Alexander Zakharchenko Donetsk Ucraina
Mondo
31 Agosto Ago 2018 1829 31 agosto 2018

Il capo dei separatisti ucraini di Donetsk ucciso in un attentato

Alexander Zakharchenko, capo dell'autoproclamata repubblica popolare nell'Est dell'Ucraina, morto in un'esplosione in un bar del centro. Mosca accusa Kiev.

  • ...

Il capo dell'autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk, Alexander Zakharchenko, è rimasto ucciso in un'esplosione avvenuta nel pomeriggio di venerdì 31 agosto presso il bar Separatist, situato nel centro della città e di proprietà, stando a Vedomosti, del capo della sua guardia del corpo. La polizia ha recintato l'area circostante il caffè. Diverse ambulanze, stando all'agenzia di stampa Interfax, sono accorse sul luogo dell'incidente. Nell'esplosione, che rischia di gettare benzina sul fuoco delle tensioni tra Russia e Ucraina, è rimasto ferito anche il 'ministro' delle Finanze, Alexander Timofeyev. Zakharchenko, 42 anni, era a capo della repubblica di Donetsk sin dal novembre del 2014 e, nel corso di questi anni, era sopravvissuto a diversi attentati.

MOSCA ACCUSA KIEV DI NON RISPETTARE GLI ACCORDI DI MINSK

Nel confermare la morte di Zakharchenko, l'amministrazione dell'autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk ha precisato che si è trattato di un «attentato» e fatto sapere di aver fermato alcuni «sabotatori ucraini» poco dopo mentre percorrevano le strade della città in macchina. Secondo la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, «c'è ogni ragione di credere che dietro all'assassinio di Zakharchenko ci sia il regime di Kiev», «che ha usato mezzi simili più di una volta per eliminare persone indesiderate che hanno opinioni dissidenti». E ancora: «Invece di rispettare gli accordi di Minsk e cercare modi di risolvere il conflitto interno, i guerrafondai a Kiev stanno attuando lo scenario terroristico esacerbando la complessa situazione nella regione». «Si tratta di un'altra aggressione da parte dell'Ucraina: vendicheremo la morte di Zakharchenko», ha tuonato Denis Pushilin, presidente del Consiglio del Popolo di Donetsk.

I servizi di sicurezza ucraini (Sbu) hanno negato ogni coinvolgimento e hanno puntato il dito contro i «conflitti interni» alle nuove oligarchie di Donetsk e all'opacità dei loro affari. Se, come sempre, Kiev e Mosca tirano l'acqua ai rispettivi mulini, di fatto la situazione sul campo nel Donbass si è aggravata molto nel corso dell'estate e la conta dei morti e dei feriti, da entrambi i lati del fronte, continua a salire. E gli accordi di Minsk, appunto, restano lettera morta. I contatti fra Mosca e Washington proseguono e si aggiungono a quelli periodi del 'formato Normandia', che oltre a Russia e Ucraina comprende Germania e Francia. Angela Merkel e Vladimir Putin, nel loro incontro agostano a Meseberg, hanno essenzialmente preso atto che il processo di pace «non sta andando da nessuna parte» e hanno affrontato nuovamente il tema della possibile missione dei caschi blu dell'Onu nel Donbass, unica vera novità capace di smuovere le crisi. Il conflitto da congelato rischia però ora d'infiammarsi. In Ucraina il prossimo anno ci saranno le presidenziali e l'attuale leader Petro Poroshenko continua a battere il tasto sul tema dell'ingresso del Paese nella Nato - che per Mosca equivale a un affronto. Un equilibrio sempre più difficile da mantenere.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso