Usa, Manafort verso accordo con Mueller
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14 Settembre Set 2018 0812 14 settembre 2018

Russiagate, Paul Manafort pronto a un accordo con Mueller

Il procuratore speciale che indaga sull'interferenza della Russia sarebbe pronto a trovare un'intesa con l'ex manager della campagna elettorale di Trump. Secondo i media americani sarebbe pronto a patteggiare.

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Brutte notizie in arrivo per il presidente americano Donald Trump: l'ex responsabile della sua campagna del 2016, Paul Manafort, sarebbe vicinissimo a raggiungere un accordo col procuratore speciale che indaga sul Russiagate, Robert Mueller. La conferma è arrivata da diversi media americani, Abc, Cnn, Fox News. L'ex capo della campagna elettorale di Donald Trump, si dichiarerà colpevole in tribunale per due capi di imputazione cospirazione contro gli Stati Uniti e cospirazione per ostruire la giustizia. Lo scrivono alcuni media Usa citando i nuovi documenti depositati dall'accusa in tribunale. I dettagli dell'accordo non sono noti. Ma sembra che questo porterà i capi d'accusa da sette a due, quelli per cui ha ammesso il patteggiamento. Non è ancora confermato se questa mossa porterà direttamente a una collaborazione con le indagini sulla possibile collusione tra Trump e il Cremlino.

ACCORDO A RIDOSSO DEL NUOVO PROCESSO A WASHINGTON

Manafort qualche settimana fa è stato condannato in Virginia per otto diversi capi di imputazione tra cui la frode bancaria. L'intesa arriverebbe in tempo prima dell'udienza preliminare del 14 settembre che vede imputato proprio l'ex manager in un secondo processo. Il collaboratore di Trump, imputato a Washington, deve rispondere di sette capi di imputazione legate alla sua attività illegale di lobbying per politici ucraini e per aver tentato di manipolare i testimoni. Non solo. Sempre nello stesso periodo i difensori di Manafort dovrebbero presentare nuove memorie difensive nel processo di appello in Virginia.

TUTTI GLI EX DI TRUMP PATTEGGIANO

L'eventuale patteggiamento di Manafort sarebbe solo l'ultimo di una lunga serie. Il primo in orgine di tempo fu il consigliere per la sicurezza nazionale Michael Flyn, che nel dicembre del 2017 si dichiarò colpevole di aver mentito all'Fbi sui suoi contatti con funzionari russi. Poi a febbraio era stato i turno del consigliere Rick Gates che si era detto colpevole del reato di cospirazione e di aver mentito agli uomini del Bureau. Ultimo in ordine di tempo è stato invece l'ex legale del tycoon, Michael Cohen che ha patteggiato per frode finanziaria lo scorso luglio.

BLOOMBERG PENSA DI CANDIDARSI PER LE PPRESIDENZIALI DEL 2020

Ma i pensieri per Trump, però potrebbero non finire. Michael Bloomberg, tre volte sindaco di New York e a capo di un impero dei media, vorrebbe infatti sfidare Donald Trump. Per questo starebbe valutando una discesa in campo alle presidenziali del 2020 nelle fila dei democratici, come riportano alcuni media Usa. Bloomberg, 76 anni, ha provato a correre per la Casa Bianca già nel 2008, 2012 e 2016, ma sempre come indipendente. Negli ultimi anni il miliardario magnate dell'informazione ha stanziato ingenti somme in battaglie anti-Trump, come sul clima o contro le armi.

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