Arresti Manifestazione Russia Navalny
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Aggiornato il 11 settembre 2018 9 Settembre Set 2018 1810 09 settembre 2018

Centinaia di manifestanti sono stati arrestati in Russia

Oltre 1.000 persone fermate per aver partecipato a una manifestazione indetta da Navalny contro la riforma del sistema pensionistico. A Mosca, intanto, Sobyanin è stato confermato sindaco.

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In Russia urne aperte (si votava per le Amministrative) e scontri di piazza. La giornata nazionale di protesta contro l'odiata riforma delle pensioni, indetta dall'oppositore Alexei Navalny (opportunamente spedito 10 giorni fa in carcere amministrativo così da fargli saltare l'appuntamento), ha avuto successo. La gente si è infatti riversata in strada in tutto il Paese, come sempre soprattutto a Mosca e San Pietroburgo, sfidando i divieti delle autorità. Non una folla oceanica, va detto, ma numeri che comunque testimoniano un disagio diffuso.

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FERMATE 1.018 PERSONE IN VARIE CITTA' DELLA RUSSIA

Così sono fioccati i fermi. Stando a Ovd-Info, Ong che monitora fermi e arresti effettuati dalla polizia, sarebbero almeno 1.018 le persone arrestate. Secondo l'organizzazione, 452 persone sono state fermate a San Pietroburgo, 183 a Ekaterinburg, 60 a Krasnodar, 43 a Omsk, 43 a Mosca, 23 a Perm, 22 a Kazan. Nella capitale i sostenitori di Navalny si sono dati appuntamento nella centrale piazza Pushkin (tra le 2 e le 4mila persone) e dopo, in piccoli gruppi, si sono diretti verso il Cremlino.

IN PIAZZA GIOVANI E GENITORI

Tra gli slogan più gettonati il sempreverde "Putin ladro", "Putin quando vai in pensione?" e "Via lo Zar", cantato a squarciagola proprio davanti al palazzo del Senato. Poi l'intervento deciso della polizia, che ha manganellato alcuni dimostranti (praticamente in diretta-Twitter). Tra i fermati anche molti collaboratori di Navalny (quelli ancora in libertà) come Ruslan Shaveddinov, ex portavoce della campagna elettorale di Navalny, e Dmitry Nizovceva, reporter del canale YouTube 'NavalnyLive', arrestato mentre stava facendo una diretta. «Non posso più continuare ad avere paura di protestare», ha raccontato Olga Sokolova, operaia 52enne che contava di andare in pensione fra tre anni e che ora rischia di dover aspettare fino a 60. Ed è forse questa la grande differenza della piazza di oggi: oltre ai giovanissimi sostenitori di Navalny in strada sono scesi anche i loro nonni. O perlomeno alcuni.

SCARSA AFFLUENZA ALLE AMMINISTRATIVE

Il populista Vladimir Zhirinovsky, leader dei liberaldemocratici (solo di nome) e veterano della politica, si è presentato a piazza Pushkin per chiedere alla folla di «non violare la legge» e tornare a casa ma è stato pesantemente insultato (gli hanno lanciato persino una scarpa). Insomma, non una gran accoglienza per chi ha sempre fatto il pieno dei voti proprio fra gli elettori più 'âgée'. L'affluenza alle urne, modesta, racconta bene l'apatia elettorale dei russi, che ormai s'infiammano solo (ma non troppo) per la sola tornata che conta, quella per il Cremlino.

SOBYANIN CONFERMATO SINDACO DI MOSCA

L'unica carica davvero importante in lizza - tra governatori (tutti indicati da Putin) e deputati locali - è quella da primo cittadino di Mosca, dove ha trionfato il sindaco uscente Serghei Sobyanin. Secondo la Tass, ha ottenuto il 69,72% delle preferenze quando è stato scrutinato il 91,9% delle schede. Gli altri contendenti seguono a notevole distanza: Vadim Kumin, del partito comunista, ha ottenuto l'11,54% dei voti, Ilya Sviridov di Russia Giusta il 7,16%, Mikhail Degtyarev, del nazionalista partito liberaldemocratico (Ldpr), il 6,81%. Molto bassa l'affluenza, al 30,28%, addirittura inferiore al 32,07% di cinque anni fa. A molti oppositori era stata negata la candidatura.

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