Beto Orourke
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Aggiornato il 19 settembre 2018 15 Settembre Set 2018 1200 15 settembre 2018

Chi è Beto O'Rourke, l'ex bassista che sfida Ted Cruz

Comizi sempre affollati, 23 milioni di dollari raccolti tra i piccoli sostenitori e una dialettica che ricorda Obama. Profilo del deputato con un passato da musicista che fa parlare il Texas.

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Bassista punk, skater e candidato per il Senato. Gli Stati Uniti, e soprattutto i democratici, stanno impazzendo intorno all'astro nascente della politica americana: Beto O'Rourke. Addirittura c'è chi ha parlato di un candidato kennediano e chi ha detto che il suo percorso ricorda quello di Barack Obama nel 2007. Il 45enne, già membro della Camera, ha vinto le primarie democratiche per correre alle elezioni di metà mandato che si terranno il prossimo 6 novembre. L'obiettivo è quello di strappare il posto di senatore texano a Ted Cruz. Quel Cruz che contese a Donald Trump la nomination repubblicana per la Casa Bianca nel 2016. Fino all'inizio dell'estate la candidatura del dem era sembrata velleitaria. Il Texas rimane uno Stato rosso, saldamente in mano al Gop, ma una campagna elettorale spregiudicata e nuovi sondaggi dimostrano che nello Stato della stella solitaria qualcosa sta cambiando.

Uno degli affollati comizi di O'Rourke.

DAL PUNK AL SEGGIO DEL CONGRESSO

Nato a El Paso, O'Rourke prima di lanciarsi in politica ha avuto una fase punk. Tra la fine degli Anni 80 e i primi Anni 90 si dedicò a una serie di concerti arrivando anche a trasferirsi a New York per un certo periodo. Dopo la fase musicale arrivò quella da studente con una laurea alla Columbia University e poi un lavoro in un'impresa che produceva software. Nel 2005 intraprese invece la carriera in politica. Figlio di una famiglia di origine irlandese, O'Rourke è stato eletto nel consiglio comunale di El Paso nel 2005, mentre nel 2012 è diventato deputato per il distretto di El Paso.

La copertina di un album dei Foss, la band in cui suonava il candidato dem (il primo sulla sinistra).

UN POLITICO DI ESPERIENZA CHE NON RICORDA L'ESTABLISHMENT

Al Congresso ha fatto parte del comitato per le forze armate e i veterani e lavorato a proposte di legge proprio per i reduci delle varie guerre americane. Nonostante sia sulla scena politica da oltre 10 anni, il deputato è stato bravo a costruire un'immagine che lo allontana dall'elitismo che negli ultimi anni hanno caratterizzato deputati e senatori. E in un tempo in cui gli elettori hanno bocciato sonoramente gli appartenenti all'establishment, come ha mostrato la soprendente vittoria di Alexandria Ocasio-Cortez a New York, questa caratteristica di O'Rourke potrebbe giocare un ruolo chiave.

UN PROGRAMMA LIBERAL IN UNO STATO CONSERVATORE

Il programma di O'Rourke è sbilanciato a sinistra, su alcuni temi. Il supporto alla riforma del meccanismo di gestione dei flussi migratori, la creazione di un sistema sanitario universale, l'estensione dei diritti civili per la comunità Lgbt, la riforma delle leggi sulla tutela ambientale e una legge di buon senso sulle armi da fuoco. Tutte proposte che in tante città o Stati sarebbero normali, ma in Texas suonano quasi come socialiste.

UNA CAMPAGNA ELETTORALE TUTTA NUOVA

In un intervista a Vanity Fair ha raccontato di aver ripensato il modo di fare campagna elettorale: «I democratici in Texas perdono le elezioni per il Senato da 30 anni. Quindi a questo punto puoi fare le stesse cose, parlare con gli stesse persone, seguire gli stessi sondaggi, oppure puoi correre come se non avessi niente da perdere». Per questo uno dei suoi obiettivi durante la campagna elettorale è stato quello di visitare tutte le 254 contee che compongono il Texas con la sua Toyota Tundra. Il modo di condurre la campagna si sta dimostrando innovativo come l'uso popolare e non populista dei social. Ne è un esempio il primo spot elettorale, girato con un iPhone e costruito solo con le immagini girate durante i comizi e visto da quasi due milioni di utenti. Proprio i comizi sono diventati uno dei marchi di fabbrica del candidato, sempre pieni di gente e molto partecipati. Gli analisti di politica americana hanno cercato di spiegare questo fermento anche attraverso le capacità di O'Rourke di parlare alla gente. Now This News ha recuperato un passaggio di uno dei tanti interventi in cui rilanciava la sua difesa dei giocatori di football che si inginocchiavano durante l'inno per protestare contro le condizioni degli afroamericani. Al 4 settembre quel video è stato visto da oltre 18 milioni di persone. E proprio su una questione così delicata come la protesta dell'Nfl lo stile di Beto è stato definito come apertamente anti-trumpiano.

