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13 Luglio Lug 2018 1900 13 luglio 2018

Con la missione in Niger Tajani si mette tra Salvini e Macron

Il n.1 dell'europarlamento nello Stato del Sahel. Con 30 aziende Ue da Enel ad Airfrance e il gruppo Bolloré. Per discutere di business e crescita. In cambio del controllo delle rotte dei migranti. 

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da Bruxelles

È riuscito a inserirsi nella grande partita bancaria europea. E, difendendo le prerogative legislative dell'europarlamento, ha ottenuto un ammorbidimento dei requisiti di capitale richiesti dalla Bce alle banche con in pancia crediti deteriorati. Ma dopo aver conquistato la gratitudine dell’Associazione bancaria italiana, il presidente del parlamento europeo Antonio Tajani ora prova a bissare, con un dossier ancora più cruciale per Roma, quello delle migrazioni.

RIDOTTI I FLUSSI MIGRATORI

Dal 16 al 18 luglio 2018 infatti il vice di Silvio Berlusconi in Forza Italia è atteso in Niger, lo Stato del Sahel dove passa il 90% dei migranti diretti in Libia , per una missione europea con imprese di sei Paesi europei: 20 società che non hanno mai fatto business lì e 10 che sono già operative. Il tutto per discutere di nuove possibilità di investimento, in cambio del rafforzamento del patto per la gestione del transito di migranti. «Attraverso il sostegno finanziario e un forte partenariato, l’Unione europea ha aiutato il Niger a ridurre i flussi migratori verso Libia e Ue di oltre il 95%», ha spiegato Tajani alla vigilia della visita. «Nel 2016, 330 mila persone hanno attraversato il Niger dirette principalmente in Europa attraverso la Libia. Nel 2017 sono scese a meno di 18 mila e nel 2018 a circa 10 mila. Dobbiamo continuare a sostenere il Niger in questa azione offrendo tutto l’aiuto possibile per lo sviluppo economico, imprenditoriale e tecnologico del Paese».

RAPPORTI ECONOMICI DA ORCHESTRARE

Lo schema e l’abilità è sempre la stessa: agire nell’interesse di tutta Europa, ma su una delle priorità anche dell’agenda italiana. E visto che il Paese ha rapporti privilegiati con la Francia e ha rifiutato all'Italia anche la possibilità di una presenza militare, Tajani sembra ritagliarsi spazio tra Emmanuel Macron e Matteo Salvini. Cercando di orchestrare rapporti economici, dove altri semplicemente chiudono porti o usano la loro tradizionale forza militare.

A oggi l'Ue destina al Niger 229 milioni di euro per finanziare circa 11 progetti. Si tratta di fondi per la cooperazione allo sviluppo utilizzati anche per aumentare la sorveglianza, le indagini e la lotta alle rotte delle migrazioni. Sul totale infatti 86 milioni sono destinati alla riduzione dei conflitti e miglioramento della governance del Paese, 22 milioni alla gestione delle migrazioni, 99 milioni a creare nuove opportunità economiche e 22 per accrescere la resilienza del territorio, per esempio aiutando a rafforzare l'agricoltura in modo da assicurare almeno l'autonomia alimentare. Il sistema però rischia di avere effetti contraddittori: secondo il Fondo monetario internazionale negli ultimi due anni il Niger ha accresciuto la sua spesa in sicurezza a discapito di quella nel welfare.

NON BASTANO 500 MILIONI

Dall'ultimo consiglio europeo gli impegni dei Paesi Ue per l'Africa non sono proprio aumentati. Mentre l'Italia ha dato il via libera alla seconda tranche di finanziamenti alla Turchia per la chiusura della rotta balcanica, per il continente nero è arrivato il semaforo verde solo per l'utilizzo di 500 milioni di euro già stanziati dalla Commissione europea. Una cifra che, ragionano dal gabinetto del presidente del parlamento, non può certo bastare. Da qui l'idea di un'ampia offensiva di diplomazia economica, che vada in parallelo ad accordi su sicurezza e migrazioni. Le 30 imprese sono state chiamate a partecipare tramite un invito pubblico. In un primo momento, racconta maligna una fonte Ue, sarebbe stato chiesto al parlamento di farsi carico di tutte le spese: il totale però sarebbe arrivato a diverse centinaia di migliaia di euro e il piano sarebbe stato respinto dagli uffici dell'euroassemblea. Dal gabinetto di Tajani smentiscono categoricamente: «Le imprese si pagheranno le spese e l'alternativa non è mai stata in discussione», puntualizzano senza bisogno nemmeno di rivolgere la domanda. E ribadiscono il concetto a ogni occasione e a ogni comunicato stampa.

Emmanuel Macron.

ANSA

DA ENEL AD AIRFRANCE, DA BOLLORÉ ALLA COLDIRETTI

Tra le imprese coinvolte nella missione si occupano di digitalizzazione, agricoltura, gestione delle risorse idriche ed energie rinnovabili per l'Italia ci sarà l'Enel, ma anche Confagricoltura e Coldiretti. Per la Francia Airfrance e molte società di telecomunicazioni, dal gruppo Bolloré e Canal Plus a Orange. La missione sarà l'occasione per stringere rapporti con Paesi che non hanno relazioni diplomatiche stabili con il Niger. Per dare un'idea il Paese nordafricano ha ambasciate solo in cinque Stati europei: Francia, Italia, Germania, Belgio e Danimarca. Alla missione invece parteciperanno anche imprese spagnole, ungheresi e olandesi, oltre che italiane, belghe e francesi, offrendo dunque l'occasione di abbracciare una prospettiva ancora più europea, anche se il rapporto pirivilegiato resta quello con Parigi. Macron si era attribuito il progetto della Commissione per trasferire i migranti dalla Libia al Niger e poi attraverso i corridoi umanitari in Europa, che per ora però ha ancora risultati limitati. Anche per i progetti avviati sotto l'ombrello del fondo europeo per la cooperazione, la parte del leone la fanno la Agence France developpement, l'agenzia di sviluppo della République, e Civipol, cioè la società di consulenza del ministero dell'Interno di Parigi, anche se sono presenti anche le agenzie di cooperazione di Germania e Lussemburgo e la spagnola Fiiapp (Fundación Internacional y para Iberoamérica de administración y Políticas Públicas) che aiuta la polizia del Niger ad aumentare controlli e sorveglianza.

SUL CAMPO ANCHE LA BANCA EUROPEA DEGLI INVESTIMENTI

Tajani porterà con sé anche esperti nei diversi settori e rappresentanti della Bei, cioè della Banca europea per gli investimenti, e della Fao, l'agenzia Onu per l'alimentazione. Un'attenzione particolare sarà dedicata alla possibilità di trasferire know how tecnologico per il settore agricolo. Ma la delegazione è pronta a visitare anche aziende come la Drone Africa service, i cui droni sono utiizzabili sia nei campi sia per la sorveglianza e la sicurezza.

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