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1 Settembre Set 2018 1800 01 settembre 2018

Estrema destra, l'oltraggio ai lager in Germania e in Polonia

Nel campo di Sachsenhausen, elettori di AfD contestano le camere a gas. Ad Auschwitz, si minacciano con svastiche le guide straniere. Analisi di una tendenza preoccupante.

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L'onda di xenofobia che spazza l'Europa non risparmia gli ex campi di concentramento e di sterminio nazisti, profanati da sostenitori e militanti di estrema destra che vi rilanciano senza pudore le loro convinzioni. Ad Auschwitz e in decine di altri luoghi della memoria dell'aberrazione nazista sparsi nel Vecchio continente dovrebbe vigere per tutti una sorta di sospensione del tempo. Anche chi non smette di provare fascinazione per Hitler o chi (e di questi tempi ce ne sono molti) ritiene vi siano razze umane o nazionalità migliori o peggiori che abitano i loro Paesi, varcata la soglia di un lager dovrebbe trattenersi. Invece, come ha rivelato la stampa tedesca all'indomani della guerriglia neonazista di Chemnitz che ha sconvolto la Germania e inquieta l'Europa, è successo nel luglio scorso che parte di una comitiva in visita nell'ex campo di concentramento di Sachsenhausen, a Nord di Berlino, abbia «costantemente interrotto» le guide, pronunciando «esclamazioni palesemente di estrema destra e revisioniste della storia».

L'ingresso di Sachsenhausen.
GETTY

GLI AGITATORI NEL LAGER ELETTORI DI ADF

La notizia scoperta dal Tagespiegel è circostanziata, «dalle cinque alle sette persone» tra «17 visitatori» il «10 luglio scorso», ed è l'ennesima conferma di un nucleo significativo di nostalgici del nazismo presenti nel movimento populista e di estrema destra Alternative für Deutchland (AfD): i disturbatori, e in particolare uno che ha fatto «commenti antisemiti e storicamente insostenibili», sono risultati essere degli elettori di AfD del collegio della co-leader del movimento Alice Weidel del Lago di Costanza, nel Sud della Germania, arrivati nella capitale con un viaggio finanziato dal governo federale per far loro osservare il lavoro dei parlamentari. Lo staff di Weidel ha ovviamente precisato che la deputata non ha preso parte al tour degli ospiti e si è detto «sorpreso» dell'accaduto. Eppure l'episodio di apologia di nazismo non è il primo tra gli iscritti e i simpatizzanti di AfD (l'ex leader Frauke Petry è uscita infine dal partito, condannandoli) e, insieme alle dichiarazioni dell'esponente di AfD Björn Höcke al Memoriale dell'Olocausto a Berlino («una vergogna» averlo eretto), è certamente il più grave finora avvenuto.

ADF E PEGIDA AI CORTEI DI CHEMNITZ

Il lager di Sachsenhausen, dove il drappello di revisionisti ha messo in dubbio l'esistenza di camere a gas minimizzando sui luoghi di sterminio e denigrando le guide, fu costruito nel 1936 su ordine del comandante delle Ss Heinrich Himmler e, fino alla liberazione nel 1945 per mano dell'Armata rossa, decine di migliaia di internati vi persero la vita tra ebrei, altre minoranze perseguitate dai nazisti e dissidenti tedeschi e di altri Paesi europei. Sull'episodio è stata aperta un'inchiesta e un nuovo polverone si sta sollevando nella Germania che è ancora scossa dai quasi 7 mila scesi in piazza, tra il 26 e il 27 agosto scorso, nella cittadina dell'Est, a inveire contro gli «scarafaggi» degli immigrati. Nella due giorni sono stati aggrediti passanti dall'aspetto forestiero, presi a bottigliate e sassaiole agenti, si è inneggiato ai vecchi tempi di Hitler, «non tutto da buttare via» aveva detto anche Höcke. La seconda dimostrazione di estrema destra a Chemnitz era stata in particolare organizzata da AfD e dal movimento antiislamico Pegida, in risposta al migliaio di manifestanti antifascisti, sopraffatti come la poca polizia sul posto dai violenti.

La presenza di lavoratori stranieri ad Auchwitz è scandalosa

Barbara Nowak, assessore regionale
Una falangista polacca.
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STRANIERI RAUS DA AUSCHWITZ

Nessuno a parte forse AfD, Pegida e il sottobosco di gruppi neonazi, si aspettava una risposta così popolare a movimenti che equiparano gli orrori nazisti ai crimini degli alleati contro la Wehrmacht: in Germania l'apologia di nazismo è un reato punito, 10 manifestanti sono indagati per saluti nazisti e anche sull'accaduto di Sachsenhausen sarà fatta luce. Ma gli attacchi, anche antisemiti, contro le guide dei campi di sterminio naziste non sono, di questi tempi, prerogativa tedesca: nel marzo scorso ad Auschwitz, nel più grande lager nazista fabbrica della morte per antonomasia della «soluzione finale», un collaboratore italiano che aveva da poco allestito una mostra sugli internati italiani in Polonia è stato bersaglio delle scritte «la Polonia ai polacchi» e «no alle guide straniere», corredate da una sinistra stella di David con svastica, sul muro di casa. Un episodio preoccupante per il Museo di Auschwitz, che da tempo è nel mirino degli ultranazionalisti per avere nel suo team degli stranieri: la loro presenza è stata dichiarata «scandalosa» anche della responsabile regionale all'Educazione Barbara Nowak, militante dei conservatori del Pis al governo.

LA POLONIA ULTRANAZIONALISTA E ANTISEMITA

Sembra incredibile che in Polonia le istituzioni non difendano neanche i musei dei lager tedeschi liberati dalle fanterie polacche durante l'avanzata al fianco dell'Armata rossa. Ma il multiculturalismo è diventato un tabù per i nazionalisti reazionari del Pis che, cavalcando lo spirito dei tempi, si sono spostati su posizioni xenofobe di estrema destra. Negli ultimi anni sono aumentati sensibilmente, dai racconti degli stranieri residenti nel Paese, diffidenza ed episodi di ostilità verso di loro. Allarmante, proprio come i rally contro gli immigrati esplosi a Chemnitz, è stata l'ultima celebrazione in Polonia, l'11 novembre, della giornata dell'Indipendenza: l'affluenza man mano crescente dei gruppi di movimenti neofascisti venuti da tutta Europa a sfilare al fianco dei nazionalisti polacchi, nel 2017 è stata senza precedenti. «Polonia pura, Polonia bianca», «fuori i rifugiati», «Dio onore e patria», anche slogan contro gli ebrei sono stati gridati allo sventolare di bandiere falangiste ultra “cattoliche”. Il ministro dell'Interno Mariusz Blaszczak non ha preso le distanze dagli impresentabili, anzi l'ha dichiarato «una splendida vista».

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