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6 Luglio Lug 2018 0800 06 luglio 2018

Germania, per Merkel il pericolo viene dalla Baviera

Dove Seehofer apre centri di transito per migranti, la cancelliera tedesca teme la scissione dei conservatori. Che andrebbe a vantaggio della estrema destra di AfD.

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In Germania Angela Merkel ha fatto di tutto per impedire che i nuovi centri di transito per migranti pattuiti in Baviera alla fine di un drammatico braccio di ferro con il suo ministro dell'Interno Horst Seehofer fossero delle prigioni di richiedenti asilo trattenuti dietro le reti di filo spinato. Strutture che in nessun modo gli alleati di governo socialdemocratici (Spd) avrebbero approvato e che, pena la caduta della Grande coalizione, si è riuscito a ridurre a luoghi di controllo e breve permanenza nei locali della polizia. «Il tempo al loro interno può arrivare a un massimo di 48 ore, tanto e non oltre dispone il fermo», ha chiosato Merkel che, dall'apertura al milione di richiedenti asilo dai Balcani nell'estate 2015, i profughi chiamano la «cancelliera dei rifugiati».

Un soprannome al quale l'ex ragazza dell'Est tiene molto: nel pieno dello scontro frontale con Seehofer, il Matteo Salvini tedesco a capo dell'ala bavarese (Csu) dei conservatori, Merkel non ha rinunciato a partecipare alla Giornata mondiale del rifugiato, convinta che la «grande maggioranza di chi fugge è una vittima». Ma c'è un motivo ancora più importante, anche del salvataggio della Grande coalizione, che l'ha spinta a stare dalla parte della Spd, per ridimensionare l'entità dei «centri di transito» da realizzare a 30 chilometri dal confine con l'Austria. Centri che è stata costretta ad accettare per non arrivare alla scissione dell'Unione tra cristiano-democratici (Cdu) e sociali (Csu).

Un centro di transito pilota per migranti in Baviera.
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La Baviera che fu culla del nazismo

I luoghi di transito in via di definizione non potevano essere dei campi recintati per migranti. Anche nel pieno dell'ondata di ingressi, in Germania si era accuratamente evitato di collocare le migliaia di richiedenti asilo, ancorché temporaneamente e in emergenza, negli ex campi nazisti. Un passato da seppellire e dal quale rifuggire qualsiasi associazione, specie in Baviera dove - guarda caso sempre su pressione della Csu che è l'ago della bilancia del governo - sono state di recente aperte delle contestate strutture pilota, per controllare e rimpatriare rapidamente i non aventi diritto ad asilo o protezione umanitaria. E dove proprio un secolo fa iniziò tutto.

Nelle birrerie della zona, Adolf Hitler si saldò agli ultra-nazionalisti bavaresi, scaldando le folle fino al raduno del 1920 all'Hofbräuhaus di Monaco e alla fondazione del Partito nazionalsocialista. Per questo dell'estrema destra populista risorta in Alternative für Deutchland (AfD) all'Hofbräuhaus non ne volevano sapere: come in altre birrerie tedesche le richieste di prenotazioni del partito erano state ignorate. Troppo imbarazzanti quei comizi razzisti che a volte finivano per celebrare le imprese della Wehrmacht tedesca e non solo. Ma batti e ribatti, dal 2016 AfD è stata ammessa a fare propaganda anche nei locali del grande birrificio pubblico di Monaco.

I migranti di un centro pilota di transito in Baviera dicono di "vivere in un lager".
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L'estrema destra di AfD secondo partito nel Land

Alle Legislative del 2017, col 13% AfD è diventata il terzo partito del Paese, con punte di consenso oltre il 20% nell'ex Ddr dove Merkel è cresciuta, anche grazie allo smottamento dei voti in Baviera della Csu (-10% dal 2013) verso l'estrema destra e i liberali (Fpd). Nel Land più ricco e conservatore della Germania si tornerà a votare il 14 ottobre 2018 per le Regionali e c'è il pericolo che tutto parta ancora da lì. La Csu, in Baviera interrottamente al potere dal 1957, vuole scongiurare la batosta di meno di un anno fa e Seehofer, che ha ceduto lo scettro di governatore a Markus Söder, spinge al massimo le politiche di contrasto all'immigrazione per sfilare voti ad AfD. Ma sta scherzando col fuoco.

Dai sondaggi, nel suo bastione la Csu tiene con il 40%. Ma per le Legislative le dichiarazioni sulle intenzioni di voto non si sono rivelate affidabili neppure in Germania e AfD in Baviera è il secondo partito con circa il 14%. Specie nei piccoli centri delle pittoresche e impeccabili Gastahaus della regione che il New York Times descrive come il «Texas d'Europa», la maggioranza è favorevole alle strutture di transito che vuol aprire a ogni costo Seehofer. Questa gente felice, a ogni età, di indossare i costumi tradizionali dell'Oktoberfest teme più di tutto la perdita dell'ordine perfetto e dell'identità locale ostinatamente conservata nei secoli e il rimescolamento delle migrazioni li mette in discussione.

I tipici Lederhosen della Baviera.
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AfD primo competitor di Seehofer

La reazione della Baviera è l'arretramento. Se tre estati fa Monaco di Baviera, tuttora tra le città più vivibili e ospitali del mondo, spiccò per gli applausi e l'accoglienza alla stazione dei treni traboccanti di richiedenti asilo, nel 2018 il Land più cattolico della Germania ha introdotto l'obbligo del crocifisso in tutti gli edifici pubblici: «Un simbolo culturale» per Söder e anche per Seehofer che al contrario di Merkel pensa che «l'Islam non sia parte dei tedeschi». Le radici cristiane sono un caposaldo del pensiero anche di AfD, come il respingimento degli stranieri alle frontiere e nei Paesi d'origine. I programmi di AfD e Csu sono in parte sovrapponibili.

La grave frattura si è per l'ennesima svolta ricomposta, la Spd ha accettato il compromesso con Seehofer, nel nome della stabilità nazionale. Ma se la Grande coalizione dovesse cadere, la Csu bavarese rischierebbe a quel punto la storica scissione con la Cdu di Merkel, tutto a vantaggio di AfD in caso di elezioni anticipate. I sondaggi danno il ramo bavarese in crescita a scapito del partito della Cancelliera, se in futuro la Csu dovesse correre autonomamente su scala nazionale. Ma per organizzarsi con nuovi candidati e sezioni in tutti i Land avrà bisogno di tempo e intanto, al voto regionale d'autunno in Baviera, il risultato potrebbe essere il più semplice, specie se il ministro Seehofer continuasse a perdere credibilità: un travaso dei voti dei nazionalisti bavaresi dalla Csu all'estrema destra di AfD.

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