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10 Agosto Ago 2018 1839 10 agosto 2018

Ue in attesa dei conti dell'Italia: occhio alla riduzione del debito

Per il momento Bruxelles non ha commentato le indiscrezioni sulla manovra né l'ipotesi di aumentare il deficit per flat tax e reddito di cittadinanza. A settembre nuovo incontro col ministro Tria.

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Per ora, ufficialmente, la Commissione Ue non si è scomposta di fronte alle diverse ipotesi di intervento sui conti pubblici che circolano a Roma. Inclusa quella di far salire il deficit per trovare spazio a flat tax e reddito di cittadinanza. Ma l'attesa per l'aggiornamento della nota del Def a fine settembre, e della nuova legge di Bilancio a metà ottobre, quest'anno è più alta che mai.

PER TRIA CORREZZIONI DEL DEFICIT TROPPO PESANTI

Perché dopo un avvio di confronto considerato buono e costruttivo, con il ministro Giovanni Tria che a giugno aveva rassicurato l'Europa sul rispetto degli impegni, il clima sta cambiando. Già dal secondo appuntamento a Bruxelles, a luglio, Tria aveva comunicato ai commissari Ue, Dombrovskis e Moscovici, che l'aggiustamento dei conti richiesto per il 2018 e il 2019 avrebbe potuto avere effetti negativi sulla crescita già compromessa dal rallentamento generale. E per questo aveva annunciato che il suo governo non sarebbe stato disposto a fare sforzi troppo forti. Ciononostante, l'Ecofin aveva lasciato intatte le richieste all'Italia nelle conclusioni delle raccomandazioni redatte a maggio della Commissione. Una correzione del deficit strutturale di 0,3% per quest'anno e di 0,6% per il prossimo.

LA RIDUZIONE DEL DEBITO NON È IN DISCUSSIONE

Per l'esecutivo si tratta di numeri eccessivi per l'Italia, che il ministro vuole discutere con Bruxelles aprendo un confronto a tutto campo non solo sugli obiettivi di finanza pubblica ma anche sulle misure e sui risultati che da queste ci si attende. Perché alcuni interventi, come riattivare in modo massiccio gli investimenti, potrebbero avere un impatto significativo per i conti fin da subito. Tria ha ribadito anche in questi giorni che non è in discussione la riduzione del debito, concetto caro a Bruxelles. In discussione ci sono tempi e modi della riduzione, e su questo partirà il confronto fin dai primi giorni di settembre.

BRUXELLES NON VUOLE FORZATURE SUI CONTI PUBBLICI

Prima occasione per il faccia a faccia sarà l'Ecofin informale di Vienna, il 7 e 8 settembre. Bruxelles, che finora ha sempre concesso all'Italia tutta la flessibilità richiesta anche quando le clausole ufficiali erano terminate, è disponibile al confronto. Le linee rosse sono sempre le stesse: ridurre il debito e non forzare la mano sui conti tanto da agitare i mercati. Per il resto, la Commissione non ha una strategia definita in questo momento, perché anche le sue armi, cioè le minacce di procedure, sono spuntate: la valutazione finale dei conti italiani si farà a maggio, negli ultimi giorni della campagna elettorale per le Europee previste a fine mese. È dunque improbabile che una Commissione uscente guidata da un esponente del Ppe punisca un Paese come l'Italia, con il rischio di far guadagnare consensi ai partiti euroscettici in ascesa su quelli tradizionali.

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