit, le vere ragioni del caos nel governo May).

VERTICE-FIUME NELLA RESIDENZA DI CAMPAGNA

May ha riunito tutti i ministri nella sua residenza di Chequers, in campagna, per un vertice-fiume. Obiettivo: tenere insieme l'esecutivo e definire un programma per il post Brexit, trovando un compromesso tra i fautori della linea dura e quelli favorevoli a un'uscita più soft. Da Bruxelles è arrivato un solo messaggio chiaro: se Londra dovesse addolcire la sua posizione mettendo paletti meno rigidi, l'Ue sarebbe pronta a fare altrettanto. Un unico caveat, sempre lo stesso: il mercato interno non si tocca, o tutto o niente, nessuna selezione 'à la carte'.

SU COSA PUNTA IL GOVERNO INGLESE

Proprio su questo punto il governo britannico ha comunicato di aver trovato un accordo al proprio interno, passo decisivo verso la scrittura di quel Libro Bianco che gli Stati membri attendono da tempo di leggere. Entrando nei dettaglia, May ha detto di aver ottenuto il via libera per negoziare un accordo di Brexit che includa la proposta di «creare una zona di libero scambio tra Regno Unito e Ue, stabilendo regole comuni per i prodotti industriali e i prodotti agricoli».

I PUNTI PRINCIPALI DEL PIANO DI LONDRA

Londra si impegna a siglare un trattato di armonizzazione continua, nella speranza di evitare frizioni alle frontiere. Al parlamento spetterebbe la supervisione di tutto il processo e la facoltà di non procedere oltre con l'armonizzazione, «riconoscendo che una simile decisione avrebbe delle conseguenze». In ogni caso il piano afferma che gli standard di garanzia in settori quali la protezione dell'ambiente, le leggi sul lavoro e i diritti dei consumatori non scenderebbero al di sotto dei livelli attuali.

Il piano prevede poi disposizioni più flessibili per i servizi, riconoscendo tuttavia che la Brexit comporterà un minore accesso reciproco ai mercati rispetto alla situazione attuale. Si propone quello che viene definito un «quadro istituzionale comune» per interpretare gli accordi tra Regno Unito e Ue, processo che verrebbe svolto in ciascuna giurisdizione dai rispettivi tribunali. Tuttavia, i tribunali del Regno Unito sarebbero chiamati a rispettare la giurisprudenza europea nei settori in cui Londra «continua ad applicare regole comuni». Il sistema includerebbe comitati congiunti, o un arbitrato vincolante indipendente in caso di controversie, che farebbe riferimento alla Corte di giustizia europea «come interprete delle norme dell'Ue».

Il piano del governo inglese fa avanzare l'idea di un accordo doganale facilitato, un sistema di compromesso che potrebbe mettere d'accordo Londra e Bruxelles. In sostanza Regno Unito e Ue darebbero vita a un «territorio doganale combinato». La Gran Bretagna applicherebbe in questo modo tariffe e politiche commerciali nazionali per le merci destinate al Regno Unito, e i loro equivalenti stabiliti dall'Unione europea per le merci destinate a entrare nell'Unione europea. Il piano disinnescherebbe così anche eventuali chiusure della frontiera irlandese.

Il piano, infine, metterebbe termine alla libera circolazione automatica delle persone tra Regno Unito e Unione europea, ma punterebbe alla creazione di un «accordo di mobilità» per consentire facili spostamenti per motivi di lavoro o studio.

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