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10 Agosto Ago 2018 1506 10 agosto 2018

Trump di nuovo contro i giocatori di football che protestano

Il presidente Usa è tornato ad attaccare gli atleti che si inginocchiano durante l'esecuzione dell'inno nazionale come forma di opposizione alle discriminazioni e le violenze nei confronti degli afroamericani.

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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump torna ad attaccare via Twitter i giocatori di football americano che per protesta si inginocchiano durante l'esecuzione dell'inno nazionale e li esorta a «stare in piedi con fierezza o saranno sospesi senza compenso!». Il 9 agosto durante diverse partite ci sono state nuove proteste: a Filadelfia i giocatori degli Eagles, Malcolm Jenkins e De'Vante Bausby hanno alzato il pugno durante l'inno; a Miami, Kenny Stills e Albert Wilson dei Dolphins si sono inginocchiati nascosti dai compagni in piedi.

UNA PROTESTA INIZIATA DUE ANNI FA

Tutto è iniziato con da Colin Kaepernick, il quarterback dei San Francisco 49ers. Il giocatore nelle prime gare della pre-season del 2016 iniziò a rimanere seduto durante l'esecuzione dell'inno nazionale. Inizialmente il gesto non venne notato ma poi, interpellato dai giornalisti, spiegò che la sua era una forma di protesta contro gli abusi e le discriminazione subite dagli afroamericani da parte della polizia e delle istituzioni. Il suo gesto finì poi con il dilagare, coinvolgendo altri atleti, sia nel football che in altri sport, come il baseball.

PRIME MULTE PER CHI SI INGINOCCHIA

Tutto il 2017 è stato costellato da una violenta polemica tra diversi giocatori e il presidente Trump vincitore alle presidenziali del novembre 2016. Nel maggio di quest'anno le squadre di football sono corse ai ripari adottando una serie di provvedimenti, in particolare multando quei giocatori che si inginocchiano durante l'inno, Nel frattempo, nel marzo del 2017 Kaepernick ha rescisso il suo contratto con i 49ers, ma da allora nessuna squadra ha voluto ingaggiarlo. L'ottobre scorso il giocatore ha deciso di citare in giudizio la Nfl, la federazione di football, sostenendo che tutti i proprietari delle squadre si sono accordati per danneggiarlo.

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