Matteo Salvini Rimpatri Tunisini
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15 Settembre Set 2018 2153 15 settembre 2018

La Tunisia per ora dice di no ai rimpatri accelerati

I 184 migranti arrivati a Lampedusa saranno rimpatriati. Ma ci voranno almeno due settimane. Giovedì 20 Salvini incontrerà il suo omonimo del Paese nordafricano per cercare un nuovo accordo. 

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Nessun incremento dei rimpatri coi voli charter. La Tunisia per dire di sì alle procedure accelerate chieste dal ministero degli Interni italiani vuole che siano modificati gli attuali accordi tra Roma e Tunisi. Così il 17 settembre i primi 40 migranti lasceranno Lampedusa, ma ci vorranno almeno un paio di settimane prima che i 184 tunisini sbarcati venerdì 13 settembre a Lampedusa - dopo l'ennesima lite tra Italia e Malta - vengano riportati nel loro Paese. La soluzione è diversa da quella auspicata e annunciata il 14 settembre dallo stesso vicepremier e ministro dell'Interno Salvini: «Come arrivano se ne vanno, entro qualche ora partiranno». E invece l'accordo attuale prevede sì procedure semplificate di rimpatrio per i cittadini sbarcati sulle coste siciliane, dopo le verifiche sull'identità svolte dal console tunisino a Palermo o da suoi rappresentanti; ma stabilisce anche che su ogni volo charter non possano salire più di 40 tunisini a volta, ognuno dei quali scortato da due poliziotti, con un massimo di 80 rimpatri a settimana. E da Tunisi non è arrivato alcun via libera a modificare queste condizioni.

NEL 2018 RIMPATRIATI MENO DELLA METÀ DEGLI ARRIVI DALLA TUNISIA

Il primo volo dovrebbe dunque decollare il 17 settembre e il secondo è previsto per giovedì 20. Poi altri due voli sono in programma la settimana successiva, se non emergeranno novità dall'incontro già pianificato per martedì 18 al Viminale. A Roma è atteso il ministro dell'interno di Tunisi Hichem Fourati e l'obiettivo di Salvini è proprio quello di aumentare i voli e velocizzare le procedure, anche calcolando che la maggioranza degli stranieri sbarcati quest'anno in Italia (4.220) viene proprio dalla Tunisia. Dall'inizio del 2018, inoltre, su 3.515 tunisini rintracciati in posizione irregolare ne sono stati rimpatriati 1.633, poco meno della metà. La linea resta dunque quella indicata dal ministro nel corso del vertice con i colleghi dell'Interno dell'Ue venerdì a Vienna: «Lavoriamo a soluzioni veloci, efficaci e innovative» tra le quali la possibilità di identificare i migranti soccorsi sulle navi e riaccompagnati direttamente nei paesi di origine, ma solo nel caso in cui ci siano accordi con questi ultimi». «Stiamo lavorando sul flusso in arrivo dalla Tunisia», ha confermato anche il 15 settembre Salvini, «Lì non c'è guerra, non c'è carestia e non si capisce perché barchini o barconi devono partire dalla Tunisia e arrivare in Italia. E stiamo lavorando per cambiare accordi che altri hanno lasciato e che non sono assolutamente soddisfacenti. I voli charter già partono per la Tunisia settimanalmente, l'importante è che ne partano di più e con più gente a bordo». Si vedrà cosa ne pensa Tunisi e cosa chiederà in cambio, nel caso in cui accettasse la proposta di maggiori rimpatri.

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