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Aggiornato il 08 agosto 2018 6 Agosto Ago 2018 1634 06 agosto 2018

Ritrovati in Nuovo Messico 11 bambini alla fame

Immagini che sconvolgono gli Usa e non trovano immediata risposta. La polizia ha arrestato due uomini armati.  Lo sceriffo: «non ho mai visto nulla di simile». Venivano addestrati per compiere  sparatorie nelle scuole.

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Nella baracca degli orrori in Nuovo Messico gli 11 bambini segregati venivano addestrati a compiere sparatorie nelle scuole. È la rivelazione inquietante che emerge dai documenti depositati dalle autorità in tribunale a seguito dell'operazione di polizia del 6 agosto scorso. La polizia li aveva trovati in una sorta di baracca: un roulotte in parte sotterrata e ricoperta di plastica. Senza ne acqua né corrente elettrica. L'unico cibo presente in loco erano qualche patata e un pacco di riso. Niente da bere, nemmeno un po' di acqua pulita. I due uomini Siraj Wahhaj e Lucas Morton sono stati arrestati sul posto e accusati di abuso minorile. Tutti gli 11 bambini sono stati presi in carico dai servizi sociali. Nella baracca sono stati rivenuti anche i resti di un bambino non ancora identificato e che non si esclude possa essere essere il figlio di uno dei due uomini presenti e arrestati Siraj Ibn Wahhaj. Era sparito da dicembre, quando il padre lo ha prelevato dalla casa della madre in Georgia. Il bambino aveva allora 3 anni e da quel momento di lui non si è saputo più nulla.

LA POLIZIA SAREBBE INTERVENUTA TARDI

Secondo il mandato di cattura emesso dalla Georgia, Wahhaj voleva compiere un esorcismo sul bambino. Wahhaj è una delle cinque persone fermate nella baracca degli orrori in New Mexico, non lontano dal confine con il Colorado. Con lui sono stati fermati un altro uomo e tre donne, presumibilmente le mamme di alcuni dei bambini ritrovati in condizioni disperate: pelle e ossa con indosso stracci, affamati e impauriti. La polizia è intervenuta solo la scorsa settimana nonostante le ripetute segnalazioni dei vicini, da mesi preoccupati per quella baracca. Nel mirino delle critiche per non aver agito tempestivamente, le autorità si sono difese in più di un'occasione negli ultimi giorni, spiegando che non c'erano i presupposti per un mandato di perquisizione e per visitare la baracca, anche se questa era sotto osservazione da parte dell'Fbi. Gli agenti federali stavano monitorando eventuali tracce del figlio di Wahhaj dopo che la madre aveva esposto denuncia.

«Faccio il poliziotto da trent'anni, ma non ho mai visto nulla di simile». aveva commentato Jerry Hogrefe, sceriffo di Taos. Gli agenti sono intervenuti dopo una segnalazione, e li hanno trovati senza cibo e senza acqua. I bambini hanno un'età compresa tra uno e 15 anni ed erano vestiti di stracci, sporchi e molto magri. Con loro anche tre donne che si ritiene siano le madri e due uomini, pesantemente armati. Non si capisce come questo gruppo di persone sia finito ad Amalia, al confine con il Colorado. «Sono arrivati ad Amalia in dicembre, con abbastanza soldi per fare la spesa e acquistare attrezzature per costruire un'abitazione», riferisce ai media americani Tyler Anderson, meccanico che vive nelle vicinanze e che li ha inizialmente aiutati a installare pannelli solari. Anderson ha incontrato nel corso dei primi mesi tutti e due gli uomini fermati dalle autorità, ma non ha mai visto le tre donne. «I bambini più piccoli inizialmente giocavano con i vicini» aggiunge. Poi con il passare dei giorni anche i bimbi sono lentamente scomparsi. Jason Badger, proprietario dell'area in cui si trovava la baracca, spiega di aver esercitato un forte pressing sulle autorità affinché la rimuovessero la baracca sulla scia dei timori per lo stato di salute del bambini. La sua ripetuta richiesta è però caduta nel vuoto: un giudice locale ha infatti respinto la nota di sfratto di Badger, consentendo di fatto a Wahhaj e i suoi di restare nella baracca.

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