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30 Agosto Ago 2018 0800 30 agosto 2018

Germania, la bomba dell'estrema destra di Pegida e AfD

In origine erano gli ultrà neonazisti. Ora anche tanti cittadini comuni popolano i cortei violenti contro i migranti nell'ex Ddr. Tedeschi divisi, non solo nell'Est.

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Wir sind das Volk, noi siamo il popolo, è lo slogan monotono dei Pegida nelle adunate a Dresda e nelle manifestazioni in Sassonia. Le migliaia di simpatizzanti del movimento di estrema destra dei Patrioti contro l'islamizzazione dell'Occidente, il nome esteso della sigla, erano state frettolosamente derubricate dai non addetti ai lavori, specie all'estero, come una massa di populisti. Tedeschi dei ceti medio bassi, dell'Est ma non necessariamente, diffidenti vero i migranti e l'euro: un fenomeno di protesta per alcuni addirittura simile alla bolla dei pirati in Germania, spuntati qualche anno fa e scomparsi poco dopo. Chi invece è esperto di estremismo metteva in guardia sulla pericolosità, specie in Sassonia, dei Pegida. Un gruppo disomogeneo, che attrae la gente comune ed è infarcito di neonazisti. Incluso, è emerso da fatti di cronaca, qualche folle armato delle cellule eversive dei Cittadini del Reich.

La polizia antisommossa all'ombra di Marx.
GETTY

IL MIX ESPLOSIVO DEI PEGIDA

L'accozzaglia messa insieme dall'agitatore Lutz Bachmann, passato dal giro dei locali a luci rosse all'attivismo anti-migranti dopo condanne per furti con scasso e processi per vari reati criminali, è un mix molto più esplosivo dei gruppi dei neonazi che, prima di Pegida, sfilavano isolati nei rally della Firenze sull'Elba e a Lipsia. Bachmann fa rete, anche tra gli ultrà degli stadi, e la bomba a orologeria del suo movimento dal basso è alla fine esplosa nella caccia alla straniero di Chemnitz, cittadina già balzata alla ribalta per scontri tra richiedenti asilo e squadristi. Mai però con un corteo così grande di un migliaio di locali incattiviti, decisi nello scorso weekend a vendicare, anche aggredendo passanti, la morte di un tedesco accoltellato in una rissa con un siriano e un iracheno. Il grido «noi siamo il popolo» si è mischiato, per la prima volta platealmente, con i saluti nazisti di una «50ina di facinorosi» pronti a colpire, ha appurato la polizia.

POLIZIA SOPRAFFATA DAI NEONAZI

Violenti erano sparsi anche tra la folla dei quasi 6 mila simpatizzanti di Pegida e dell'estrema destra di Alternative für Deutschland (AfD), terzo partito in Germania dalle elezioni del 2017, chiamati il 27 agosto scorso a rispondere al corteo di circa 1500 antifascisti: botte sono volate tra loro e anche contro la polizia. La Germania è un Paese diviso, in diversi Land AfD è davanti ai socialdemocratici (Spd.) e a livello nazionale li incalza, pronta al sorpasso. Leader del partito xenofobo ed euroscettico è stata la caposezione della Sassonia, e Dresdnerin (di Dresda), Frauke Petry, uscita infine da AfD perché «diventata troppo estremista». Petry aveva tenuto le distanze da Pegida e dai neonazisti della Npd, rifiutando inviti ai comizi e alleanze. La facciata doveva restare pulita, anche se i voti della Sassonia di AfD provenivano dall'humus di Pediga e della Npd. Un ventre molle che inizia a far paura anche alla cancelliera Angela Merkel.

Noi siamo il popolo, gli stranieri sono scarafaggi

Pegida
Polizia contro estrema destra tedesca.
GETTY

AFD, NAZISMO DEL TERZO MILLENNIO

Pegida non è un partito, la Npd è vecchia, Alternative für Deutschland è il futuro per chi ha nostalgie naziste. Con la chiamata alla contromanifestazione di Chemnitz, quasi 250 mila abitanti nel lembo orientale della Sassonia, Pegida e AfD hanno calato la maschera: tanta partecipazione non era attesa, gli agenti sono stati sopraffatti dalle sassaiole e dai lanci di bottiglie dell'estrema destra, la guerra agli immigrati è diventata guerra alla polizia. Addolorata per «l'omicidio spaventoso del 35enne tedesco», Merkel ha anche avvertito che «quanto accaduto a Chemnitz non ha cittadinanza in uno Stato di diritto». Ma la rabbia c'è, e monta in furia: nel 2016 tra Clausnitz e Bautzen, sempre nell'estremo est dell'ex Ddr, un autobus di richiedenti asilo fu accerchiato da un centinaio di xenofobi e un centro d'accoglienza incendiato. Sempre al grido di «noi siamo il popolo» contro gli stranieri «scarafaggi».

LA POLIZIA E I MAGISTRATI VICINI AD AFD

Da allora i pestaggi si sono susseguiti, sono esplosi scontri tra stranieri ed estremisti. Soprattutto nei Land dell'Est, dei sindaci e amministratori locali che avevano accolto richiedenti asilo hanno dovuto dimettersi o fare le valigie e spostarsi. Minacce, auto incendiate, qualcuno picchiato o accoltellato, anche nella Germania Ovest multiculturale. A Chemnitz la guerriglia tra estrema destra e antifascisti ha lasciato a terra una 20ina di feriti, 10 manifestanti sono indagati per saluti nazisti. Inquieta anche che gli ambienti della polizia e della magistratura siano in parte vicini a Pegida e AfD: ha scandalizzato la notizia di una troupe televisiva allontanata da una manifestazione dell'estrema destra populista proprio da agenti chiamati a intervenire da un loro collaboratore. Già alle Legislative del 2017, poliziotti e controversi giudici e procuratori in aspettativa spiccavano tra i candidati e gli iscritti ad AfD. Un passato che la Germania vorrebbe sepolto e invece torna.

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