Google Cina Censura
2 Agosto Ago 2018 1227 02 agosto 2018

Google torna in Cina ma censurato

Il colosso di Mountain View starebbe lavorando a un motore di ricerca che escluda i risultati invisi alle autorità. L'azienda nel 2010 lasciò Pechino proprio perché non disposta a limitare la libertà dei suoi utenti.

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Google ha lasciato la Cina otto anni fa, in polemica con la censura che Pechino applicava al web. Oggi, che la Grande muraglia digitale della Repubblica popolare è molto più potente di allora starebbe lavorando a un motore di ricerca “censurato” per andare incontro ai regolatori cinesi. A darne notizia è il magazine online The Intercept, che pubblica documenti esclusivi. Si chiamerebbe Dragonfly e gli ingegneri del colosso di Mountain View ci starebbero lavorando dalla primavera 2017 con un'accelerazione seguita all'incontro di dicembre 2017 tra l'ad Sundar Pichai e i funzionari cinesi. Ci sarebbero già delle app in versione beta per Android presentate al governo di Pechino: una si chiamerebbe Maotai e l'altra Longfei. La versione finale potrebbe essere pronta in sei-nove mesi. E nei documenti che sono arrivati in redazione si leggerebbe chiaramente di alcuni siti che saranno irragiungibili. Si fanno gli esempi dell'emittente britannica Bbc e dell'enciclopedia online Wikipedia. Ovviamente Google non ha commentato la notizia e il governo cinese l'ha negata.

Se internet diventa una rete chiusa

"Se vuoi un'immagine del futuro, immagina uno stivale che calpesta un volto umano", scriveva George Orwell in 1984. E ancora: "ci sarà sempre l'ubriacatura del potere, che crescerà e si perfezionerà costantemente e costantemente diverrà più raffinata e sottile". Ecco.

«UN GIORNO BUIO PER LA LIBERTÀ DI INTERNET»

Più che il motore di ricerca in sé, è degna di nota la giravolta delle policy di Big-G. Quando Google ha lasciato la Cina nel 2010, il suo cofondatore Sergey Brin si appello alla sua nascita nell'Unione sovietica degli Anni '70 per spiegare la decisione dell'azienda. «Mi tocca più che ad altri perché sono nato in un paese con un governo totalitario e ho visto cosa significa nei primi anni della mia vita». Per tutti i gruppi che difendono diritti umani e libertà di espressione, l'accettazione della censura cinese da parte di Google sarebbe «un giorno buio per la libertà di internet». Il punto è che sarebbe un precedente importante per tutti i giganti della Silicon Valley e una vittoria oggettiva di un governo che ha trasformato la Rete in una gigantesca intranet a proprio uso e consumo.

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