Brasile, Lula resta in carcere
9 Luglio Lug 2018 0852 09 luglio 2018

L'ex presidente del Brasile Lula resta in prigione

I magistrati del tribunale di Porto Alegre hanno espresso pareri discordanti sulla sua scarcerazione. Una vicenda giudiziaria che sta polarizzando l'opinione pubblica in vista delle Presidenziali di ottobre. 

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L'ex presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva resta in carcere. Lo ha deciso il presidente del Tribunale federale regionale di Porto Alegre, Carlos Thompson Flores, dando ragione al giudice federale Joao Pedro Gebran Neto, che ha bloccato l'ordinanza di scarcerazione dell'ex presidente brasiliano emessa da Rogerio Favreto, magistrato di turno nella stessa corte. Lula è rinchiuso da aprile 2018 e sta scontando una pena di 12 anni per corruzione e riciclaggio.

LA QUERELLE LEGALE NEL TRIBUNALE DI PORTO ALEGRE

Tutto è cominciato con un ricorso presentato da tre deputati del Partito dei Lavoratori (Pt), per i quali la carcerazione di Lula è una violazione dei suoi diritti politici poiché l'ex presidente sarebbe candidato del Pt per le elezioni presidenziali di ottobre. Il magistrato del tribunaale di Porto alegre Rogerio Favreto ha dunque inviato la sua decisione al comando della polizia federale di Curitiba - dove - e i tre autori del ricorso si sono presentati per esigere la scarcerazione dell'ex presidente. Ma Sergio Moro, il magistrato simbolo delle inchieste anticorruzione Lava Jato, è intervenuto dal Portogallo - dove si trova in vacanza - per respingere la decisione di Favreto. Tenendo in conto lo scontro fra i due magistrati, è intervenuto un terzo giudice, Joao Pedro Gebran Neto, quello che aveva istruito la causa contro Lula nel processo di secondo grado ha bloccato l'ordine di scarcerazione, che ha chiesto alla polizia di Curitiba di «astenersi di qualsiasi azione che modifichi la sentenza collegiale» con la quale è stato condannato l'ex presidente.

LA DECISIONE SULLA SCARCERAZIONE

Favreto, però, non ha mollato. In una seconda ordinanza, ha dichiarato invalida la decisione di Gebran Neto, ripetendo l'ordine di scarcerazione e dando un'ora alla polizia per ubbidire, minacciando possibili denunce per oltraggio alla corte. Nel frattempo, sui social il Pt denunciava un «nuovo golpe giudiziario» contro Lula e convocava una manifestazione. È dovuto intervenire il presidente del tribunale di Porto Alegre, Carlos Thompson Flores per porre fine al braccio di ferro pronunciandosi contro l'ordine di scarcerazione.

OPINIONE PUBBLICA DIVISA

Nella notte i pro-Lula hanno protestato contro quella che denunciano come una persecuzione giudiziaria contro il leader più amato dal popolo, mentre gli anti-Lula hanno festeggiato perché non ha funzionato quella che ai loro occhi era una manovra legalmente dubbia. Ma è evidente che il contenzioso legale sull'ex presidente non è chiuso.

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