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2 Settembre Set 2018 1200 02 settembre 2018

Il bordello con le bambole che spopola in Germania

Nel 2017 apriva a Dortmund la prima struttura tedesca con "prostitute di silicone". Esperimento di successo, replicato ora a Torino. Ma che solleva più di una critica.

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da Dortmund

In un tranquillo angolo di Dortmund c’è una casa d’appuntamenti unica nel suo genere in Germania: il Bordoll. Come suggerisce il nome, gioco di parole tra il tedesco “Bordell”, bordello, e l’inglese “doll”, bambola, in questo postribolo si può fare sesso con bambole umanoidi. Evelyn Schwarz, fondatrice e proprietaria, ha introdotto le bambole nel 2017, ispirandosi a un video sulla medesima pratica in Giappone - qui i “Bordoll” non sono una novità. E sulla stessa scia anche in Italia, a Torino, il 3 settembre apre i battenti LumiDolls. Schwartz ha ordinato i primi modelli in Cina, ciascuno a un prezzo tra i 1.000 e i 2 mila euro, e ora ne possiede 12, disponibili a 80 euro l’ora. Richiedono molta cura: vengono lavati e trattati con prodotti speciali per mantenere il silicone liscio e morbido.

Evelyn Schwarz, fondatrice e proprietaria del Bordoll.

Schwarz, 30enne, è anche una mistress: nelle pratiche sadomaso riveste il ruolo di dominatrice. È orgogliosa delle sue bambole e non trova ci sia nulla di “malato” a riguardo: «È esattamente come quando una donna tira fuori un dildo dal cassetto, per darsi piacere la sera» argomenta. Elenca i vantaggi di questi sex toy in forma umana rispetto a una donna vera: «Non sentono nulla, sono sempre belle, non si ammalano, non si lamentano». Con loro i clienti possono dar sfogo a ogni fantasia. «Quando fai sesso, normalmente devi considerare l’altra persona», ha spiegato un cliente, «mentre a una bambola non devi mai chiedere se le è piaciuto. Posso pensare solo alle mie esigenze». Alcuni vengono per provare, incuriositi dall’esperienza, ma la maggior parte sono habitué. Di ogni età e area sociale, qualche coppia, molti uomini. Tutti si dichiarano soddisfatti, a parte forse qualche difficoltà nel disporre la bambola nelle posizioni desiderate. Apprezzano in modo particolare di non dover negoziare per servizi extra. C’è chi sviluppa un attaccamento emozionale alla bambola e si rattrista quando si rompe. C’è anche chi, trascinato dall’entusiasmo, danneggia o squarcia le bambole. Ma niente paura: si possono sostituire.

AL BORDOLL LAVORANO ANCHE NORMALI PROSTITUTE

Nella casa di appuntamenti di Schwarz, attivo dal 2014, lavorano anche normali prostitute. In Germania la prostituzione è legale grazie a una legge proposta dai Verdi e approvata dalla coalizione socialdemocratica nel 2002. Da allora per le prostitute è previsto un regolare contratto di lavoro ed è stabilito che la loro attività non debba considerarsi “immorale”. Nuove regole sono state introdotte nel 2017 con il Prostitute Protection Act: le sex worker devono registrarsi presso il governo e dimostrare di aver ricevuto consulenza medica; i bordelli devono ottenere un permesso e garantire adeguati standard di igiene; è vietato che una donna sia chiamata a soddisfare più uomini contemporaneamente, e il preservativo è obbligatorio. Inoltre, chi faccia consapevolmente sesso con prostitute vittime di sfruttamento viene sanzionato. Il provvedimento mira a contrastare i traffici illegali, che non sono scomparsi nonostante la regolamentazione e colpiscono soprattutto le donne emigrate dall’Europa dell’Est, più vulnerabili e spesso forzate nel settore.

La campagna Casr denuncia gli effetti nocivi sulla società dei robot sessuali, che spingerebbero gli uomini a considerare il corpo femminile come un oggetto e le prostitute come esseri inferiori

Proprio la difficoltà di comunicare con prostitute straniere ha stimolato Schwarz a usare le bambole. Il suo casino è specializzato in Bdsm, pratica in cui la comprensione verbale è fondamentale (la “parola di sicurezza”, se pronunciata, pone fine al gioco). Per ora le bambole non offrono grandi conversazioni, ma realtà come il Bordoll potrebbero precorrere sperimentazioni sempre più audaci, fino al sesso con i robot. In Giappone gli studi sull’intelligenza artificiale vengono già applicati in questo campo: non è da escludere che ciò avvenga anche in Europa. A questo scenario si oppone una campagna lanciata nel 2015, detta Campaign Against Sex Robots (Casr). Il movimento denuncia gli effetti nocivi sulla società dei robot sessuali, che spingerebbero gli uomini a considerare il corpo femminile come un oggetto e le prostitute come esseri inferiori.

LE CRITICHE A UNA PRATICA IN CUI IL CORPO FEMMINILE DIVENTA OGGETTO

Per Kathleen Richardson, leader di Casr e insegnante di etica e cultura robotica, «è l’alba di un mondo egocentrico, dove il sesso si definisce sempre più al di fuori delle relazioni umane». I robot sessuali alimenterebbero l’idea che un essere umano sia intercambiabile con una proprietà. I frequentatori di luoghi come il Bordoll, sostiene Richardson, dovrebbero essere aiutati a sviluppare rapporti umani sani, non incoraggiati a sfogare i loro istinti repressi in modo solo apparentemente innocuo. «Le bambole rappresentano esseri umani, molte hanno persino fattezze infantili. Accanirsi contro di loro con violenza è inaccettabile e potrebbe essere sintomo di gravi problemi». Al Bordoll in pochi mesi 10 bambole sono state rese inutilizzabili; alcune sono molto danneggiate nella zona dei genitali. Inermi sui divani, attendono di essere riciclate come articoli di seconda mano, vendute a poco prezzo.

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