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13 Luglio Lug 2018 1948 13 luglio 2018

Russiagate, 12 agenti russi incriminati per spionaggio

Il procuratore Mueller accusa militari dell'intelligence di Mosca di violazioni informatiche ai danni dei democratici durante le presidenziali 2016. Sarebbero  state trafugate informazioni su 500mila elettori americani. 

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Il procuratore speciale Robert Mueller. che guida l'inchiesta sul Russiagate, ha presentato incriminazioni per 12 cittadini russi, relative alle interferenze sul voto negli Usa. Si tratta di militari considerati parte del servizio di intelligence militare di Mosca (Gru) e l'accusa avanzata è quella di aver cospirato per effettuare violazioni informatiche ai danni dei democratici durante la campagna per le presidenziali del 2016.

TRAFUGATE INFORMAZIONI SU 500 MILA ELETTORI AMERICANI

Il numero due del dipartimento di Giustizia Usac Rod Rosenstein, che ha dato l'annuncio del provvedimento in conferenza stampa, ha riferito che gli agenti dell'intelligence russa hanno trafugato informazioni su 500mila elettori americani. Stando a quanto riferito da Rosenstein, gli accusati avviarono anche corrispondenze con diversi americani, ma non vi sono prove di crimini commessi da cittadini Usa. I russi sono quindi accusati di aver «cospirato per violare i computer di comitati elettorali statali, segretari degli Stati e società informatiche Usa che fornivano software relativi alla gestione del processo elettorale con l'obiettivo di rubare dati di elettori». Si segnala inoltre che erano stati creati profili online fittizi - compresi 'DCLeaks' e 'Guccifer 2.0' - utilizzati per diffondere e-mail trafugate e altri documenti. «Sappiamo che il loro scopo era di avere un impatto sulle elezioni», ha aggiunto Rosenstein. «Che tipo di effetto possano aver avuto o quale sia stata la loro motivazione è oggetto di speculazione».

LA CASA BIANCA MINIMIZZA: «NON EMERGE IMPATTO SUL VOTO»

La portavoce della Casa Bianca, Lindsay Walters, ha minimizzato: «È coerente con quanto diciamo da sempre». Ovvero che «non vi sono indicazioni del coinvolgimento di nessuno nell'ambito della campagna di Trump, né che le violazioni abbiano avuto un impatto sul risultato delle elezioni». Ma lo scossone è inevitabile, con i democratici - per bocca del leader al Senato Chuck Schumer - che già hanno chiesto a gran voce la cancellazione de summit fra Trump e Putin lunedì in Finlandia.
«Porrò assolutamente la domanda e con fermezza», ha assicurato Trump quando in conferenza stampa con Theresa May in Inghilterra gli si chiedeva se intendesse sollevare nell'incontro con il presidente russo la questione delle interferenze nel voto. Un tono diventato così determinato negli ultimi giorni sotto il pungolo dell'opposizione e con l'avvicinarsi del summit, che il presidente Usa ha voluto fortemente: perché l'obiettivo è avere «buone relazioni» con Mosca, ha ribadito, elencandone i motivi validi. Dalla non proliferazione nucleare, su cui «sarebbe grandioso raggiungere un accordo», ai temi chiave che saranno al centro dei colloqui, a cominciare dalla Siria.

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