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30 Agosto Ago 2018 0947 30 agosto 2018

Perché sui migranti Salvini fa il gioco di Macron

Al vertice Ue di Vienna si decide il destino dell'Operazione Sophia. Roma chiede la rotazione dei porti di sbarco. Altrimenti, dice il ministro, «fermiamo la missione». Cosa che (in segreto) vuole anche Parigi. 

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Questa volta la Francia non si metterà sulla strada di Matteo Salvini. Se il governo italiano ha intenzione di smantellare l'Operazione Sophia, Parigi non si opporrà. Nel giorno dell'atteso vertice di Vienna sui migranti tra i ministri della Difesa dell'Unione europea, tiene banco il destino della missione militare - nome di battesimo: Eunavfor Med - nata nel 2015 per contrastare il traffico di esseri umani e messa in bilico dalle divergenze in seno ai Paesi membri. E sullo sfondo divampa lo scontro tra Roma e Parigi, che si dipana nei botta e risposta ormai quotidiani tra il ministro dell'Interno italiano e il presidente francese, ma nasconde posizioni - e intenzioni - molto più simili di quanto non si possa immaginare.

Il destino di Sophia al centro del vertice Ue di Vienna

L' Italia tira dritto sulla modifica delle regole di ingaggio sui porti per lo sbarco dei migranti salvati dalle navi della missione EunavForMed Sophia, col ministro della Difesa Elisabetta Trenta, che spinge per la "responsabilizzazione degli altri Paesi rivieraschi", mentre l'Austria avanza sul progetto della "fortezza Europa", puntando a blindare le frontiere esterne, col supporto militare a Frontex, per contenere i fenomeni migratori.

Al centro del vertice di Vienna c'è la richiesta da parte italiana di modificare i termini dell'Operazione Sophia, dopo che il 28 agosto non è stata raggiunta un'intesa tra gli ambasciatori del Comitato Politico e di Sicurezza (Cops) della Ue. Roma, rappresentata dal ministro della Difesa Elisabetta Trenta, chiede che venga messa in atto una rotazione dei porti di sbarco per i migranti salvati nell'ambito della missione. Il mandato di Sophia, incentrato sulla lotta al traffico di esseri umani, include l'implementazione dell'embargo alle armi alla Libia e l'addestramento della guardia costiera del Paese nordafricano; non la ricerca e il soccorso, anche se quest'ultimo è un obbligo ineludibile secondo quanto previsto dal diritto internazionale del mare. «Chi ci ha preceduto aveva fatto in modo che tutti i migranti soccorsi (nell'ambito di Eunavfor Med, ndr) venissero portati in Italia», ha detto il ministro della Difesa. Il riferimento di Trenta è sì al governo Renzi, ma anche a quei Paesi che tre anni fa posero questo principio - «inaccettabile» secondo il ministro - come conditio sine qua non per dare il via libera all'operazione. Tra gli altri, il Regno Unito, la Germania e la Francia.

Il ministro francese degli Affari europei Nathalie Loiseau con il presidente Emmanuel Macron.

TRA ROMA E PARIGI TANTE SCHERMAGLIE MA UNA POSSIBILE CONVERGENZA

Proprio Parigi, dall'insediamento a Roma del governo a guida Lega-M5s, si è distinta come rivale e bersaglio prediletto del governo italiano in tema di immigrazione. Dall'irruzione a marzo della polizia francese in un centro per migranti a Bardonecchia alle schermaglie verbali proseguite senza sosta. A giugno, il portavoce di En Marche!, partito di Macron, ha definito le politiche di Salvini «nauseanti», quindi il leader della Lega ha bollato l'arcinemico come «ipocrita» e «chiacchierone», e via litigando. Sotto il velo di accuse e contro-accuse, però, il ministro italiano e il presidente francese non perseguono necessariamente obiettivi opposti. E le trattative sull'Operazione Sophia ne sono la dimostrazione plastica. Se per Roma il mantenimento di Eunavfor Med passa tassativamente da una modifica («Nel caso in cui dall'Europa arrivasse l'ennesimo "no", dovremmo valutare se continuare a spendere soldi per una missione che sulla carta è internazionale», ha detto Salvini il 30 agosto), per Parigi l'operazione è tutto fuorché indispensabile.

La nave tedesca Werra, operativa nell'ambito di Eunavfor Med.

NEL FILE RISERVATO DELL'ELISEO L'INTENZIONE DI AFFOSSARE EUNAVFOR MED

A far luce sulle strategie del Quai d'Orsay è stato un documento riservato, firmato dal ministro transalpino degli Affari europei Nathalie Loiseau - già a giugno chiamata da Salvini una «ignorante» - e rivelato dal settimanale francese L'Express. Nel file confidenziale si definisce Eunavfor Med «una risposta sbagliata a problemi reali» e si invita a fare in modo che il ministro dell'Interno italiano «sia il solo a sostenere il costo morale di un eventuale blocco dell'operazione (creata su richiesta dell'Italia)», resistendo alla tentazione di «salvarla ad ogni costo».

In altre parole, Parigi vede in Salvini l'"ariete" che può aprire la strada al raggiungimento dei propri obiettivi. Nello specifico, la creazione di una «conferenza internazionale sulla lotta contro la tratta di esseri umani». In generale, una riformulazione degli equilibri interni alla Ue, in cui Macron possa fare tabula rasa del meccanismo attuale e prendere in mano i colloqui per una sua ridefinizione, magari intrecciandoli con quelli sulla sicurezza comune tanto cari al président. Il quale, in questo contesto e in vista delle elezioni europee del 2019, punta a ergersi sempre più a «principale avversario» dei «nazionalisti», come ha dichiarato il 29 agosto in riferimento al vertice milanese tra il premier ungherese Viktor Orban e lo stesso Salvini. Il leader leghista, da parte sua, non esiterebbe a cavalcare la fine di Sophia per intensificare gli attacchi contro l'assenza di solidarietà dei vicini europei, accentuando così l'isolamento dell'Italia in Ue. Ma i veri sconfitti sarebbero il Mediterraneo e quanti cercano di attraversarlo, che si troverebbero orfani di una missione che dal 2015 ha salvato 44.196 vite.

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