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INCHIESTA
1 Agosto Ago 2018 0826 01 agosto 2018

Skinhead italiani reclutavano mercenari per la guerra in Ucraina

Una organizzazione assoldava combattenti filorussi nel nostro Paese da impiegare nel conflitto nel Donbass. Sei persone in manette. 

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Il reato ipotizzato è di «arruolamento o armamenti non autorizzati al servizio d’uno Stato estero». Al centro dell'inchiesta, un'organizzazione che assoldava mercenari per combattere nel conflitto del Donbass, in Ucraina, ed è stata scoperta dai carabinieri del Ros che indagavano sull'area degli skinhead in Liguria. I militari hanno arrestato a Milano e nelle province di Avellino e Parma sei persone, destinatarie di una ordinanza di custodia cautelare in carcere del giudice per le indagini preliminari di Genova. Inoltre, sono state eseguite perquisizioni nei confronti di altre sette persone, anch'esse indagate.

INDAGINI COORDINATE DALLA PROCURA DI GENOVA

Le indagini sono coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo della procura della Repubblica di Genova. L'inchiesta ha preso il via due anni fa dopo la comparsa di alcune scritte inneggianti al nazismo nello Spezzino. Scavando tra i contratti dei due studenti autori delle scritte, gli investigatori hanno scoperto una rete di mercenari per lo più di estrema destra e simpatizzanti della Lega. Stando alle indagini, questa struttura si occupa non solo del reclutamento, ma anche del finanziamento di mercenari destinati ad integrare le fila delle milizie separatiste filorusse nella regione del Donbass, ancora oggi teatro di scontri armati con le truppe regolari del governo di Kiev.

Stando a quanto riportato da Secolo XIX, uno dei personaggi al centro dell'inchiesta è Andrea Palmeri, 38enne, neofascista per sua stessa ammissione, che il 26 luglio scriveva sul suo profilo Facebook: «Alcuni giorni fa, amici mentre scavavano una trincea hanno trovato una gavetta di un nostro ragazzo dell’Armir, Domicolo Nicola, 90º reggimento fanteria Salerno, numero matricola 12097». Secondo i magistrati, scrive il quotidiano, «quel messaggio certifica l’attività tuttora in corso d’un gruppo di mercenari italiani impegnati nell’ultimo triennio in Ucraina al fianco delle milizie filorusse, dei quali Palmeri è il vertice o comunque uno dei reclutatori sebbene si stia adesso dedicando in prevalenza a iniziative para-diplomatiche».

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