Striscia Gaza Guerra 3

Perché è risalita la tensione nella Striscia di Gaza

L'uccisione di un miliziano di Hamas e quella di un soldato israeliano (la prima dal 2014). I tagli dell'Unrwa che alimentano la precarietà socio-economica. I raid nella notte. La tregua è già saltata.

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Nuova impennata di tensione a Gaza. La calma al confine della Striscia è durata solo quattro giorni, dopo che il 21 luglio era stata annunciata una fragile tregua, mediata dall'Egitto, tra Hamas e Israele. Tra il 25 e il 26 luglio, l'escalation è stata senza sosta: prima un soldato israeliano è stato ferito dagli spari di cecchini palestinesi; poi Tel Aviv ha bombardato diverse postazioni di Hamas, da Beit Lahya nel Nord a Kerem Shalom nel Sud, uccidendo tre miliziani. Il 26 luglio, nove tra razzi e colpi di mortaio sono stati lanciati dalla Striscia verso Israele e le Brigate Izz ad-Din al-Qassam, ala militare di Hamas, hanno annunciato di essere «in alto allarme».

Un uomo osserva una delle postazioni di Hamas distrutte il 25 luglio da Israele.

L'ESCALATION MILITARE: IL SOLDATO ISRAELIANO UCCISO E LE BOMBE SU GAZA

Quattro anni dopo l'operazione Margine di Protezione (8 luglio-26 agosto 2014), Israele e Hamas sono a un passo da un nuovo scontro militare. L'organizzazione paramilitare palestinese punta il dito contro l'uccisione sul confine di Mohamed Abu Daqa, un proprio miliziano, il 19 luglio, mentre partecipava al lancio di palloni incendiari verso Israele. Tel Aviv, da parte sua, sostiene che la situazione è precipitata quando, il giorno successivo, cecchini di Hamas hanno teso un'imboscata a una pattuglia di confine israeliana, uccidendo - per la prima volta dal conflitto del 2014 - un soldato dello Stato ebraico, Aviv Levi, di 20 anni. La reazione, con carri armati e caccia, è stata immediata: quattro palestinesi sono rimasti uccisi, altri 120 sono stati feriti. A nulla è valso l'appello dell'emissario dell'Onu Nickolay Mladenov: «Tutti a Gaza facciano un passo indietro, prima di cadere nel baratro. Non fra una settimana, non domani, subito. Quanti vogliono innescare una nuova guerra fra palestinesi e israeliani non devono riuscire nel loro intento».

I funerali di Mohamed Abu Daqa, il miliziano di Hamas ucciso il 19 luglio.

LE TENSIONI SOCIALI: I LICENZIAMENTI DELL'UNRWA E I TAGLI ALLA CORRENTE

L'escalation militare si inserisce in un contesto di crescente precarietà del quadro economico. Il 25 luglio, l'agenzia dell'Onu per i profughi palestinesi (Unrwa) ha annunciato il licenziamento di 1.000 dipendenti temporanei, scatenando una manifestazione di protesta di fronte all'ufficio centrale dell'Unrwa a Gaza City. Due giorni prima, il suo direttore era stato costretto a barricarsi nell'ufficio per 14 ore, mentre in strada la polizia tratteneva a stento i dimostranti. La decisione dell'Unrwa è una conseguenza diretta del taglio da parte degli Usa di aiuti finanziari e anche dal mancato arrivo di altri aiuti promessi da Paesi terzi: l'agenzia dell'Onu ha un rosso di 217 milioni di dollari. Ad accrescere la esasperazione della popolazione di Gaza sono giunti nuovi tagli alla erogazione della corrente elettrica, con la sospensione delle attività della centrale della Striscia. Gli abitanti ricevono adesso corrente solo per quattro-sei ore al giorno.

26 Luglio Lug 2018 0858 26 luglio 2018
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