Inghilterra San Giorgio Bandiera Genova
Mondo
6 Luglio Lug 2018 1311 06 luglio 2018

Genova chiede i soldi alla Regina per la bandiera di San Giorgio

La campagna di marketing del sindaco Bucci finisce su The Times e Guardian: «Ci devono 250 anni di arretrati». Ecco la storia del vessillo "prestato" quasi mille anni fa.

  • ...

La campagna di comunicazione con cui il Comune di Genova chiede all'Inghilterra il pagamento degli arretrati per l'uso della bandiera con la croce di San Giorgio, che apparteneva alla repubblica marinara, finisce sul The Times e sul Guardian. «Stiamo spulciando i nostri archivi per trovare il contratto» ha detto il sindaco della città Marco Bucci ai giornali inglesi che lo hanno intervistato.

L'operazione di marketing dell'amministrazione ha centrato il suo obiettivo dando nuova visibilità alla città tramite una storia ben nota ai genovesi, meno forse agli stranieri. Storicamente, la Repubblica di Genova ha sempre issato la bandiera con croce rossa su campo bianco. Intorno all'anno mille, la bandiera di San Giorgio è stata adottata anche dai crociati. Più tardi, nel 1190, gli inglesi, chiedendo protezione alla Repubblica, ottenne di poter issare sulle sue navi la bandiera con la croce rossa, che garantiva loro maggior protezione dalle incursioni dei pirati. In cambio di questa possibilità, l'Inghilterra riconosceva alla Repubblica una tassa annua che, a quanto risulta, è stata pagata fino al 1746, quando Genova cadde sotto i colpi austriaci.

Il sindaco ha dichiarato al Time che sta pensando di scrivere alla Regine e che ha dato mandato agli archivisti per calcolare quanto è dovuto visti i 250 anni di arretrati. «Invece dei soldi, potremmo chiedere in cambio il restauro di uno dei nostri palazzi antichi, oppure una donazione a un ente caritativo» ha dichiarato il sindaco prima di ammettere che era serio solo a metà: «Diciamo che è un grande esercizio di marketing per la città».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso