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9 Luglio Lug 2018 2110 09 luglio 2018

L'Austria prepara il vertice di Innsbruck sui migranti

Vienna ha pubblicato un documento per orientare i lavori dell'incontro a tre con Germania e Italia. Tolto il riferimento alla fine del diritto di asilo in Europa. E l'Ue apre alla possibilità di modificare Sophia.

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Vienna ha pubblicato un documento aggiornato per orientare i lavori dei ministri dell'Interno che il 12 luglio si vedranno a Innsbruck. La bozza austriaca ha ammorbidito concetti e linguaggio, mentre Bruxelles si è detta pronta a trattare con l'Italia sul mandato strategico della missione EunavForMed Sophia, che prevede ancora che tutti i migranti salvati dalle navi che vi aderiscono, siano sbarcati in Italia. Nel frattempo la Commissione Ue si è messa al lavoro con i Paesi dell'Unione potenzialmente interessati dall'apertura di centri controllati, e ha annunciato una proposta prima della pausa estiva.

Il dossier migrazione continua a tenere banco in Europa, mentre si ultimano i preparativi per il vertice austriaco. A Roma l'attenzione è ancora concentrata sul caso esploso con lo sbarco a Messina di 106 migranti soccorsi dal pattugliatore irlandese Samuel Beckett, impegnato nella missione europea comandata dall'ammiraglio Enrico Credendino. Con il responsabile del Viminale Matteo Salvini che ha insistito sul fatto che «le navi delle missioni internazionali non devono arrivare tutte in Italia» anche se, ha rassicurato il ministro degli Esteri Enzo Moavero, «non ci sfiliamo dagli impegni internazionali, siamo pienamente dentro».

La portavoce dell'esecutivo Ue, Natasha Bertaud, ha aperto all'ipotesi di modificare gli attracchi: «La revisione del mandato strategic» dell'operazione Sophia «è imminente, e quindi sarà quella l'occasione per discutere le proposte italiane». Il contrasto ai movimenti secondari dei migranti, il rafforzamento della protezione delle frontiere esterne, e del sostegno alla Libia saranno anche al centro del minivertice tra Salvini, ed i suoi omologhi tedesco Horst Seehofer, e austriaco, Herbert Kickl. In un trilaterale da cui è atteso si superi definitivamente anche il paventato rischio del blocco del Brennero.

Intanto a Vienna, il vicepremier Heinz Christian Strache, ha ribadito che in futuro i migranti non potranno più fare richiesta d'asilo sul territorio dell'Ue. Ma sotto la pressione di Bruxelles e vari Stati membri, dall'ultima versione del testo fatto circolare dall'Austria come base di lavoro per il consiglio informale di Innsbruck, il concetto è sparito. «Si trattava di un elemento decisamente in contrasto con la convenzione di Ginevra, che sostiene il principio di non respingimento dei richiedenti asilo», hanno spiegato fonti europee.

Al suo posto ora trova spazio un oscuro giro di parole, che accenna ad un dibattito tuttora in corso nell'ambito del 'Processo di Vienna'. La proposta di Vienna «è solo un contributo per la discussione al livello di lavoro e niente di più», ha ridimensionato il portavoce del Governo federale austriaco, l'ambasciatore Peter Launsky-Tieffenthal, che ha sottolineato comunque come «le linee guida saranno le conclusioni del Consiglio europeo».

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