L'IMMAGINE DI ANTI-TRUMPIANO

Al Congresso O'Rourke è stato uno dei più aggressivi nei confronti del presidente Trump e uno dei primi a chiedere a gran voce l'impeachment dopo il vertice di Helsinki tra il tycoon e il presidente russo Vladimir Putin del luglio scorso. Il deputato è stato fortemente critico nei confronti della politica migratoria della Casa Bianca, in particolare con la "tolleranza zero" e la separazione delle famiglie dei migranti lungo il confine con il Messico. E proprio in merito a questo, da texano, si è sempre detto contrario al muro. A un anno dalla distruzione portata dall'uragano Harvey, O'Rourke ha rilanciato la proposta di spendere miliardi di dollari non per alzare una barriera anti-migranti, ma per creare un sistema di difesa che protegga lo Stato dai disastri naturali.

UN CANDIDATO CAPACE DI RACCOGLIERE OLTRE 20 MILIONI DI DOLLARI

Condurre una campagna elettorale negli Usa costa. E anche in questo O'Rourke è sembrato molto più bravo dell'avversario. Pur avendo raccolto entrambi 23 milioni di dollari complessivi (dato aggiornato a luglio 2018), nel secondo quadrimestre di quest'anno il deputato di El Paso è stato in grado di raccogliere qualcosa come 10,4 milioni, contro i 4,6 raggranellati da Cruz. Un dato notevole non solo in valore assoluto, ma anche perché O'Rourke non accetta donazioni dai Pac, cioè i grandi comitati di raccolta fondi che si mettono in moto ad ogni elezione. Secondo OpenSecrets.org O'Rourke ha ricevuto il 41% dei suo fondi da donatori che hanno versato quote inferiori ai 200 dollari, mentre il restante 58% è arrivato dai cosiddetti Large Individual Contributions, quelli che donano fino a 5.000 dollari. Mentre dai Pac avrebbe invece raccolto solo lo 0,23% pari a 54 mila dollari.

IL TENTATIVO DI BOICOTTAGGIO E I MESSAGGI FAKE

Nei primi giorni di settembre la campagna di O'Rourke ha subito anche un tentativo di sabotaggio. Il New York Times ha raccontato che qualcuno, non ancora identificato, ha inviato degli sms a nome della campagna elettorale del candidato dem. Nei messaggi si chiedeva ai volontari di partecipare a un bizzarro piano per portare ai seggi immigrati irregolari da far votare il 6 novembre. Chris Evans, portavoce di O’Rourke, ha spiegato che il messaggio non era approvato dal comitato elettorale e che chi l'ha inviato è sicuramente un impostore. Al momento non è chiaro chi ci sia dietro, anche se diversi democratici hanno accusato del boicottaggio i repubblicani.

I SONDAGGI PREMIANO CRUZ, MA IL DISTACCO È MINIMO

Se le elezioni di metà mandato rappresentano un banco di prova per l'amministrazione Trump, la sfida tra Cruz e O'Rourke può dire molto sul futuro del Texas. Da anni i democratici stanno cercando di trasformare uno Stato che vota repubblicano, almeno dal 1976 quando Jimmy Carter vinse con il 51% dei voti. Il partito dell'Asinello è convinto che presto la pressione demografica avrà la meglio. In questo senso l'eventuale elezione di O'Rourke sarebbe la spia di un cambiamento decisivo. All'inizio della corsa tutti i sondaggi davano Cruz in vantaggio ma con il passare delle settimane O'Rourke ha ridotto il vantaggio. In realtà du sondaggi realizzati a metà settembre hanno dato esiti diversi. Il Quinnipiac University Poll ha dato a Cruz un vantaggio di 9 punti mentre la Reuters (sondaggio Reuters/Ipsos/UVA Center for Politics Poll) ha addirittura fotografato un sorpasso del candidato dem dato al 47% contro il 45 dell'avversario. Il politologo americano Larry Sabato ha recentemente visto le sue previsioni. Spostando il Texas da Stato "probabilmente repubblicano" a "tendente ai repubblicani", un'indicazione che mostra come nei mesi lo Stato non sia, almeno per i sondaggisti, una roccaforte del Gop.

Le previsioni di Sabato per il Senato.

NEL 2016 TRUMP VINSE 227 CONTEE SU 254

L'elezione di Trump avvenuta solo due anni fa ha però messo in luce come lo Stato sia ancora saldamente nelle mani del Gop. Il tycoon vinse infatti in 227 contee su 254 prendendo 4.685.047 di voti contro i 3.877.868 di Hillary Cinton. Ma soprattuto da cambiare è la storia recente: è da 30 anni che i dem non riescono a eleggere un senatore. C'è però chi è pronto a scommettere che la sconfitta di O'Rourke non sarà davvero una sconfitta, perché dopo questa campagna elettorale niente sarà più come prima in Texas.

Il voto in Texas alle elezioni presidenziali del 2016.
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