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11 Settembre Set 2018 1541 11 settembre 2018

Cosa ha detto Orban al parlamento europeo

Il premier ungherese alla vigilia del voto Ue su Budapest: «Fermeremo l'immigrazione clandestina anche contro di voi, se necessario». Lega e M5s si dividono sulle sanzioni, il Ppe lascia libertà di voto.

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«Sono qui per difendere la mia patria». Con queste poche parole, il pomeriggio dell'11 settembre, Viktor Orban ha iniziato l'intervento nell'aula del parlamento europeo a Strasburgo, alla vigilia del voto della plenaria che deve esprimersi sull'adozione di una procedura per violazione dello Stato di diritto contro Budapest, prevista dall'art.7 del Trattato sull'Ue. «Voi vi siete già fatti un'idea e il mio intervento non vi farà cambiare opinione, ma sono venuto lo stesso», ha detto Orban. «Non condannerete un governo, ma l'Ungheria che da mille anni è membro della famiglia europea». Secondo il premier, «l'Ungheria sarà condannata perché ha deciso che non sarà patria di immigrazione. Ma noi non accetteremo minacce e ricatti delle forze pro-immigrazione: difenderemo le nostre frontiere, fermeremo l'immigrazione clandestina anche contro di voi, se necessario».

Le cose da sapere sul "processo" della Ue a Orban

Mondo Strasburgo decide sulla procedura contro l'Ungheria per violazione dello Stato di diritto. Accuse, modalità di voto, schieramenti, possibili conseguenze: analisi di un evento senza precedenti. Gli occhi dell'Europa sono puntati sul Partito popolare ( Ppe). Mercoledì 12 settembre il parlamento di Strasburgo è chiamato a decidere se avviare contro l' Ungheria la procedura per violazione dello Stato di diritto.

ORBAN: «IL RAPPORTO SARGENTINI? CONTIENE 37 ERRORI»

Orban ha criticato senza mezzi termini la relazione redatta dall'eurodeputata dei Verdi Judith Sargentini, che accusando il governo di Budapest di una serie di violazioni - dal settore dei media al sistema di accoglienza (qui il documento integrale) - ha innescato il voto del 12 settembre. «Ho accettato compromessi» sul sistema giudiziario e elettorale, ha detto il premier, ma «questa relazione vuole buttare alle ortiche accordi conclusi da anni. State dando un colpo grave al dialogo costruttivo», ha aggiunto, sottolineando che la relazione del parlamento «contiene 37 errori». Orban ha poi allargato il discorso alle differenze culturali tra il suo Paese e altri Stati membri della Ue: «Noi abbiamo una visione diversa sul cristianesimo, pensiamo in modo diverso sulla famiglia e la migrazione, ma se vogliamo che l'Unione europea sia unita nella diversità, questo non è un motivo per escludere l'Ungheria dal processo decisionale».

LA POSIZIONE DEL PPE: «POTREMMO VOTARE LE SANZIONI»

Il partito di Orban, Fidesz, fa parte del Partito popolare europeo (Ppe), il gruppo più numeroso dell'assemblea, che però appare spaccato sull'approccio da adottare. Il leader dei Popolari, Manfred Weber, nella serata che precede il voto ha dichiarato che il suo gruppo lascerà libertà di voto ai suoi parlamentari ma che lui personalmente voterà a favore della procedura come «molti colleghi». Poche ore prima aveva detto: «La mia famiglia politica deciderà stasera, ma voglio dire a tutti che se non ci sarà la disponibilità a risolvere i problemi da parte del governo ungherese, si farà scattare l'articolo 7». Joseph Daul, presidente del Ppe nel corso della giornata ha lasciato il suo pensiero a un post su twitter: «L'Unione europea è basata su libertà, democrazia, equita e libertà accademica, importanza della legge, rispetto per i dirittu umani e società civile libera. Ci sono valori inviolabili che il Ppe non può compromettere per la propria affiliazione politica».

ITALIA SPACCATA TRA CENTRODESTRA E M5S

Tra i partiti del Ppe, Forza Italia ha ufficializzato il proprio appoggio al premier ungherese. C'è stata anche una telefonata tra Silvio Berlusconi e il leader magiaro, fanno sapere fonti di Forza Italia. Nella conversazione, il Cav ha annunciato che gli eurodeputati azzurri voteranno contro la richiesta di attivazione dell'articolo 7 del trattato Ue. Sulla stessa lunghezza d'onda la Lega di Matteo Salvini, alleato di Orban, mentre il gli europarlamentari del M5s voteranno per approvare la relazione con cui l'Eurocamera chiede l'avvio della procedura contro l'Ungheria. «Questa Europa ipocrita. Per noi Orban, Macron, Merkel e Junker sono fatti della stessa pasta. Hanno lasciata sola l'Italia perché non aprono i loro porti e non accettano i ricollocamenti dei migranti. Il M5s è in Europa per difendere gli interessi degli italiani!», hanno scritto in una nota.

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