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FRONTIERE
9 Agosto Ago 2018 1157 09 agosto 2018

Le uscite di Mogherini sull'Iran danneggiano l'Italia

Dopo tanto silenzio su temi importanti ha deciso di ergersi a difesa dell’indifendibile: l’accordo sul nucleare.

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Federica Mogherini, sulle tracce di Yasser Arafat, non perde un’occasione per... perdere un’occasione. Dopo un suo quadriennio scialbo come non mai alla testa della politica estera europea, dopo una sua clamorosa assenza non solo di iniziative, ma addirittura di dichiarazioni sul tema scottantissimo per l’Italia del flusso di migranti, ora ha deciso di ergersi a difesa dell’indifendibile: l’accordo sul nucleare con l’Iran. In questa sua battaglia contro I mulini a vento ora ha deciso di sfidare anche Donald Trump, fatto di per sé già tragicomico, ma tragico per le possibili conseguenze sulle industrie italiane.

Hassan Rouhani e Donand Trump.

L'ACCORDO DI OBAMA SUL NUCLEARE E LA POLITICA AGGRESSIVA DELL'IRAN

Mogherini infatti ha risposto al presidente americano che martedì 7 agosto ha annunciato «chi commercia con l’Iran è contro di noi», invitando invece le industrie italiane e europee a incrementare gli investimenti in Iran. Un invito velleitario e pericoloso perché a oggi sono già congelati e in pericolo ben 27 miliardi di dollari legati a contratti italiani con l’Iran e incrementare questa esposizione è semplicemente avventurismo anti nazionale. Mogherini - e con lei la Ue - non vuole rendersi conto che quello sciagurato deal sul nucleare voluto da Barack Obama ha permesso all’Iran di sviluppare una politica bellica e aggressiva in Medio Oriente che ha portato i pasdaran e gli ayatollah a costruire con le armi una potenza regionale aggressiva che comprende Libano, Siria, Gaza e Iraq. Un «nuovo impero Sassanide», come lo definiscono trionfanti I collaboratori del presidente Rohani, che destabilizza il Mediterraneo orientale, oltre al Medio Oriente (e lo Yemen) sotto il controllo armato delle Brigate Internazionali sciite sotto il comando del generale dei pasdaran Ghassem Suleimaini, vero dominus dei governi in Libano, Siria, Iraq e Gaza.

LE SANZIONI DI TRUMP STANNO INDEBOLENDO AYATOLLAH E PASDARAN

La denuncia di Trump dell’accordo sul nucleare è dunque la dovuta conseguenza del rifiuto iraniano di contrattare il proprio straordinario armamento missilistico, il suo impianto in Siria e Libano, così come di ritirare le milizie sciite entro I propri confini e di cessare di destabilizzare la regione. Inoltre, le nuove sanzioni di Trump stanno effettivamente riuscendo a indebolire il regime degli ayatollah e dei pasdaran, incrementando una crisi economica che sta erodendo il consenso del regime sul fronte interno. Ma Mogherini non capisce, non vede, privilegia al solito il buonismo politicamente corretto nelle relazioni internazionali anche a scapito di ulteriori danni alle industrie italiane. Per fortuna si avvicina la fine del suo mandato.

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