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14 Settembre Set 2018 1513 14 settembre 2018

Scontro sui migranti al vertice di Vienna

Alta tensione all'incontro che riuniva i ministri degli Interni dei Paesi Ue. Scintille a distanza tra Roma e e Berlino. E Salvini litiga col lussemburghese Asselborn. Che sbotta al termine del battibecco.

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Tensione alle stelle al vertice di Vienna, chiamato a fare il punto sulla spinosa questione migranti, con le posizioni dei diversi Paesi Ue che sembrano rimanere ancora assai distanti. All'incontro tra i ministri dell'Interno a farla da padrone è stato di nuovo Matteo Salvini. Già prima dell'incontro la portavoce del ministro dell'interno tedesco Horst Seehofer aveva ribadito che per Berlino l'intesa sui migranti con l'Italia è chiusa: «L'accordo politico è stato preso» e mancano passaggi «tecnici», aveva detto, smentendo di fatto Salvini, che 24 ore prima aveva negato il raggiungimento dell'accordo.

LO SCONTRO TRA SALVINI E ASSELBORN

Come se non bastasse, il vicepremier italiano è stato anche al centro di un vivace botta e risposta col ministro degli Esteri lussemburghese Jean Asselborn. Alla frase pronunciata da Salvini durante il suo intervento («Non abbiamo l'esigenza di avere nuovi schiavi per soppiantare i figli che non facciamo più»), il collega lussemburghese (leggi il profilo) ha sbottato per poi commentare con l'imprecazione «merde alors» e aggiungere: «Occupatevi dei vostri soldi per aiutare a dare da mangiare ai vostri figli».

«Quello con la Germania, che non ho ancora firmato, sarà un accordo a tempo, fino a novembre, a saldo zero», ha spiegato più tardi Salvini in conferenza stampa assieme al ministro austriaco Herbert Kickl. «Non riguarderà il pregresso e sarà sottoscritto se la Germania ci darà una mano a sostenere il cambio delle regole della missione Sophia, che per colpa del governo Renzi ha sbarcato in Italia 45 mila persone». «Sono pronto a firmare», ha aggiunto, «ma deve essere favorevole a noi». E sul suo scontro con Asselborn ha aggiunto: «Stiamo aspettando a minuti il ministro del Lussemburgo per continuare il dibattito con toni pacati, lui prima è stato volgare».

L'ATTACCO ALL'INDIRIZZO DI MALTA

Quindi l'affondo all'indirizzo di Malta: «C'è un Paese membro che se ne sta ampiamente fregando dei suoi doveri, con ripetuti casi di molteplici navi, anche in difficoltà in acque maltesi, ignorate o accompagnate verso l'Italia, alla faccia della solidarietà». E d'accordo con Kicl ha ha rilanciato l'ipotessi per cui i migranti verrebbero riaccompagnati direttamente nei Paesi di origine laddove in presenza di accordi con questi ultimi. «Tra le nuove misure innovative ed efficaci», ha detto Salvini, «non è da escludere quella di un'identificazione sulle navi, una volta soccorsi i migranti a bordo dei barconi».

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