Votazione Copyright Ue Cosa Cambia Parlamento Europeo
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12 Settembre Set 2018 1200 12 settembre 2018

Cosa c'è in gioco nella votazione dell'Unione europea sul copyright

Proteste di Wikipedia e presunte minacce alla libertà. Interessi di artisti, musicisti, giornalisti ed editori. Business dei "colossi del web". La posta in palio sulla normativa approvata dall'Europarlamento.

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"Colossi del web" dipinti come spauracchi, (presunte) minacce alla libertà del web, un business da miliardi di euro. È tutto quello che era in gioco attorno al tema del copyright, su cui l'Unione europea ha approvato la riforma mercoledì 12 settembre 2018 dopo il nulla di fatto di luglio. Sul tema dei diritti d'autore da una parte si erano schierati artisti, musicisti, giornalisti ed editori; dall'altra le piattaforme monopoliste, da YouTube a Facebook. Gli eurodeputati sono dunque intervenuti sulle delicate sorti dell'evoluzione del web, ma anche dell'editoria e dell'industria culturale. Mentre le lobby hanno esercitato forti pressioni, con un'impennata delle attività: +179% di telefonate e 4,5 milioni di mail inviate a membri del parlamento, assistenti e funzionari. La plenaria di Strasburgo ha approvato con 438 voti a favore, 226 contro e 39 astensioni. È stato anche adottato a maggioranza il mandato per cominciare i negoziati con Consiglio e Commissione Ue, necessari per arrivare alla definizione del testo legislativo finale (leggi anche Cosa cambia con la riforma).

Legge sul copyright Ue, cos'è e perché si parla di #SaveInternet

Politica L'europarlamento, politicamente spaccato, rimanda l'avvio dei negoziati sulla riforma. Giganti del web contro editori e autori. Proteste di Wikipedia. Pd a favore e Lega contraria. Qual è la posta in gioco. Strasburgo ha preso tempo sulla legge sul copyright.

PERCHÉ PROTESTA WIKIPEDIA: BAVAGLIO E LIBERTÀ DI PANORAMA

L'enciclopedia online Wikipedia da mesi si batteva contro la direttiva sul copyright: «Wikipedia non si è mobilitata solo per salvare se stessa, ma per difendere la Rete libera. La comunità attiva vuole diffondere e difendere la conoscenza libera e preservare il web come spazio aperto anche per le realtà con meno visibilità», aveva spiegato Maurizio Codogno, portavoce di Wikimedia Italia. Anche il vicepremier Luigi Di Maio si è detto contrario al discusso articolo 11 sulla link tax per accordi tra editori e piattaforme e all'art. 13 sui filtri, per accordi tra industria creativa e piattaforme, mentre la Lega di Matteo Salvini ha parlato già in passato di «bavaglio all'informazione» aderendo alla campagna social #SaveInternet. Wikipedia si è battuta anche per la "libertà di panorama", cioè la possibilità di scattare e utilizzare fotografie di edifici, opere e luoghi pubblici, senza violare nessun diritto d'autore.

La protesta di Wikipedia con le foto "oscurate".

Wikipedia in particolare ha messo nel mirino alcuni aspetti della legge sul copyright. La protesta interessa un articolo che impone di pre-filtrare i contenuti realizzati dagli utenti. «La legge sul diritto d'autore riguarda qualsiasi cosa tu faccia su internet, dal condividere articoli di giornale al caricare le tue foto delle vacanze per contribuire al sapere su Wikipedia», si legge nel comunicato pubblicato nella homepage dell'enciclopedia online . «Wikimedia auspica una legge che salvaguardi il pubblico dominio e che non obblighi a pre-filtrare inefficacemente i contenuti. Le decisioni che prenderemo ora o promuoveranno un ambiente in cui Wikipedia e il sapere fioriranno, o mineranno la capacità delle persone di collaborare liberamente su internet».

Wikipedia, perché non funziona e contro chi protesta

"La mia sensazione è che la protesta duri fino a giovedì, oltre non avrebbe senso": così Maurizio Codogno, portavoce di Wikimedia Italia ha commentato all'Ansa l'oscuramento della versione italiana di Wikipedia decisa dai volontari attivi sulla enciclopedia online, in risposta alla direttiva Ue sul copyright che si vota il 5 luglio.

