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4 Settembre Set 2018 0931 04 settembre 2018

La sfida di Nike a Trump col testimonial Kaepernick

Il colosso Usa lancia la nuova campagna: al centro il quarterback che ha dato il via alle proteste dello sport stroncate dal presidente. Sui social la rabbia dei conservatori americani: scarpe e t-shirt in fiamme.

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Il più noto brand di abbigliamento statunitense al mondo si schiera contro Donald Trump. Anche così si può leggere la scelta di Nike di annoverare come testimonial dell'ultima campagna pubblicitaria Colin Kaepernick, l'ex quarterback dei San Francisco 49ers rimasto senza squadra dopo avere ispirato la protesta degli atleti americani in ginocchio durante l'inno nazionale.

LA PROTESTA DEGLI ATLETI CONTRO LE DISCRIMINAZIONI

A partire dall'estate 2016, Kaepernick smise di alzarsi in piedi nei momenti precedenti l'inizio degli incontri di Nfl per protestare contro le forme di discriminazione verso le persone di colore negli Stati Uniti. Un gesto che ebbe un seguito considerevole e che fu duramente condannato da Trump, arrivato a definire i giocatori aderenti alla protesta «figli di puttana».

Ora Nike ha scelto il 30enne free agent, al quale nessuna squadra ha voluto offrire un ingaggio al termine del suo contratto con i 49ers, come simbolo della sua nuova campagna, ispirata dal motto «Credi in qualcosa, anche se significa sacrificare tutto».

MAGLIE E SCARPE DATE ALLE FIAMME PER PROTESTA

Un'iniziativa che non poteva passare inosservata e che ha immediatamente scatenato reazioni fragorose, a cominciare dalla clamorosa protesta che ha preso il via negli ambienti conservatori a stelle e striscie. In tanti hanno postato in Rete video e foto nei quali danno alle fiamme maglie, cappelli e scarpe griffate Nike, lanciando di fatto un boicottaggio all'indirizzo dello Swoosh, fortemente appesantito anche a Wall Street.

D'altro canto i toni utilizzati da Trump nei confronti degli atleti impegnati nella protesta erano stati particolarmente duri e c'è da attendersi che il presidente possa dire la sua anche contro Nike, in passato invece molto vicina al suo predecessore Barack Obama. Tanto che l'ex presidente degli Stati Uniti, nel 2015, visitò il quartier generale in Oregon ricevendo in cambio due paia di scarpe a lui dedicate.

LA SOLIDARIETÀ DELLE CELEBRITÀ AMERICANE

«Crediamo che Colin sia uno degli atleti della sua generazione ad aver dato maggiore fonte di ispirazione», ha spiegato senza entrare nel merito delle polemiche Gino Fisanotti, vice-presidente del brand per il Nord America, «lui è uno tra quelli che ha fatto leva sul potere dello sport per aiutare il mondo ad andare avanti». Molte stelle dello spettacolo si erano già schierate al suo fianco, da Jay-Z a Serena Williams, che ancora una volta, nell'occasione, ha ribadito il suo sostegno a Kaepernick.

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