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13 Settembre Set 2018 2052 13 settembre 2018

L'Onu boccia la proposta di Parigi sulla Libia: no al voto in dicembre

Strappo del Consiglio di sicurezza con la Francia: non passa il piano Macron sulle elezioni a fine anno. Esteso il mandato della missione Unsmil fino al settembre 2019.

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Lo strappo sulla Libia si consuma attorno al tavolo del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite: la proposta di Parigi di elezioni nel Paese nordafricano il prossimo 10 dicembre - il cosiddetto piano Macron - non passa. Nella risoluzione, proposta dalla Gran Bretagna e varata all'unanimità dai 15, viene esteso il mandato della missione Unsmil di un anno fino al settembre 2019, ma non compare la data fortemente caldeggiata dall'Eliseo e dal Quai d'Orsay, osteggiata invece da Washington e da altre capitali europee. A partire da Roma, che continua a chiedere un quadro costituzionale chiaro e condizioni di sicurezza adeguate per il voto.

IL NO SECCO DI ROMA

È proprio questa la linea fissata nella risoluzione varata dal Consiglio di sicurezza riunito al Palazzo di Vetro di New York, in cui ci si limita a chiedere «elezioni il prima possibile purché siano presenti le necessarie condizioni di sicurezza, tecniche, legislative e politiche». Lo stesso ministro degli Esteri Enzo Moavero aveva espresso il suo disaccordo sull'insistenza di Parigi per il voto entro fine anno. «Io credo che a decidere la data delle elezioni debbano essere i libici. Né la Francia, né l'Italia, ma i libici», ha poi sottolineato anche il ministro della Difesa Elisabetta Trenta, spiegando come «il popolo libico deve poter decidere il suo futuro in libertà e in questo senso il nostro governo vuole dare loro il massimo supporto. L'obiettivo è la stabilità dell'area e le pressioni non fanno bene». Il governo francese, prima dell'incontro del Consiglio di sicurezza, aveva ribadito che «la Francia continuerà con i suoi partner a sostenere gli sforzi delle autorità libiche e delle Nazioni Unite per garantire il proseguimento del processo politico e, in particolare, le condizioni per la tenuta di elezioni entro la fine dell'anno».

IL BRACCIO DI FERRO CONTINUA

«La Francia», si legge nella nota del Quai d'Orsay, «è convinta che solo una soluzione politica, sotto l'egida delle Nazioni Unite, permetterà di stabilizzare la Libia in modo duraturo. Questo è l'obiettivo della roadmap del Rappresentante speciale del segretario generale delle Nazioni Unite, Ghassan Salamé, e il senso degli impegni assunti a Parigi il 29 maggio scorso dai principali protagonisti libici. È anche la volontà che hanno manifestato i libici iscrittisi massicciamente nelle liste elettorali». Il braccio di ferro sembra dunque destinato a durare ancora a lungo, e probabilmente a caratterizzare anche buona parte dei lavori dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite a fine settembre. Intanto il parlamento di Tobruk, secondo quanto riportano diverse fonti, ha approvato la legge per tenere l'atteso referendum costituzionale: un passo molto importante proprio verso lo svolgimento di elezioni in Libia.

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