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30 Agosto Ago 2018 1345 30 agosto 2018

Idlib, la maxi esercitazione russa per evitare i raid dell'Occidente

Mosca mobilita la flotta davanti alle coste della Siria in vista dell'offensiva sulla roccaforte ribelle. Un deterrente per trattenere Washington e alleati dal bombardare in caso di attacchi chimici.

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Mentre tutto lascia prevedere un'imminente offensiva di Damasco, Mosca e Teheran sulla roccaforte ribelle di Idlib, il Cremlino ha annunciato un'esercitazione navale senza precedenti davanti alle coste settentrionali della Siria. Vladimir Putin sta cercando di giocare d'anticipo rispetto a possibili reazioni occidentali all'attacco sui ribelli, creando un vero e proprio blocco navale che faccia da deterrente a un possibile intervento di Washington o dei suoi alleati. Nell'aprile 2017 e nell'aprile 2018, gli Usa e i suoi partner reagirono ai presunti attacchi chimici del governo siriano sui ribelli con raid missilistici e aerei. Questa volta Mosca vuole evitare ogni possibile contromossa.

Le basi temporanee di Turchia (blu), Russia (rosso) e Iran (arancione).

L'ambasciatore russo negli Stati Uniti Anatoli Antonov, durante un incontro con i diplomatici americani questa settimana, ha messo in guardia il governo Usa contro «un ulteriore ingiustificato e illegale atto di aggressione in Siria». Washington ha avvisato Assad dicendosi pronta a colpire in caso di uso di armi chimiche contro la popolazione di Idlib. Ma Mosca sostiene che siano i miliziani qaedisti a preparare nella roccaforte ribelle un attacco chimico per far ricadere la colpa su Damasco e fornire a Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia un pretesto per nuovi attacchi.

FORZA NAVALE RUSSA SENZA PRECEDENTI

Le forze navali russe dall'1 all'8 settembre svolgeranno una mega esercitazione nel Mediterraneo con 25 battelli e circa 30 aerei. Le 25 navi da guerra e battelli di supporto saranno guidati dall'incrociatore missilistico Maresciallo Ustinov. Presenti anche le fregate Grigorovich ed Essen, entrambe armate con missili da crociera Kalibr; la base di Khemeimim è stata inoltre dotata di una batteria di missili da difesa Tor-M2. Mosca fa inoltre sapere che «nello spazio aereo internazionale, attività di addestramento saranno messe in atto con circa 30 jet, tra cui i bombardieri strategici missilistici Tu-160, gli aerei antisommergibili Tu-142 Mk e Il-38, i caccia Su-33 e Su-30Sm dell'aviazione marina».

L'incrociatore russo Maresciallo Ustinov.

Secondo Mosca, il cacciatorpediniere americano Uss Ross, con 28 missili da crociera Tomahawk, è entrato nel Mediterraneo il 25 agosto; se si aggiunge al quadro l'USS Sullivan, dislocato nel Golfo Persico e armato di 56 missili e il bombardiere strategico B-1B (altri 24 missili da crociera) inviato nella base militare di El Udeid, in Qatar, gli Usa dispongono nell'area di una forza sufficiente a montare un attacco di vasta scala. Idlib è «un focolaio di terroristi» che «non può portare a nulla di buono se continua questa mancanza di azione», ha detto il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano se ci fosse una correlazione tra le esercitazioni navali e la situazione nella città siriana. «La situazione in Siria», ha affermato Peskov, «ha un notevole potenziale di peggioramento e prendere precauzioni è giustificato».

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