Trump Tassa Auto Importate Ue

Trump promette una tassa del 25% sulle auto importate dall'Ue

Durante un comizio in West Virginia il presidente ha promesso nuovi dazi sui mezzi in arrivo dall'Europa. Contraddetta la posizione dle segretario al Commercio che aveva posticipato ogni decisione.

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Sarà forse un modo per distogliere l'attenzione dopo gli ultimi sviluppi giudiziari che hanno colpito gli storici collaboratori Cohen e Manafort, ma la notizia lanciata da Donald Trump durante un comizio in West Virginia rischia di mettere di crisi i delicati, e fragili, rapporti tra Usa e Europa. Il tycoon ha infatti annunciato che gli Stati Uniti «metteranno una tassa edl 25% su ogni auto che arriva negli Stati Uniti dall'Unione europea».

CONTRADDETTA LA POSIZIONE DEL SEGRETARIO AL COMMERCIO ROSS

La mossa del presidente va in netto contrasto con quanto raccontato dal segretario per il Commercio Wilbur Ross al Wall Street Journal. In un intervista Ross aveva detto di aver posticipato la pubblicazione di un rapporto sui possibili dazi aggiuntivi che andrebbero a gravare sul mercato delle auto. Ma anche lo stesso presidente aveva fermato ogni decisione dopo l'incontro con il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker dicendo che erano necessari altri negoziati sul taglio dei dazi.

USA VICINI AD UN ACCORDO CON IL MESSICO

Il rapporto per stabilire se le importazioni di veicoli sono una minaccia alla sicurezza nazionale non sarà infatti pubblicato ad agosto, come inizialmente previsto, ma slitterà - ha annunciato Ross - alla luce delle trattative in corso con Messico, Canada e la stessa Unione Europea. Con il Messico al momento si intravede la luce in fondo al tunnel: un accordo quadro sarebbe in via di definizione e potrebbe essere annunciato già il 23 agosto. Anche se i nodi da sciogliere restano molti, le trattative con il Messico nell'ambito dell'accordo libero scambio del Nafta "stanno andando bene", ha confermato il consigliere-genero di Trump, Jared Kushner.

NEGOZIATI CON CINA E UE IN DIFFICOLTÀ

In salita invece i negoziati con la Cina. Dopo settimane di impasse, funzionari americani e cinesi sono tornati a sedersi allo stesso tavolo cercando di riavviare il dialogo ed evitare una guerra commerciale. Ma dal nuovo round di trattative non sono attesi risultati concreti. Washington continua a negoziare anche con l'Unione Europea sulla scia dell'intesa annunciata in luglio da Trump e dal presidente della Commissione Ue. «Le due parti sono concentrate sull'attuazione della dichiarazione congiunta concordata dai presidenti Juncker e Trump il 25 luglio», hanno affermato oggi fonti Ue, sottolineando che nell'ambito del Gruppo di lavoro ad hoc continuano contatti e incontri tra Washington e Bruxelles, anche questa settimana.

RIPERCUSSIONI IN BORSA DELLE DICHIARAZIONI DI TRUMP

Ma la nuova minaccia di Trump di dazi al 25% sulle auto Ue rischia di complicare un dialogo già difficile. «Quante Chevrolet ci sono nel centro di Berlino? Non molte. Forse una? Ne dubito», ha attaccato Trump nel corso di un comizio in West Virginia. I dazi, ha spiegato il presidente, consentiranno di trasformare il deficit commerciale americano nei confronti dell'Ue in un surplus. Parole, quelle del tycoon, accolte fra gli applausi dal suo popolo di sostenitori ma che incontrano la totale opposizione delle case automobilistiche, americane e non. Intanto la minaccia è stata una nuova doccia fredda per i costruttori europei, tutti sotto pressione in Borsa: Fca ha perso l'1,2%, Volkswagen l'1,4%, Bmw l'1,09% e Daimler l'1,34%.

22 Agosto Ago 2018 0923 22 agosto 2018
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