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12 Settembre Set 2018 1312 12 settembre 2018

Il parlamento europeo condanna il governo Orban sui diritti

La maggioranza dei deputati di Strasburgo ha votato a favore dell'attivazione dell'articolo 7. Quello che riguarda la violazione dei principi fondamentali dell'Unione. 

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Alla fine la maggioranza c'è stata. E il parlamento europeo ha deciso di "condannare" l'Ungheria di Viktor Orban dando il via libera alla procedura dell'articolo 7, quella che riguarda le violazioni dei diritti fondamentali dell'Unione europea, la minaccia alla democrazia e allo stato di diritto (qui il rapporto sulle gravi violazioni della libertà di stampa e non solo su cui i deputati erano chiamati a esprimersi). È la prima volta nella sua storia che l'Europarlamento ha dato il via libera a una tale procedura. L'esito del voto, incerto, dipendeva soprattutto dallo schieramento dei deputati del Partito popolare europeo, che è anche il partito del leader ungherese.

448 VOTI A FAVORE DELLA MOZIONE

A favore hanno votato 448, 197 si sono espressi contro, 48 si sono astenuti, per un totale di 693 votanti. Ora la parola passa al Consiglio e quindi ai capi di Stato e di governo. Sul punto l'alleanza giallo verde al potere a Roma si è spaccata in due: da una parte il M5s che ha votato a favore della procedura contro il governo Orban, e la Lega che ha votato a favore appaiata a Forza Italia di Silvio Berlusconi che di Orban è amico di lunga data. «L'Ue è una comunione di valori, e può funzionare solo se tutti rispettano e difendono i valori comuni», ha detto il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert, rispondendo a una domanda in conferenza stampa a Berlino, su quale sia la posizione generale della cancelliera sull'Ungheria. Seibert non ha commentato invece la votazione del Parlamento Ue sulle sanzioni, sottolineando che bisogna attendere anche la decisione del Consiglio. Il movimento 5 Stelle è stato l'unico all'interno del suo gruppo (Efdd) a votare in favore delle sanzioni all'Ungheria di Viktor Orban mentre gli europarlamentari della Lega, insieme a tutti gli altri componenti del gruppo Enf, hanno votato contro. La maggioranza del Ppe ha invece votato a favore. Solo 59 i contrari, tra cui Forza Italia, e 28 gli astenuti.

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