LE RAGIONI DEI FAVOREVOLI: REGOLAMENTARE I COLOSSI DELLA RETE

Il presidente del Parlamento europeo Tajani ha celebrato il voto via twitter: «La direttiva sul diritto d'autore è una vittoria per tutti i cittadini. Oggi il Parlamento europeo ha scelto di difendere la cultura e la creativita' europea e italiana, mettendo fine al far-west digitale». In prevedenza Tajani, Intervistato dal Qn, aveva bollato come "fake news" la notizia di una possibile chiusura di Wikipedia: «Non viene minacciata la libertà di nessuno. Wikipedia e piattaforme simili non sono assolutamente toccate dalla proposta di direttiva in votazione. Il tutto fece parte delle operazioni poco limpide messe in atto da chi tese e tende anche adesso a influenzare il libero voto dei parlamentari europei». Il vicepresidente della Commissione Ue Andrus Ansip ha spiegato che «è essenziale che l'Aula colga questa opportunità per adottare nuove regole, altrimenti ci sarà un solo vincitore: le grandi piattaforme».

Il vero sconfitto sul copyright è il commissario Oettinger

Politica La Google tax era la sua priorità. Sotto la spinta dei grandi gruppi editoriali Ue, Axel Springer in testa. E con l'appoggio del Ppe tedesco. Il parlamento europeo ha bloccato la direttiva sul copyright: 318 eurodeputati si sono opposti al via libera ai negoziati finali con il Consiglio Ue.

IL VOTO IN AULA: POPOLARI E SOCIALISTI SOSTENGONO LA DIRETTIVA

L'obiettivo del relatore, il popolare tedesco Axel Voss, era far convergere più voti possibili dei Popolari europei e dell'alleanza Socialisti e democratici (Forza Italia e la stragrande maggioranza del Pd ha dato il suo sostegno) sui suoi emendamenti, che specificano ulteriormente che i link sono esclusi dalle norme (art. 11), e che non è previsto filtraggio automatico dei contenuti caricati online, ma una cooperazione tra detentori dei diritti e grandi piattaforme, tenendo quindi fuori le piccole (art. 13). Però Verdi, sinistra unitaria, il gruppo Efdd (Europa della libertà e della democrazia diretta) con il Movimento 5 stelle oltre a gruppi trasversali di liberali, S&d (inclusi alcuni Pd) e altri hanno proposto ulteriori modifiche che puntano invece a eliminare del tutto o a snaturare gli articoli 11 e 13.

GIORNALISTI CONTRO LE PIATTAFORME: «A RISCHIO IL NOSTRO MESTIERE»

Per smuovere gli indecisi è stato mobilitato anche il musicista fondatore dei Fugees Wyclef Jean, contrario alla riforma Ue che secondo lui «fermerà gli artisti dal creare il futuro». Secondo il distributore Artist First invece è la situazione attuale che «mette a rischio migliaia di posti di lavoro in Italia». YouTube, è stato ricordato durante il dibattito in Aula, rappresenta infatti il 94% del consumo di musica online ma meno del 3% dei ricavi per il settore. Anche giornalisti ed editori, guidati dal reporter di guerra e responsabile dell'ufficio Afp di Bagdad Sammy Ketz, hanno preso la parola a Strasburgo per spiegare le conseguenze - la fine dei fondi e quindi del mestiere - se le piattaforme continueranno a non remunerare per i contenuti che sfruttano.

Cosa cambia con la riforma del copyright

I giganti del web come Facebook o YouTube dovranno remunerare i contenuti prodotti da artisti e giornalisti, e diventano responsabili per le violazioni sul diritto d'autore dei contenuti da loro ospitati. Le piccole e micro piattaforme sono invece escluse dal campo di applicazione della direttiva.

DI MAIO ALL'ATTACCO: «È CENSURA, VERGOGNA UE»

Su Facebook il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio ha commentato duramente l'approvazione della riforma: «Una vergogna tutta Europea, il parlamento europeo ha introdotto la censura dei contenuti degli utenti su internet. Stiamo entrando ufficialmente in uno scenario da Grande Fratello di Orwell». Poi ha aggiunto che il M5s è pronto a battersi «nei negoziati tra i governi, in parlamento europeo e nella Commissione europea» contro il provvedimento e assicurando che «alla prossima votazione d'aula la direttiva verrà nuovamente bocciata».

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