Elezioni Midterm Musulmani Trump
8 Agosto Ago 2018 1608 08 agosto 2018

Sempre più musulmani fanno politica in Usa

Nelle primarie che anticipano le elezioni di midterm è aumentato il numero dei cittadini di fede islamica che hanno scelto di candidarsi, sia a livello locale che per i Congresso. L'analisi.

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È ancora presto per trarre conclusioni in vista delle midterm del 6 novembre 2018. È ancora presto per dire se il presidente Usa Donald Trump è destinato a essere travolto dall'"onda blu" democratica, diventando così un'"anatra zoppa" (evento che succede quando Casa Bianca e Congresso vengono controllati da due partiti diversi). Nonostante questo le primarie che stanno portando il Paese alle elezioni di metà mandato hanno mostrato dei segni di evidente cambiamento. Da un lato stanno diventando le elezioni delle donne, che si candidano e vincono, e dall'altro quello del ritorno dei musulmani sulla scena politica, come ha mostrato il successo di Rashida Tlaib, la vincitrice delle primarie nel 13 distretto del Michigan e che potrebbe diventare con ogni probabilità la prima donna musulmana a sedere al Congresso.

LA MINORANZA ISLAMICA TORNA NELL'ARENA POLITICA

L'organizzazione no-profit Jatpac, che promuove il coinvolgimento degli oltre 3,5 milioni di americani di fede musulmana a candidarsi, ha registrato che nella tornata elettorale del 2018 decine di cittadini hanno deciso di scendere in politica a tutti i livelli. Più di 90 persone di fede islamica, per la maggior parte democratici, hanno infatti preso parte primarie sia nei proprio Stato che a livello nazionale, puntando a un posto al Congresso e al Senato. Secondo Jatpac si tratta del numero più altro di candidati dagli attacchi dell'11 settembre.

UN TREND SPINTO DALL'ODIO ANTI-MUSULMANO

Secondo il giornalista del New York Times Wajahat Ali, rispetto al periodo successivo agli attentati contro le Twin Towers, oggi si registra un nuovo coinvolgimento nella vita politica americana dei musulmani, che partecipano attivamente in tutti gli ambiti della vita pubblica. Per Ali l'aumento di questo impegno è la diretta conseguenza dell'onda anti-islam esplosa in tutti gli Stati Uniti dopo la vittoria elettorale di Donald Trump nel 2016.

Una protesta contro Donald Trump.

ANSA

I CRIMINI CONTRO I FEDELI DI ALLAH E LA VOGLIA DI PARTECIPAZIONE

Secondo i dati raccolti dal Council on American Islamic Relations nel 2017 sono stati registrati 300 crimini d'odio contro la comunità dei musulmani, con un aumento del 15% rispetto all'anno precedente. Allo stesso tempo, ha evidenziato l'istituto Southern Poverty Law Center, sono proliferate le organizzazioni anti-islamiche fin dall'inizio della campagna presidenziale di Trump nel 2015. L'elezione del tyconn, ha spiegato Ali, è stata un «momento centrale» per i musulmani, afroamericani e immigrati: «Un modo per contrastare questa situazione», ha spiegato il giornalista, «è stata quella di tornare a ricandidarsi per rappresentare non solo i musulmani, ma anche i valori americani nelle varie comunità».

UN ODIO PEGGIORE DI QUELLO POST 11 SETTEMBRE

Deedra Abboud, candidata democratica per il Senato alle primarie dell'Arizona del 28 agosto, ha raccontato che 15 anni fa la comunità di americani musulmani rifletteva su come partecipare alla vita politica del Paese, ma dopo l'11 settembre molti di loro avevano scelto di tenere la testa bassa cercando di sopportare gli episodi islamofobi. Ma, ha detto ancora Abboud, quell'ondata di odio non è nulla se confrontata con quella che si è scatenata sotto l'amministrazione di Trump. Lo stesso velo indossato dalla candidata dem ne ha fatto un bersaglio di diverse molestie sia online sia durante i comizi. «Alcuni vengono ai comizi solo per attaccare deliberatamente», ha detto ancora Abboud. Il fatto non è stato però isolato. Diversi media locali hanno riportato incidenti simili accaduti ad altri candidati.

  • Lo spot elettorale di Deedra Abboud

IL RISVEGLIO POLITICO ANCHE DI LATINOS E NATIVI AMERICANI

Amr Kotb, un altro candidato musulmano che ha deciso di prendere parte a questa tornata elettorale come advisory neighbourhood in un distretto di Washington, ha raccontato ad Al Jazeera che la decisione di correre è arrivata per la sua crescente rabbia contro il dibattito sull'immigrazione, l'odio anti-islamico e la xenofobia spinta dalla retorica trumpiana. Diversi analisti hanno messo in luce che, oltre ai musulmani, l'attuale amministrazione della Casa Bianca ha spinto anche latinos e nativi americani a impegnarsi in politica.

SALE ANCHE LA PARTECIPAZIONE ELETTORALE

Un altro dato significativo riguarda i votanti. A fine aprile l'Institute for Social Policy and Understanding (ISPU), un think-tank con sede a Washington e in Michigan, ha pubblicato il terzo rapporto annuale che indaga gli atteggiamenti e le scelte politiche che influenzano le vite dei musulmani americani. Il rapporto ha stabilito che circa il 75% dei cittadini di fede islamica hanno dichiarato di essersi registrati per votare, una percentuale in aumento di sette punti rispetto al 2017. Questo aspetto, ha scritto Ispu, riflette il costante aumento, dato che nelle elezioni del 2017 i registrati erano il 15% in meno.

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