Ue: Macron, rafforziamo sicurezza
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13 Settembre Set 2018 1339 13 settembre 2018

Macron lancia il piano anti-povertà

Il presidente francese presenta le misure quadriennali che valgono 8 miliardi. La più attesa è il reddito universale che sarà attivo dal 2020. 

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Emmanuel Macron, in evidente difficoltà tra scandali, ministri in fuga e sondaggi in picchiata, ha annunciato l'introduzione del reddito universale entro il 2020. La misura, che punta a garantire che tutti possano «vivere degnamente», è stata illustrata nel quadro del nuovo piano anti-povertà presentato il 13 settembre dal presidente francese.

IL REINSERIMENTO NEL MONDO DEL LAVORO

«Con una legge nel 2020, creeremo un 'reddito universale di attività' per permettere a ognuno di vivere in modo decente», ha annunciato Macron, precisando che sarà un reddito «universale perché ognuno potrà pretenderlo non appena i suoi redditi passeranno al di sotto di una certa soglia». Per il leader di En Marche sarà «semplice, equo e trasparente». «Metteremo insieme il maggior numero di prestazioni sociali affinché si possa finalmente fornire una risposta unica per garantire che la gente viva degnamente», ha sottolineato. Ma il reddito di cittadinanza in salsa francese è anche un modo di riaccedere rapidamente al mondo del lavoro: un contratto con impegni e responsabilità reciproci, corredato da «diritti e doveri supplementari», ha precisato il presidente. Ogni beneficiario dovrà infatti iscriversi a un «percorso di inserimento in cui sarà impossibile rifiutare oltre due offerte ragionevoli di lavoro», ha concluso.

ANTI-POVERTÀ: UN PIANO DA 8 MILIARDI

Inizialmente previsto a inizio luglio, e poi rinviato, il piano anti-povertà - dotato di 8 miliardi di euro - è uno dei provvedimenti più attesi del mandato visto che la Francia nel 2016 contava quasi 8,8 milioni di cittadini in stato di povertà, il 14% della popolazione. Percentuale che sale al 19,8% tra i minori. Si tratta di un piano quadriennale messo a punto dall'Eliseo che spazia dalla copertura sanitaria agli asili, con una serie di misure di sostegno a una «strategia nazionale di prevenzione e lotta alla povertà». La strategia si fonda su due pilastri, prevenzione della precarietà, soprattutto dei più giovani, e aiuto al reinserimento nel mondo del lavoro.

E IL M5S GONGOLA: «SE LO DICE MACRON CI DARANNO RAGIONE?»

Tempestivo il commento del Movimento 5 Stelle Europa che ha rivendicato addirittura di essere apripista in Europa su questo tema. «Se lo dice Macron finalmente ci daranno ragione?», ha scritto in una nota la capodelegazione Laura Agea, dicendosi curiosa di sapere cosa ne avrebbe pdetto ora «Renzi e il Pd». «Il piano annunciato da Macron di reddito universale è la dimostrazione che siamo sulla strada giusta. Con il governo Conte, l'Italia è apripista in Europa nella lotta alla povertà. Siamo orgogliosi che anche altri Paesi, pur con qualche anno di ritardo, prendano spunto dalle nostre proposte». In realtà ci sono Paesi d'Europa che hanno istituito il reddito minimo garantito da anni, a partire dai nordici olandesi e belgi , che hanno misure più ambiziose di quella che aveva proposto il M5s dandole il nome del reddito di cittadinanza. Del resto anche Macron non ha voluto chiamarlo con il suo nome - tecnicamente entrambe le proposte sono una forma di reddito minimo garantito per contrastare la povertà -, ma ha preferito il nome di reddito "universale". C'è da dire che Laura Agea, capogruppo del M5s a Strasburgo, è però stata relatrice di una risoluzione che chiede alla Commissione di far inserire in tutti i Paesi membri una forma di reddito minimo garantito. Proprio Agea ha firmato il comunicato in cui si comunica che il reddito "di cittadinanza" verrà varato entro il 2019».

Il confronto tra il reddito minimo garantito o forme di sostegno anti povertà negli altri Paesi membri dell'Unione europea. (Rapporto Cer 2017)
La spesa per l'esclusione sociale nei diversi Stati Ue. (Rapporto Cer 2017).
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