Indonesia: eruzione vulcano Soputan
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Aggiornato il 08 ottobre 2018 2 Ottobre Ott 2018 1513 02 ottobre 2018

Cosa sta succedendo in Indonesia dopo lo tsunami

Il bilancio è salito a 1.984 vittime e 5 mila dispersi. Secondo le autorità locali potrebbe peggiorare ancora. Ha eruttato anche il vulcano Soputan.

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Si è aggravato ancora il bilancio dello tsunami che il 30 settembre ha colpito l'isola di Sulawesi, in Indonesia. Il numero delle vittime è salito infatti a 1.948 morti accertati e i dispersi sono 5 mila. Secondo le autorità locali la situazione potrebbe ulteriormente peggiorare. I sopravvissuti sono allo stremo e mancano acqua potabile, cibo e benzina. I convogli di aiuti umanitari vengono scortati dall'esercito.

DOPO LO TSUNAMI ANCHE L'ERUZIONE DEL SOPUTAN

Già in drammatiche condizioni l'isola è stata scossa la mattina del 3 ottobre dall'eruzione del vulcano Soputan nella provincia di Sulawesi del Nord. L'eruzione ha formato una colonna di fumo e cenere cha ha raggiunto un'altezza di circa 6 mila metri. Le autorità hanno consigliato alla popolazione di evitare un'area fino a 6,5 chilometri a Sud Ovest del vulcano ed hanno avvisato i controllori del traffico aereo dei rischi legati alle nubi di cenere.

DISORDINI NELLA CITTÀ DI PALU

Nella città di Palu, travolta dalla furia dell'acqua insieme a quella di Donggala, la polizia ha sparato colpi in aria e lacrimogeni per disperdere gruppi di persone che tentavano di assaltare un supermarket. Secondo quanto riportato dalla Bbc, gli agenti di guardia si sono ritrovati sotto la pressione di decine di residenti che tentavano di entrare. Qualcuno ha lanciato delle pietre e alla fine i poliziotti hanno consentito l'accesso al negozio.

FOSSE COMUNI PER EVITARE EPIDEMIE

Quattro giorni dopo il disastro, le strade di Palu sono ancora coperte di detriti e cadaveri e si continuano a scavare fosse comuni per seppellire i corpi finora recuperati ed evitare la diffusione di epidemie. Il paesaggio è spettrale, cibo e acqua scarseggiano. Anche l'aeroporto è stato preso d'assalto da migliaia di persone, desiderose di prendere uno dei pochi voli disponibili verso zone più sicure.

ANCHE LE ONG IMPEGNATE NEI SOCCORSI

Le cifre del disastro sono impressionati: 2,4 milioni di persone coinvolte, tra cui 600 mila bambini che secondo Save The Children rischiano di non avere riparo e cibo a sufficienza, mentre in molti hanno già perso le loro famiglie. Le Ong sul terreno fanno quello che possono, insieme alle autorità locali, per raggiungere tutte le zone colpite, ma molte risultano ancora inaccessibili. Oxfam ha lanciato un appello per soccorrere circa 500 mila persone, mentre le sue squadre stanno portando beni di prima necessità e a acqua pulita.

NEL MIRINO L'AGENZIA METEOROLOGICA NAZIONALE

In Indonesia, intanto, ci si comincia a chiedere se questa tragedia poteva essere evitata. Nel mirino è finita soprattutto l'Agenzia meteorologica nazionale, la Bmkg, che avrebbe annullato l'allerta troppo presto, poco più di 30 minuti dopo la prima scossa e a tsunami in corso. L'agenzia si difende, affermando che l'allarme sarebbe invece cessato pochi minuti dopo la terza e ultima ondata. Ma a causa del terremoto, che avrebbe abbattuto le linee elettriche e di comunicazione, l'allerta non sarebbe mai arrivata agli abitanti della costa.

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