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6 Settembre Set 2018 1240 06 settembre 2018

L'avvertimento della Francia sulle elezioni in Libia

Una nota del Quai d'Orsay spiega che chi ostacolerà il processo politico dovrà rispondere dei propri atti. Moavero Milanesi: «Curioso che la data del voto sia decisa dall'esterno».

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La nota diffusa dal ministero degli Esteri francese non lascia dubbi: «In appoggio alle Nazioni Unite e al fianco dei suoi partner, la Francia è determinata a lavorare al proseguimento del processo politico e all'organizzazione di elezioni entro la fine dell'anno» in Libia. A due giorni dalla tregua raggiunta a Tripoli, Parigi fa sapere che «chi cerca di ostacolare il processo politico dovrà rispondere dei propri atti». E invita «la comunità internazionale, le organizzazioni regionali e l'insieme degli amici della Libia ad unire gli sforzi in questa direzione, in particolare, in occasione della settimana di Alto livello all'Assemblea generale delle Nazioni Unite». Il 5 settembre il ministro francese per Europa ed Affari Esteri, Jean-Yves Le Drian, ha parlato al telefono con il segretario generale Onu, Antonio Guterres e il rappresentante speciale per la Libia, Ghassan Salamé. Le Drian ha espresso soddisfazione per «l'accordo di cessazione delle ostilità» concluso dopo dieci giorni di scontri a Tripoli. Ha inoltre ribadito la condanna della Francia per le «violenze e gli oltraggi alla stabilità e all'autorità del governo di intesa nazionale. Ha garantito agli interlocutori il sostegno totale della Francia alla mediazione delle Nazioni Unite e al piano d'azione ricordato il 6 giugno dal presidente del consiglio di sicurezza e il 16 luglio da Ghassan Salamé», si conclude nella nota diffusa dalla diplomazia francese.

MOAVERO: «CURIOSO CHE LA DATA DEL VOTO SIA DECISA FUORI»

Anche la posizione dell'Italia sul voto è netta. «La nostra posizione è che quando fare le elezioni lo devono stabilire i libici e le loro istituzioni. Noi non fissiamo date», ha detto il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi alle commissioni congiunte Esteri e Difesa di Camera e Senato proprio il 6 settembre. E ha proseguito: «Su questa questione esiste una dialettica, dentro e fuori l'Italia. Ma è curioso che le date siano stabilite dall'esterno». Intanto Roma prosegue per la sua strada confermando la volontà di organizzare una conferenza di pace simile a quella di Parigi. «La conferenza sulla Libia si terrà in Italia a novembre nel formato 'di Roma', quindi con la partecipazione anche di Cina e Stati Uniti», ha aggiunto Moavero Milanesi: «Il luogo potrebbe essere la Sicilia, ma non è ancora stato deciso».

«ESTREMISMO È NEMICO COMUNE, MA LA FRANCIA CI RISPETTI»

Secondo Moavero «c'è un nemico di tutti in Libia ed è d'estremismo, il fondamentalismo. Non è questione solo di bisticci, competizione con questo o quell'altro Paese europeo». Il ministro ha voluto buttare acqua sul fuoco della concorrenza con Parigi: «Con la Francia abbiamo fatto una dichiarazione appena due giorni fa, anche il 1 settembre. Mi riconosco nelle dichiarazioni del presidente Macron sulla necessità di dialogare con tutti e sostenere lo sforzo dell'Onu». E ha infine aggiunto: «Che poi nell'Unione europea esista da sempre una miscela di cooperazione e competizione non lo scopriamo qui. Sono dinamiche che vanno bene se si tengono nei limiti della gestibilità». Più diretta la ministra della Difesa Elisabetta Trenta: «Con la Francia siamo amici, cugini, concorrenti e cooperanti. Con la Francia bisogna parlare ma la Francia rispetti Italia», ha dichiarato il ministro della Difesa. Proprio il 6 dicembre l'Eliseo ha diramato una nota in cui si riferisce di un colloquio telefonico tra Emmanuel Macron e il premier libico Fayez al Serraj (che dal 6 settembre assume anche l'incarico di ministro della Difesa, lasciato vacante dalle dimissioni di Mahdi al Barghathi): «La comunità internazionale», si legge nella nota, «deve imperativamente rimanere unita e determinata per agire contro tutti coloro che cercano di frenare o indebolire il processo politico volto all'organizzazione delle elezioni attese dal popolo libico per scegliere i suoi futuri dirigenti».

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