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9 Agosto Ago 2018 0843 09 agosto 2018

Nuovo lancio di razzi tra Gaza e Israele: escalation più vicina

Scambio di missili nella notte tra il Sud del Paese e la Striscia dove sono morte una donna incinta e la figlia. L'esercito israeliano: «Vicini a una vasta operazione».

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La tensione lungo la Striscia di Gaza è tornata a riesplodere violentemente. Nella notte tra l'8 e il 9 circa 150 tra razzi e colpi di mortaio sono stati sparati, secondo l'esercito, verso il sud di Israele che ha risposto colpendo circa 140 postazioni nella Striscia e causando tre morti, in base a informazioni dei media palestinesi, tra cui una donna incinta e la figlia. Undici i feriti in Israele, tra cui una donna in condizioni serie. Le sirene di allarme nel sud di Israele sono suonate 125 volte e il sistema anti missili ha intercettato almeno 25 razzi. Nel complesso, ha fatto sapere l'Idf, sono stati finora circa 180 i lanci di razzi dalla Striscia verso Israele. L'esercito ha spiegato cui il sistema di difesa antimissili Iron Dome ne ha intercettati oltre 30 mentre la maggioranza degli altri sono caduti in aree aperte.

INVIO DI NUOVI SOLDATI INTORNO ALLA STRISCIA

A causa della situazione, in nottata il premier Benyamin Netanyahu e il ministro della difesa Avigdor Lieberman hanno tenuto una riunione di emergenza: secondo le prime informazioni è stato deciso di inviare ulteriori soldati attorno alla Striscia nel sud di Israele e di richiamare riservisti addetti al sistema di difesa Iron Dome. Ulteriori misure sono state prese per la popolazione delle aree intorno a Gaza.

L'IDF: COLPITE 20 POSTAZIONI DI HAMAS

L'esercito ha fatto sapere di aver colpito negli attacchi nella Striscia almeno 20 postazioni militari di Hamas, tra cui una fabbrica per componenti per i tunnel, un'area usata dal comando navale di Hamas, un deposito di armi e una posto di raccolta per ufficiali a Khan Younis. Nel corso della mattinata sono suonati nuovamente gli allarmi antimissili nel sud di Israele con l'aviazione israeliana che ha risposto colpendo ancora una volta alcuni punti della Striscia. Fonti palestinesi, citate dall'agenzia Maan, hanno sostenuto che sono state centrate postazioni del'ala militare di Hamas a Rafah, nel sud della Striscia, e a Deir el Balah nella parte centrale di Gaza. Non si hanno notizie di vittime al momento.

L'ESERCITO: GUERRA PIU' VICINA

«Siamo più vicini che mai ad un'operazione su vasta scala a Gaza. Manderemo rinforzi al sud», ha detto una alta fonte militare israeliana, citata dai media, commentando l'attuale escalation. «Se necessario», ha aggiunto, «i residenti delle comunità confinanti con la Striscia saranno evacuati. Questa mattina ci sarà una riunione per decidere sui rinforzi e sul dispiegamento del sistema Iron Dome».

DA GAZA ANNUNCIANO LA FINE DEI LANCI

Un alto ufficiale palestinese ha detto ad Al-Jazeera e alla Reuters che l'attuale fase di combattimenti è finita e che la calma ora dipende da Israele. «L'attuale escalation a Gaza è finita. La resistenza», ha aggiunto, «ha risposto ai crimini del nemico nella Striscia. Il prosieguo della calma a Gaza dipende dal comportamento dell'occupazione». I media hanno sottolineato che le affermazioni paiono «un tentativo di Hamas di riportare la calma mentre le parti sembrano preparare la guerra». Hamas ha anche accusato Israele di voler sabotare i colloqui di pace in corso, mediati da Onu ed Egitto. «Il tempo dell'escalation sulla Striscia e l'attacco alla resistenza palestinese quando la nostra delegazione è arrivata al Cairo per colloqui», ha detto, citato dai media, Fawzi Barhoum portavoce di Hamas, «prova che Israele vuole ostacolare gli sforzi dell'Egitto e dell'Onu di raggiungere una calma a lungo termine». Per Barhoum, Israele «porta la piena responsabilità di quello che sta accadendo a Gaza».

A GAZA ALMENO TRE MORTI

Secondo i media palestinesi, i morti a Gaza nell'attacco israeliano alla parte centrale della Striscia sono tre e almeno 12 i feriti. A Sderot in Israele, la cittadina più colpita dai lanci da Gaza, i feriti sono stati 11 tra i quali una donna di 30 anni considerata in condizioni serie. La nuova fiammata di guerra è cominciata in serata con i primi tiri da Gaza verso il sud di Israele che si sono intensificati durante la notte. Hamas aveva preannunciato che avrebbe risposto all'uccisione da parte di Israele di due suoi militanti nei giorni scorsi. In previsione, l'esercito aveva chiuso le strade nelle aree israeliane attorno all'enclave palestinese ed aveva messo in preallarme la popolazione.

LE REAZIONI, L'APPOLLO DI ABU MAZEN: COMUNITA' INTERNAZIONALE CI AIUTI

L'agenzia ufficiale Wafa ha riferito che il presidente Abu Mazen sta tenendo «intensi contatti internazionali a tutti i livelli per fermare l'escalation israeliana contro il popolo palestinese nella Striscia di Gaza». Il leader palestinese ha «invitato la comunità internazionale a intervenire immediatamente e con urgenza" per fermare l'escalation e "non trascinare la regione in ulteriori distruzioni e instabilità». L'inviato dell'Onu per il processo di pace Nickolay Mladenov si è detto «profondamente preoccupato» per la situazione, in particolare «per i multipli razzi lanciati contro le comunità del sud» dello stato ebraico. Dopo aver ricordato i recenti, ed ancora in atto, sforzi congiunti tra Onu ed Egitto per arrivare ad una intesa, Mladenov ha fatto appello alle parti di fermarsi e di riportare la calma. Se l'attuale escalation «non è fermata», la «situazione», ha detto, «può rapidamente deteriorare con conseguenze devastanti per tutti». L'inviato in Medio Oriente del presidente Donald Trump, Jason Greenblatt, in un tweet ha condannato Hamas per il lancio di razzi: «un'altra notte di terrore con famiglie accalcate nella paura mentre Israele difende se stesso».

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